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Effetto degli antagonisti per i recettori dell'angiotensina II sui livelli di CNP in HUVECs

Informazioni tesi

  Autore: Filomena Di Fazio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biologia
  Relatore: Guglielmo Martino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

Questo lavoro di tesi si sofferma sul CNP in qualità di agente vasomotore e prendendo in esame il rapporto tra l’AngII e questo peptide con lo scopo di stabilire se, e in quale misura, l’Ang II modula il rilascio endoteliale del CNP facendo luce, al contempo, sui meccanismi intracellulari che ne stanno alla base. In particolare valuteremo il coinvolgimento dei canali del calcio voltaggio dipendenti - di tipo T (TCC) e di tipo L (LTC) - espressi nell’endotelio (cap.2). In tale lavoro sperimentale abbiamo valutato la produzione di CNP in cellule HUVEC in coltura trattate con Ang II ad una concentrazione di 10-7 M, in presenza o in assenza di antagonisti specifici per i TCC e gli LTC (mibefradil 10-5M e verapamil 10-5 M rispettivamente) e per il recettore dell’Ang II, AT1R (ZD 7155, 10-7 M). La produzione del CNP è stata determinata mediante immunodosaggio usando la fluorescenza come sistema di rilevazione. Il metodo della immunofluorescenza rivela che Ang II 10-7M incrementa significativamente i livelli di CNP nelle HUVEC fra 24 e 72h. Il co-trattamento Ang II, Mibefradil o Verapamil riduce i livelli intracellulare del peptide. Il trattamento delle cellule anche con ZD 7155 influenza la produzione del CNP.

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1 Capitolo 1 FUNZIONI ENDOTELIALI Nel corso degli ultimi due decenni, è stato dimostrato che l’endotelio si può considerare come un organo endocrino che è indispensabile per la regolazione del tono vascolare e nel mantenimento della sua omeostasi. I meccanismi base coinvolti nell’aterogenesi indicano che le alterazioni deleterie fisiologiche endoteliali, rappresentano un primo passo nello sviluppo dell’aterosclerosi e nelle sue complicazioni [1]. Evidenze sperimentali e cliniche sottolineano che le complesse funzioni dell’endotelio siano da correlare alla sua natura di esteso organo con attività paracrina preposto a mantenere l’omeostasi vascolare. E’ noto che l’attività paracrina dell’endotelio (tabella1) è rivolta:  verso la parete  verso il lume A livello parietale: l’endotelio modula il tono e la stessa struttura vasale, rivestendo un ruolo primario nel rimodellamento che si osserva sia come risposta fisiologica alle variazioni emodinamiche sia in stati patologici come l’aterosclerosi e l’ipertensione. A livello luminale: l’endotelio modula la coagulazione e le interazioni con e tra le cellule ematiche.

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Parole chiave

angiotensina ii
canali di tipo l
canali di tipo t
canali voltaggio dipendenti
cnp
endotelio vascolare
huvec
mibefradil
recettori angiotensina
verapamil

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