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Le traduzioni latine della Sapientia Salomonis

«Le traduzioni latine di Sapientia Salomonis» è una dissertazione che si concentra su uno dei libri della Bibbia, denominato appunto Sapientia, detto di Salomone non perché sia stato realmente scritto dal saggio sovrano biblico ma perché l'autore del testo, servendosi dell'ampiamente accettata pseudonimia, si inserisce in una corrente sapienziale di testi (cfr. Proverbi, Giobbe, Qohelet, Siracide, dai quali il libro in questione è in più luoghi dipendente) dell'Antico Testamento che si fanno risalire a Salomone. Può sembrare strano che ancora nel periodo di Sapientia ci fosse una qualche scuola scribale di autorità tale da potersi permettere di attribuire degli scritti a Salomone; ciò può avvenire perché Sapientia, con il suo caratterizzante stile alto e limpido, è una precisa rilettura (con le nuove luci date dall'Ellenismo) di Genesi ed Esodo.
Il presente lavoro, tuttavia, non ha intenti esegetici bensì linguistici: tramite vari strumenti, qui si prova ad analizzare e ad esaminare l'evoluzione del significato di alcuni termini notevoli dal greco al latino.
Il punto di partenza del lavoro è stato, infatti, il testo greco della Septuaginta, base anche delle traduzioni latine qui prese in considerazione, ovvero la Vetus Latina e la Vulgata di s. Girolamo.

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Introduzione «Le traduzioni latine di Sapientia Salomonis» è una dissertazione che si concentra su uno dei libri della Bibbia, denominato appunto Sapientia , detto di Salomone non perché sia stato realmente scritto dal saggio sovrano biblico ma perché l'autore del testo, servendosi dell'ampiamente accettata pseudonimia, si inserisce in una corrente sapienziale di testi (cfr. Proverbi, Giobbe, Qohelet, Siracide , dai quali il libro in questione è in più luoghi dipendente) dell'Antico Testamento che si fanno risalire a Salomone. Può sembrare strano che ancora nel periodo di Sapientia ci fosse una qualche scuola scribale di autorità tale da potersi permettere di attribuire degli scritti a Salomone; ciò può avvenire perché Sapientia , con il suo caratterizzante stile alto e limpido, è una precisa rilettura (con le nuove luci date dall'Ellenismo) di Genesi ed Esodo. Il presente lavoro, tuttavia, non ha intenti esegetici bensì linguistici: tramite vari strumenti, qui si prova ad analizzare e ad esaminare l'evoluzione del significato di alcuni termini notevoli dal greco al latino. Il punto di partenza del lavoro è stato, infatti, il testo greco della Septuaginta , base anche delle traduzioni latine qui prese in considerazione, ovvero la Vetus Latina e la Vulgata di s. Girolamo. Perché il libro della Sapientia ? La scelta del libro da prendere in considerazione non è stata affatto casuale. Il libro in questione ha una lunghissima tradizione di studi esegetici, socio–antropologici, filologici. L'opera si colloca in un contesto ben diverso rispetto agli altri libri dell'Antico Testamento: anche se la datazione precisa resta oggetto di congetture, se ne fissa la composizione in un periodo che oscilla tra il 200 a. C. come terminus a quo (secondo 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Giorgia Spadaccini Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.