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Il giornalismo politico italiano e la sua influenza sul rapporto tra cittadino e politica

Informazioni tesi

  Autore: Erika Becchi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Giuseppe Jacobini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 349

Quanto incide il giornalismo nel rapporto tra cittadino e politica? Quanto influenza l’impegno e il coinvolgimento nel dibattito politico, alla base di una società democratica? Il mio lavoro parte da queste domande, vedendo che molti giovani sono indifferenti alla politica, non votano, leggono poco i giornali, si informano su Internet e in televisione.
Nel primo capitolo una breve analisi del panorama politico-elettorale italiana ha evidenziato il progressivo distacco dei cittadini dalla politica, dovuto a varie cause socio-culturali, un basso livello di ricerca delle informazioni in tale ambito e una progressiva spettacolarizzazione della politica. Il secondo capitolo propone una descrizione del panorama mediatico italiano, con l’analisi di due quotidiani, La Repubblica e Il Corriere della Sera, e di due telegiornali, il Tg2 e il TG La7, dei quali sono stati vagliati contenuti e linguaggio, per capire com’è strutturata una notizia politica e com’è percepita dal lettore medio, dando poi uno sguardo sommario ai programmi di approfondimento politico e al web (blog, siti, ecc.).
Nel terzo capitolo è stato approfondito il legame tra l’elettorato italiano e i mass media partendo dai tre modelli di giornalismo di Hallin e Mancini per analizzare il caso italiano, classificato come modello mediterraneo o pluralista-polarizzato. Una parte di questo capitolo è stata dedicata all’opinione di un piccolo campione di cittadini italiani (tra i 18 e i 35 anni), destinatari delle informazioni, e a quella dei giornalisti, che confezionano le notizie. Nel quarto capitolo sono stati proposti alcuni spunti per un giornalismo politico migliore, che riesca a stimolare il dibattito e la partecipazione di tutti alla democrazia, fornendo un’informazione interessante e chiara, che abbia come unico scopo quello di farsi capire dai cittadini. Uno sguardo infine è stato rivolto all’ambito internazionale, con la testimonianza di alcuni giornalisti esteri, nel tentativo di trovare alcuni elementi cui ispirarsi per avere un miglior giornalismo politico in Italia.
Questo lavoro di analisi mi ha portato a concludere che il giornalismo, per il ruolo di intermediario che svolge tra politica e cittadini, può essere considerato una delle cause dell’attuale allontanamento tra le due parti, almeno finché resterà ancorato al potere e a parlare per esso, invece che per i cittadini, adottando un linguaggio oscuro e comprensibile solo agli “addetti ai lavori”.

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4 INTRODUZIONE Il 31 marzo 2010 all’interno della redazione del Tg1 si verificano significativi sconvolgimenti nella conduzione. Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Pietro Damosso: questi i nomi dei tre giornalisti epurati, volti noti dell’informazione televisiva tolti dalla conduzione del telegiornale dal direttore Augusto Minzolini con motivazioni fortemente discusse. Per il direttore è solo una questione di ricambio, per proporre “volti nuovi”, mentre per il consiglio di redazione del Tg1 la scelta di Minzolini dimostra “la volontà del direttore di penalizzare colleghi che non si sono schierati con lui sul caso Mills” 1 . I tre giornalisti, infatti, si erano rifiutati a loro tempo di firmare un documento a favore di Minzolini seguito al caso Mills, quando al Tg1 si affermò che il legale inglese, coimputato con Berlusconi di corruzione era stato assolto, mentre in realtà il reato per il quale era imputato era caduto in prescrizione. Una diversità di termini che vale la comprensione del fatto. Una persona è assolta dal reato per il quale è imputata se ne viene riconosciuta l’innocenza o l’estraneità al reato; si dice invece che il reato è caduto in prescrizione quando sono scaduti i tempi previsti per il processo. Il caso Minzolini è sintomatico del grado di libertà di stampa di cui gode l’Italia, situata al settantatreesimo posto nella classifica stilata dalla Freedom House nel 2009, tra Israele e Tonga 2 . Tre le categorie 1 La Repubblica, giovedì 1 aprile 2010, “Minzolini caccia 3 conduttori, bufera sul Tg1”. 2 Supplemento speciale de “Il Manifesto” del 28 aprile 2010 in occasione del trentanovesimo anniversario del quotidiano. Il titolo dell’inserto è “Ultim’ora” ed è interamente dedicato alla libertà di stampa in Italia. A pagina 2/3 la classifica “Freedom of the Press”, stilata dalla Freedom House, che dal 1980 analizza la libertà di stampa in 195 Paesi e territori, assegnando dei valori in base a categorie oggettive.

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