Skip to content

Governo di unità nazionale a Zanzibar: un nuovo compromesso politico per la questione zanzibarita

Informazioni tesi

  Autore: Irene Aprile
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Antonio Pezzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Il 2010 è stato per Zanzibar un anno ricco di eventi che hanno fatto riaffiorare nell’opinione pubblica ricordi del passato, infuso dubbi e incertezze sul presente, ma anche creato speranze e aspettative per il futuro. Il lungo e complesso processo di negoziazione tra i due partiti maggioritari dell’arcipelago, il Chama Cha Mapinduzi (CCM) e il Chama cha Wananchi (Civic United Front, CUF), si è concretizzato con la decisione di creare un Governo di Unità Nazionale (Government of National Unity, GNU), ovvero una nuova struttura governativa che vedrà entrambe le parti condividere il potere per lavorare insieme nell’interesse del popolo zanzibarita.
Dopo aver ottenuto il consenso popolare ed effettuato la dovuta revisione costituzionale, in seguito alle elezioni generali del 31 Ottobre 2010, il nuovo governo a Zanzibar segna l’inizio di una nuova fase politica nella storia dell’arcipelago.
Ma il nuovo accordo, noto come “Compromesso degli Zanzibariti”, risultato della riconciliazione tra i due partiti, ha davvero tutti i requisiti necessari per costituire le basi di una pacifica convivenza? Insomma, quanto questo nuovo accordo è differente dai precedenti?
E inoltre, la presenza dell’opposizione nel governo indebolirà il ruolo della stessa in sede parlamentare? Oppure, come temono i Tanzaniani del continente, l’opposizione acquisirà maggior potere e il ritorno di antiche rivendicazioni metterà in crisi l’Unione stessa?
Per rispondere a queste domande e comprendere gli eventi attuali è necessario conoscere gli attori politici e inserirli nella storia di Zanzibar e della Tanzania.
Nel capitolo 1, proverò ad analizzare l’evoluzione del nazionalismo zanzibarita, partendo dall’epoca coloniale, la cui politica multirazziale favorì la nascita di identità contrastanti, fino alla formazione della Repubblica Popolare di Zanzibar indipendente e alla sua unione con il Tanganyika. Il contesto politico mondiale in cui l’Unione nacque e le modalità della sua formazione hanno causato la messa in discussione dell’Unione stessa più volte nel corso della storia e i relativi dibattiti hanno acquisito caratteri sempre diversi. L’avvento del multipartitismo ha spostato i contrasti sul piano della competizione politica, minando però il corretto esercizio della democrazia a causa del ricorso alla violenza e alla manipolazione elettorale.
Il capitolo 2 prosegue cronologicamente la narrazione presente nel primo, partendo però dall’analisi dei passati processi di riconciliazione tra le parti, nel tentativo di comprenderne i limiti che hanno impedito la risoluzione del conflitto politico. Attraverso articoli di giornali di stampa tanzaniana e internazionale, studi indipendenti e rapporti delle organizzazioni internazionali, ricostruirò gli eventi degli ultimi due anni che hanno visto la ripresa delle negoziazioni e il raggiungimento di un risultato che appare differente rispetto a quelli passati. Il lavoro si sofferma in particolar modo sui risultati del referendum sul Governo di Unità Nazionale e delle Elezioni Presidenziali, e sulle nuove procedure di registrazione degli elettori che li hanno preceduti e ne hanno influenzato lo svolgimento.
Infine, un’attenzione particolare è posta al dibattito sul rapporto di Zanzibar con l’Unione che la nuova struttura governativa ripropone. La questione zanzibarita risale alla formazione dell’Unione stessa, della quale, secondo gli Zanzibariti, l’arcipelago non ha mai beneficiato quanto avrebbe dovuto, soprattutto dal punto di vista economico. I continentali temono che il rafforzamento del partito d’opposizione nel Governo di Unità Nazionale a Zanzibar possa far riaffiorare le antiche pretese dell’arcipelago di avere una maggiore autonomia che faciliterebbe l’indipendenza economica, mettendo in crisi l’integrità della Repubblica Unita della Tanzania.
Data l’attualità degli eventi, è difficile trarre delle conclusioni certe sul futuro immediato di Zanzibar e dell’Unione; ho quindi immaginato possibili scenari avvalendomi delle ricerche fatte e delle fonti consultate. Ho avuto inoltre la possibilità di rivolgermi direttamente alla giornalista zanzibarita Salma Said, la quale ha scelto di non iscriversi a nessun partito per svolgere il suo lavoro nel modo più indipendente e imparziale possibile. Salma Said è una corrispondente per le due principali testate giornalistiche del Paese, Mwananchi in lingua swahili e The Citizen in lingua inglese. Gestisce inoltre il blog Zanzibar Yetu nel quale raccoglie articoli e informazioni di vario genere su Zanzibar: la giornalista pensa, infatti, che la rete possa essere lo strumento più efficace per tenere informati tutti gli Zanzibariti, anche coloro che hanno lasciato l’arcipelago. Salma Said mi ha concesso un’intervista via e-mail che ha arricchito il materiale su cui ho basato le mie riflessioni.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 CAPITOLO 1 Nascita ed evoluzione del nazionalismo zanzibarita L ‟ a rc ip e la g o di Z a nz ibar (c ompre nde nte le isol e pr incipa li di Ung uja, P e mba e isolette minori circostanti) ha una lunga storia coloniale iniziata alla fine del XVII se c olo c on l‟oc c upa z ione da pa rt e de l S u ltanato di Oman e terminata nel 1963 con l‟indi pe nde nz a da l R e g n o Unito. In epoca coloniale non possiamo parlare di popolazione zanzibarita come di un gruppo omogeneo i cui membri condividevano storia, cultura e organizzazione politica, be nsì di una “ g iust a ppo siz ione di c omuni tà lega te le une a ll e a lt r e da ra pporti di dominazione e relazioni ineguali 1 . La dominazione araba non fu solo di tipo politico e sociale, ma soprattutto c ult ur a le e n e è e se mpl if ica ti va la pa rola “ ustaarabu ” , letter a lm e nte “ e ss e re a ra bo” c he in li ng ua sw a hil i ha a c qu isi to il sig nific a to di “ e ss e re c olt o , raffinato ” . Gli a ra bi e ra no a l vertice di una gerarchia sociale che vedeva sottomessi gli Shirazi, termine utilizzato per indicare la popolazione africana originaria delle isole. Ne l 1890 l‟a rc ipela g o divenne un pr ot e tt or a to br i tannic o e g li a ra bi fu ron o sc e lt i come intermediari del colonizzatore: la figura del sultano fu preservata, anche se svuotata di reale potere, e fu mantenuta la struttura sociale gerarchica che vedeva al vertice i piantatori arabi, nonostante la maggior parte della popolazione fosse “ a fr i c a na ” . Ta le de nomi na z ione ra c c hiudev a g li a fr ic a ni de l c onti ne nte im migrati sulle isole, i cosiddetti mainlanders e coloro che con il termine Shirazi si differenziavano dai pr im i e da g li a r a bi stessi rive ndica ndo un‟or i g ine mi ti c a da S hira z in P e rsi a . Gli S hira z i, secondo il censo del Protettorato di Zanzibar del 1948, rappresentavano una grande magg ior a nz a sia sull ‟isola di Un g uja c he di P e mba, ma le loro relazioni con gli arabi erano differenti in ogni isola. A Unguja, le terre fertili erano poche e sotto il controllo degli arabi, circa il 9% della popolazione, mentre gli Shirazi erano esclusi da qualunque beneficio legato alla prestigiosa coltivazione dei chiodi di garofano. A Pemba invece, oltre ad essere più 1 Ariel Crozon, Le groupes sociaux avant la révolution, in Colette Le Cour Grandmaison e Ariel Crozon, Zanzibar Aujourd‟hui Karthala – Ifra, Nairobi 1998, p. 78

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

2010
31 ottobre
ccm
chama cha mapidunzi
chama cha wanananchi
civic united front
cuf
governo di unità nazionale
karume
kikwete
lupumba
mwafaka
pemba
salma said
seif sharif hamad
shein
tanzania
unguja
unione
zanzibar

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi