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Il bilancio delle società di factoring

Informazioni tesi

  Autore: Nunzio Concilio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Valerio Antonelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 299

Il factoring e’ il contratto con il quale un’impresa, detta fornitore o cedente, trasferisce o si obbliga a trasfe-rire a titolo oneroso ad un altro soggetto, detto Factor o Cessionario, tutti o parte dei suoi crediti. Possiamo dire che il factoring rappresenta ormai una realtà consolidata nei sistemi economici e finanziari di molti Paesi, proprio perché tale strumento e’ finalizzato a soddisfare numerose esigenze collegate alla realtà aziendale che vanno oltre la mera operazione di cessione dei crediti. Basti pensare in-fatti, che in un mercato dove la competizione diviene sem-pre più un fattore critico della vita delle imprese, ecco che le stesse allora, al fine di ottimizzare l’uso delle risorse loro disponibili, cercano sempre più frequentemente di ra-zionalizzare la propria organizzazione. Il recupero di effi-cienza che può derivare da questa riorganizzazione dei processi produttivi, distributivi ed amministrativi può in-fatti tradursi per le imprese in una maggiore competitività delle proprie produzioni sui mercati. E proprio al fine di perseguire livelli alti di efficienza operativa, le imprese negli ultimi anni, hanno affidato sempre più spesso la ge-stione di alcuni servizi a soggetti esterni specializzati in diversi ambiti. In altre parole, le imprese, affidando a sog-getti esterni la gestione di alcune tipologie di servizi, pos-sono garantirsi, da un lato una riduzione dei costi inerenti alle gestioni dei servizi stessi, dall’altro, come conseguen-za, possono far leva su maggiori risorse da destinare all’attività tipica svolta rendendo la stessa molto più effi-ciente ottenendo come risultato maggiore competitività delle proprie produzioni sui mercati. E, tra i servizi la cui gestione può essere affidata a società specializzate, pos-siamo annoverare anche quello relativo alla gestione dei crediti che le imprese vantano nei confronti dei loro clien-ti. Ecco quindi che il factoring rappresenta uno strumento molto utile ed utilizzato dalle imprese, perché lo stesso è fonte di vantaggi che vanno dal piano meramente gestio-nale ed operativo, fino ad un piano prettamente finanzia-rio. In questo lavoro l’attenzione sarà rivolta quindi al fac-toring, e più in particolare, cercherò di analizzare tutti i ca-ratteri e le peculiarità collegate a tale tipologia contrattuale ragionando nell’ottica della parte che nel contratto rappre-senta il cessionario, e cioè la società di factoring. Dopo l’esame delle caratteristiche generali di tale operazione, l’obiettivo sarà quello di trattare in maniera specifica gli aspetti contabili collegati al factoring, facendo quindi rife-rimento ed analizzando tutte le fonti legislative dalle quali si possono estrapolare i principi contabili e le regole che bisogna seguire per trattare tale particolare operazione sul piano contabile. Oggetto di attenzione particolare saranno le società di factoring, quelle che sul piano giuridico, in ta-le contratto rappresentano il c.d. cessionario. Vedremo come, per le società di factoring, valgono principi contabili di portata nazionale ed internazionale. Quindi, da un lato bisogna far menzione dei principi contabili nazionali dettati dall’OIC e come gli stessi trattano l’aspetto contabile del factoring, dall’altro bisogna comunque tener presente, che, le società di factoring rappresentano enti bancari o imprese esercenti attività finanziaria, e quindi, in quanto soggette alla vigilanza della Banca d’Italia, sono tenute all’applicazione degli IAS per la redazione del bilancio consolidato a partire dal 2006 (in tale ottica daremo atten-zione a principi contabili quali lo IAS 39 e L’IFRS 7). Quindi, in prima battuta, possiamo anticipare che le società di factoring, oggi redigono i propri bilanci, tenendo pre-sente sia i principi contabili nazionali sia quelli internazio-nali, e nel rispetto di tutte le norme in materia contabile che sia il legislatore ordinario sia la Banca d’Italia hanno emanato. Ed è proprio il bilancio delle società di factoring l’oggetto principale di questo mio lavoro, e per tale motivo non mancherà in conclusione dello stesso l’esposizione a titolo di esempio del bilancio d’esercizio di una particolare società di factoring, la Factorit S.p.A., in cui si potranno evidenziare nella sostanza tutte le regole e le tecniche con-tabili prescritte tanto dall’ Organismo italiano di Contabi-lità tanto dall’ International Financial Reporting Boards.

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4 CAPITOLO PRIMO GLI ASPETTI GENERALI DEL FACTO- RING E LE SOCIETA’ CHE SVOLGONO TALE ATTIVITA’ 1.1 Le origini del factoring La prima società di factoring fu costituita negli U.S.A. nel 1808, ed in particolare si trattava di una società che aveva come attività quella di prendere in consegna i beni dai propri committenti e di venderli in propri mercati, spesso distanti o non facilmente raggiungibili da parte del- le imprese committenti, ricevendo dalle stesse dei corri- spettivi per le operazioni ed i servizi commerciali offerti. Si nota che l‟attività di questa società aveva ad oggetto beni materiali, ed è solo nei primi anni del ventesimo se- colo che si passò ad una qualificazione delle società di fac- toring in finance factors. Come per la prima società di fac- toring, anche per quanto riguarda la definizione di tale o- perazione bisogna andare ad esaminare quanto disponeva la legislazione statunitense agli inizi del 1900, ed in parti- colare parliamo del New York Factor Act. 1 Ecco allora che, anche la prima definizione dell‟attività di factoring , è 1 Cfr., PORRO A., FOSSATI G., Il factoring: Aspetti economici, fi- nanziari e giuridici, Giuffrè Editore, 1994, p.4.

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