Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Conseguenze economiche derivanti dalla creazione di un'area protetta in zone depresse: potenzialità e prospettive di un parco nelle Alpi Liguri

Questo lavoro si propone di approfondire il tema relativo alle conseguenze economiche derivanti dalla creazione di un’area protetta in zone depresse, con riferimento particolare al contesto delle Alpi liguri, nell’entroterra del ponente imperiese.
Si tratta di un argomento indubbiamente complesso alla luce dell’impossibilità di monetizzare tutti gli interventi di tutela, ripristino e recupero che un parco potrebbe realizzare. Ed è un argomento che, almeno a livello regionale, dovrebbe interessare tutti, soprattutto gli abitanti della costa, poiché nell’entroterra si possono ancora trovare quei paesaggi e quei valori che la selvaggia cementificazione degli anni ’50 e ‘70 e i radicali cambiamenti intervenuti nel modello produttivo ligure hanno pressoché cancellato lungo costa.
Le maggiori difficoltà sono state incontrate nella ricerca di testi inerenti la valutazione dell’impatto economico dei parchi: si tratta, infatti, di una materia da poco all’attenzione degli studiosi e per la quale, di conseguenza, è al momento disponibile uno scarso supporto bibliografico. Si è quindi reso necessario intraprendere un percorso alternativo, provvedendo a richiedere le informazioni direttamente alle fonti. A tale scopo abbiamo interpellato, per la parte generale, diversi direttori di parchi italiani (Alpi Marittime, Alta Valle Pesio e Tanaro, Abruzzo, Beigua) e stranieri (Mercantour e Vanoise, in Francia), la Federazione italiana dei Parchi e delle Riserve naturali, il CRESME (Centro Ricerche e Statistiche sul mercato edilizio), la Legambiente, l’IRES (Istituto Ricerche Economico-Sociali della Regione Piemonte) e la provincia di Cuneo (per i dati sulle aree protette piemontesi analizzate nel terzo capitolo). Per la parte relativa agli studi locali, si è contattato: la provincia d’Imperia, la Camera di Commercio e il relativo Ufficio di Statistica, l’Ufficio Parchi della Regione Liguria, unitamente ad una serie d’interviste presso molti sindaci e amministratori locali. A tutti vanno i miei ringraziamenti per la disponibilità e la collaborazione concessami.
Il lavoro è suddiviso in sei capitoli.
Nel primo, unitamente ai riferimenti legislativi fondamentali e alla breve cronistoria dei tentativi passati volti ad istituire un parco, sono presentate le principali caratteristiche paesaggistiche e storico-culturali delle Alpi liguri. Si è cercato di evidenziare da una parte le grandi potenzialità turistiche dell’area, dall’altra l’inaccettabile stato di abbandono e degrado in cui tutto questo versa, indicando di volta in volta qualche possibile intervento.
Il secondo capitolo riguarda l’analisi socio-economica dell’estremo ponente ligure. Oltre all’entroterra sono presi in esame anche alcuni comuni costieri al fine di avere un quadro d’insieme delle tendenze in atto in provincia di Imperia. Inquadrando l’area da un punto di vista socio-economico si è cercato di far emergere alcune caratteristiche tendenziali allo scopo di evidenziare il forte squilibrio esistente fra costa ed entroterra. Il capitolo si conclude con l’esame del patrimonio edilizio per sottolineare lo sfruttamento irrazionale delle risorse e le deformazioni nei processi di urbanizzazione prodottesi in funzione dello sviluppo turistico costiero.
Il terzo capitolo rappresenta il “cuore” di tutto il lavoro. In esso, sulla base di alcuni casi concreti relativi sia ad esperienze complessive sia a singoli aspetti, si è cercato di fornire una valutazione circa l’impatto socio-economico dei parchi. Allo stesso tempo sono state approfondite le problematiche connesse al rapporto fra aree protette e sviluppo economico.
Nel quarto capitolo si analizzano le ragioni per le quali si ritiene indispensabile la creazione di un’area protetta nelle Alpi liguri: per ogni risorsa è indicato quello che il parco potrebbe mettere in atto per valorizzarla, unitamente ai finanziamenti ottenibili (sulla base di norme e casi concreti) direttamente e indirettamente grazie a questo soggetto.
Nel quinto capitolo si è cercato di approfondire le cause che ostacolano o impediscono la creazione del parco nell’area in esame. Le considerazioni presentate sono state ricavate dall’esame della documentazione disponibile (pubblicazioni, articoli di giornale, conferenze) e dalle interviste effettuate presso la popolazione locale.
Nell’ultimo capitolo infine, dopo aver illustrato l’ultima proposta di parco redatta dai tecnici dell’amministrazione provinciale di Imperia, ci s’interroga sulle prospettive future di un parco nelle Alpi liguri e si traggono alcune considerazioni finali.
Per concludere, ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo lavoro e chiedo scusa se in qualche espressione si riscontra un po’ di enfasi.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di approfondire il tema relativo alle conseguenze economiche derivanti dalla creazione di un’area protetta in zone depresse, con riferimento particolare al contesto delle Alpi liguri, nell’entroterra del ponente imperiese. Si tratta di un argomento indubbiamente complesso alla luce dell’impossibilità di monetizzare tutti gli interventi di tutela, ripristino e recupero che un parco potrebbe realizzare. Ed è un argomento che, almeno a livello regionale, dovrebbe interessare tutti, soprattutto gli abitanti della costa, poiché nell’entroterra si possono ancora trovare quei paesaggi e quei valori che la selvaggia cementificazione degli anni ’50 e ‘70 e i radicali cambiamenti intervenuti nel modello produttivo ligure hanno pressoché cancellato lungo costa. Le maggiori difficoltà sono state incontrate nella ricerca di testi inerenti la valutazione dell’impatto economico dei parchi: si tratta, infatti, di una materia da poco all’attenzione degli studiosi e per la quale, di conseguenza, è al momento disponibile uno scarso supporto bibliografico. Si è quindi reso necessario intraprendere un percorso alternativo, provvedendo a richiedere le informazioni direttamente alle fonti. A tale scopo abbiamo interpellato, per la parte generale, diversi direttori di parchi italiani (Alpi Marittime, Alta Valle Pesio e Tanaro, Abruzzo, Beigua) e stranieri (Mercantour e Vanoise, in Francia), la Federazione italiana dei Parchi e delle Riserve naturali, il CRESME (Centro Ricerche e Statistiche sul mercato edilizio), la Legambiente, l’IRES (Istituto Ricerche Economico-Sociali della Regione Piemonte) e la provincia di Cuneo (per i dati sulle aree protette piemontesi analizzate nel terzo capitolo). Per la parte relativa agli studi locali, si è contattato: la provincia d’Imperia, la Camera di Commercio e il relativo Ufficio di Statistica, l’Ufficio Parchi della Regione Liguria, unitamente ad una serie d’interviste presso molti sindaci e amministratori locali. A tutti vanno i miei ringraziamenti per la disponibilità e la collaborazione concessami. Il lavoro è suddiviso in sei capitoli. Nel primo, unitamente ai riferimenti legislativi fondamentali e alla breve cronistoria dei tentativi passati volti ad istituire un parco, sono presentate le principali caratteristiche paesaggistiche e storico-culturali delle Alpi liguri. Si è cercato di evidenziare da una parte le grandi potenzialità turistiche dell’area, dall’altra l’inaccettabile stato di abbandono e degrado in cui tutto questo versa, indicando di volta in volta qualche possibile intervento.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Lettieri Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1551 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.