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Jeff Koons, Damien Hirst, Maurizio Cattelan: esempi di una semiotica dell'arte concettuale contemporanea.

La ricerca sui percorsi di produzione di senso nell'arte concettuale ha come obiettivo quello di stabilire una metodologia d'indagine adatta ad applicare gli studi semiotici nell'ambito artistico contemporaneo che non si presta ai metodi collaudati di analisi delle immagini. In modo particolare questo è vero in riferimento all'arte concettuale contemporanea, di cui la semiotica si è scarsamente interessata. A tale scopo è interessante sviluppare e accrescere quell che sono gli elementi di analisi per una semiotica del testo sempre più incentrata sulla ricerca di meccanismi di senso nelle opere d'arte.

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4 1. TEORIE SEMIOTICHE 1.1 LINGUAGGIO E SEGNO E’ indispensabile ai fini di una corretta definizione degli elementi che compongono gli studi semiotici premettere l’argomento con ciò che li ha precorsi: la linguistica, disciplina che per prima si è occupata di analizzare le caratteristiche del linguaggio. Il senso più primitivo del linguaggio è associabile a quello della lingua scritta e parlata, conseguentemente fu del tutto logico il fatto che i linguisti apparvero come pionieri del suo studio teorico. Fu con l’avvento della linguistica moderna agli inizi del XX secolo che vennero poste le basi per una teoria generale sul concetto di linguaggio. I linguisti antecedenti a tale periodo focalizzavano gli studi su una analisi retrospettiva delle cause di mutamento della lingua, caratterizzate prevalentemente da modifiche individuali. Ferdinand de Saussure con il suo Corso di linguistica generale, raccolta degli appunti dei tre corsi di linguistica generale degli anni 1906-1911, in seguito pubblicato nel 1916, fu il primo ad introdurre il concetto dicotomico di langue/parole per classificare una entità che sembrava inclassificabile a causa della propria natura multiforme: il linguaggio. Egli intuì che, definito un puro oggetto sociale caratterizzato da convenzioni e regole necessarie alla comunicazione, la langue, diventasse successivamente scontato definire il modo individuale di utilizzare tale insieme, la parole. Il sistema sociale diventa sistema proprio attraverso il suo uso. Il linguaggio si compone quindi di una parte sociale, unica e collettivamente accettata da tutti gli individui appartenenti alla stessa società e di una parte individuale, infinitamente numerabile a causa della propria natura combinatoria. Ogni individuo deve, per comunicare, passare sia attraverso il processo di apprendimento di tale contratto collettivo, sia di accettazione delle sue regole. Inoltre, le regole sono definite a priori e non è possibile cambiarle: un singolo individuo non può “inventarsi” delle nuove parole. Il libero arbitrio è però consentito dall’utilizzo del codice collettivo: è chiaramente possibile esprimere concetti uguali con discorsi diversi, tenendo comunque presente il fine ultimo della comunicazione cioè quello del passaggio d’informazione tra un emittente e un

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valeria Ceregini Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4588 click dal 29/04/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.