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Verso un teatro arabo moderno. Il contributo di Tawfiq al-Hakim e Sa'd Allah Wannus

Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Barretta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Maria Ines Avino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Il mio lavoro è la traduzione di parte del testo dell’autore siriano Sa’d Allah Wannus “al-Malik huwa al-Malik". Nel primo capitolo ho iniziato col fornire un quadro completo e sintetico della nascita del teatro occidentale da cui poi hanno tratto spunto nel corso dei secoli le diverse forme di arte drammatica araba pre-moderna, fino ad arrivare al 1798, anno in cui vi è la nascita di una concezione moderna di teatro. Mi sono soffermata inoltre sulle tendenze teatrali fino ai nostri giorni in Egitto, Siria, Libano, Palestina e Maghreb, per mezzo dei vari autori che hanno contribuito a creare e far crescere questa forma di arte.
Il secondo capitolo tratta della biografia e bibliografia di Sa’d Allah Wannus, con particolare riguardo verso l’opera “al-Malik huwa al-Malik”
Nel terzo capitolo ho cercato di fare una breve panoramica sulla nascita della lingua araba, e sul problema che ha afflitto e continua ad affliggere i tanti autori arabi: se utilizzare la lingua classica o il dialetto nelle proprie opere. In aiuto vi è il grande Tawfiq al-Hakim, il quale cerca di trovare un compromesso attraverso l’utilizzo della cosiddetta “terza lingua”.
Il quarto capitolo comincia con l’analisi della trama di “al-Malik huwa al-Malik”, la cui traduzione parziale è presente nell’ultima parte della tesi, e mostrando inoltre quali sono stati i problemi relativi alla traduzione, sul piano grammaticale, lessicale, del periodo e intertestuale, cercando di fornire spiegazioni esaustive per le varie scelte traduttive da me effettuate.

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3 1.1 Il teatro: origine e fondamenti La parola “teatro” (dal greco theaomai, “guardo”, “sono spettatore”) indica nel suo significato originario l‟assemblea degli spettatori, ma successivamente è passato, per estensione, a designare sia il luogo dove questa assemblea si riunisce sia la rappresentazione stessa. Gli inizi teorici della tradizione drammaturgica europea sono da ricercare nella Poetica di Aristotele, in cui si affermava che il dramma si basa sul principio di “imitazione” (mimesis). Infatti, secondo questo principio, per svolgere pienamente la sua funzione drammatica, un‟opera teatrale deve essere messa in scena, ossia rappresentata. Ciò necessita di un luogo dove rappresentare l‟opera - quindi di un teatro - e un pubblico in grado di seguire con la vista e l‟udito il dramma messo in scena. L‟azione del dramma si fonda sugli attori che recitano, usando gesti e dialogo come mezzi per rappresentare i fatti e le emozioni dei personaggi interpretati. Il teatro nacque inizialmente per celebrare festività religiose o collettive, poi via via ci si servì di esso per soddisfare numerose funzioni, come quelle educative, d‟intrattenimento, politiche, etc.; e proprio per questa sua capacità di rappresentare quasi tutti gli aspetti della vita collettiva, in periodi storici particolari, è stato oggetto di controllo politico, portando alla censura di drammi compromettenti. Quindi, esso riflette il modo di vivere di una comunità, la sua organizzazione politica e sociale, la sua cultura e le sue credenze: ecco perché attraverso il teatro si può conoscere l‟intera vita di un popolo. Come documenta l‟etimologia stessa della parola, il teatro nella civiltà occidentale è di origine greca e consiste primariamente in un fatto visuale, in una manifestazione che richiede di essere “guardata”. Questa manifestazione via via si arricchisce di elementi sonori, musicali e verbali che ne divengono parte integrante, in proporzioni sempre diverse di epoca in epoca: talvolta prevale la parola (come nel teatro drammatico dell‟Ottocento), talvolta prevale l‟elemento musicale (come nel

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Parole chiave

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tawfiq al-hakim
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