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Eticità e Valore: una sfida per la Finanza del XXI secolo

La tesi tratta del concetto di responsabilità nelle scelte del management. In particolare, dopo un excursus storico e filosofico sul concetto di eticità del business, si passa al tema di come essa si ripercuote e riscontra sul valore finanziario di società quotate e non. A supporto della teoria, quindi, vengono analizzati dei modelli finanziari, in particolare il CAPM, e vengono analizzati tre fondi di investimento della Banca Etica, ognuno con uno specifico ambito di interesse.

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4 1. L’IMPERATIVO ETICO NELLA FILOSOFIA E NELLA PRASSI 1.1 I FONDAMENTI ETICI IN IMMANUEL KANT Kant non si propone di dare una nuova concezione della morale ma una “nuova formula” 1 , come risulta in due opere: la Fondazione della metafisica dei costumi (1785) e la Critica della ragione pratica (1788). Partendo dai concetti di libertà, di felicità e di volontà, si giunge all’idea dell’etica come imperativo categorico e come principio per il raggiungimento del sommo bene, rappresentato in Dio. Il rapporto tra la libertà e l’etica può essere definito come ratio essendi e ratio cognoscendi 2 , intendendo che la libertà non potrebbe essere ammessa se non fosse prima pensata la legge morale, come anche che se non ci fosse alcuna libertà non si sarebbe in grado di “incontrare” l’agire etico. La ragione non deve porsi solo il fine speculativo, bensì andare oltre e divenire attiva e pratica. Il concetto di felicità, invece, richiama la facoltà di desiderare e la ricerca del proprio bene secondo il proprio volere e i propri desideri. Ma agire secondo la propria volontà, secondo “l’eteronomia dell’arbitrio”, porta la ricerca della felicità ad essere il motivo determinante dell’agire, cosa che va in contrapposizione all’etica, che è, quindi, l’unica in grado di definire il concetto del bene o del male. Il problema, allora, diventa definire la volontà e il rapporto con l’etica. La volontà degli individui non ha uno stesso oggetto, ma ciascuno secondo le sue inclinazioni ha il proprio interesse che può accidentalmente coincidere con quello degli altri. Solo agendo come se la propria volontà potesse valere come legge universale si può ricercare la propria perfezione e favorire l’altrui felicità. La legge morale, dunque, quale espressione di libertà, comanda tramite doveri e “debitorie responsabilità” che devono essere autonome dalla facoltà di desiderare dell’uomo; inoltre l’etica definisce i moventi autentici delle azioni, dato che, se così non fosse, si avrebbe solo la legalità della azioni ma non la moralità delle convinzioni. Legata all’etica è la virtù, definita come stato morale ed espressa come l’osservanza della legge per dovere e non per propensione spontanea; il dovere è il 1 KANT I., Critica alla Ragion Pratica, vol. I, nota “c” alla prefazione, Fabbri Editori, Milano 1997. 2 KANT I., Critica alla Ragion Pratica, vol. I, nota “a” alla prefazione, Fabbri Editori, Milano 1997.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Bortone Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.