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Tra musica colta e popular music: il sintetizzatore e il superamento della forma-canzone

In questo lavoro di tesi uno strumento musicale, il sintetizzatore, è stato il giusto pretesto per aver modo di passare in rassegna, in alcuni casi con maggiore profondità e in altri meno, a seconda delle esigenze di percorso, una serie di fenomeni musicali che, come annunciavo nella prefazione, sono stati accomunati tutti da un un unico grande presupposto creativo: il superamento della forma-canzone tout court. Alcuni di questi fenomeni provenivano dall'ambito della rock music, altri da quello della canzone leggera italiana, ma tutti condividevano la comune appartenenza ad un particolare ambito musicale, quello cosiddetto popular, dal quale si sono mossi avvertendo la necessità, chi in un senso e chi in un altro, di sviluppare le possibilità insite all'interno della forma-canzone, producendo vari tipi di ampliamento della stessa che hanno preso a seconda delle circostanze denominazioni differenti (rock progressive, Kosmische Musik,
pop progressive, ecc.)
Il vero filo d'arianna di tutte queste produzioni, lontane geograficamente e culturalmente, è stato proprio il sintetizzatore, strumento che è entrato a far parte di gran parte di quelle formazioni e/o singoli autori responsabili di una sorta di fusione tra due sfere musicali spesso ritenute nettamente separate, quella della popular music e quella della musica colta. Categorie che perdono la
propria forza “scissionista” dinanzi a produzioni quali quelle viste e analizzate in questo lavoro, ovvero produzioni che, come abbiamo avuto modo di vedere abbastanza dettagliatamente,
presentano caratteristiche tanto di un settore quanto dell'altro, e che dunque si posizionano a perfetta metà strada tra questi due mondi che, come volevasi dimostrare, possono benissimo interagire fra loro.
Le radici popular di ognuno dei fenomeni presi in considerazione hanno in sostanza avuto modo di sviluppare robusti alberi le cui ramificazioni si sono protese verso altre sfere creative, altri mondi musicali e culturali, divenendo questi stessi alberi dei ponti tra terra e cielo.
Battiato, in questo senso, è sicuramente figura emblematica: partito come cantante di balera (e passato, come abbiamo in parte visto, per un gran numero di esperienze, in alcuni casi molto differenti fra loro, in un'incessante movimento di ricerca e di studio continui), produce oggi opere teatrali, balletti, opere di musica sacra ed è infine tra i principali responsabili della formazione e del consolidamento di una forma-canzone estesa, degna di ogni interesse tanto accademico quanto popolare.
Ogni epoca, infine, partorisce determinate forme artistiche che vanno ad aggiungersi e spesso a sostituire quelle delle epoche precedenti, oltre che determinati mezzi produttivi di cui l'essere umano viene equipaggiato al fine di esprimere se stesso e il mondo in cui vive. Agli strumenti musicali tradizionali si uniscono quelli elettrici prima ed elettronici poi (sintetizzatori, campionatori e sequencer), mentre alla sinfonia, alla sonata per pianoforte e al quartetto d'archi va
ad aggiungersi anche la forma-canzone, forma musicale simbolo, nel bene come nel male, dell'era moderna.
Alla modernità è dunque dedicata questa tesi di laurea in musicologia.

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5 Prefazione “(...) la base di tutta la musica elettronica analogica è l'oscillatore, ovvero un circuito che, al passaggio di una corrente, genera tensione alternata. Oscillatori accordati su frequenze diverse permettono di costruire strumenti che generano suoni. I suoni di sintesi, generati invece da strumenti digitali, sono quelli prodotti dai sintetizzatori, nati negli anni Cinquanta”. 1 In questa tesi di laurea focalizzerò la mia attenzione su quello che fu uno strumento di enorme importanza per molta della rock music che si sviluppò a partire dagli ultimi anni Sessanta e che proseguì per tutti i Settanta. Nel fare ciò passerò in disamina fenomeni musicali, spesso molto lontani fra loro per genere e stile di produzione, che nel suddetto periodo, denso di scontri sociali, culturali e generazionali, furono spesso accomunati, oltre che da una sorta di liberazione dagli schemi della canzone tout court , anche dall'utilizzo del nuovo strumento musicale: il sintetizzatore. Mentre però alcuni fra questi fenomeni musicali si avvalsero del sintetizzatore per aggiungere marginalmente sonorità nuove ed inaudite al 1 E. Assante e G. Castaldo, Blues, Jazz, Rock, Pop – Il novecento americano , Torino, Ediz. Einaudi, 2004, pag. 639

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Basciano Contatta »

Composta da 284 pagine.

 

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