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La Sfida del Corpo. Per una filosofia dello sport.

Informazioni tesi

  Autore: Tommy Dal Santo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Umberto Galimberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 248

L’elaborato intende occuparsi del fenomeno dello sport, divenuto oramai pervasivo della cultura contemporanea. L'approccio di indagine scelto è quello del corpo: lo sviluppo e l'estensione dello sport, in special modo negli ultimi due secoli, si lega ad una dinamica culturale che pone, in misura sempre crescente, l'accento e l'attenzione sul corpo: nello sport il corpo umano risalta ed emerge infatti in primo piano. Una riflessione filosofica che voglia occuparsi del corpo non può pertanto oggi prescindere dalla manifestazione del corporeo nel fenomeno sportivo.
Il sospetto è che nello scatenamento contemporaneo dello sport, dietro ad una presunta liberazione del corpo dopo secoli di dominio spirituale, si celino in realtà dei dispositivi che portano nella direzione di fatto opposta, di un inquadramento o peggio di una dispersione del corporeo in logiche che ne velano il legame fondamentale con l'esistenza; attraverso il recupero da parte della filosofia di questo orizzonte originario che lega corpo ed esistenza, in particolar modo attraverso una riflessione sull'azione e sul movimento, nonché sul gioco, il tentativo è quello di dare allo sport una nuova prospettiva, una nuova luce. Il fatto è che il fenomeno sportivo è qualcosa di ambivalente, trattiene e nasconde domande autentiche a partire dal corpo, ma custodisce al contempo la feconda possibilità del loro dischiudersi.
La filosofia, recuperando l'ambivalenza originaria del corpo in azione, assumendo su di se la sfida del corpo, oggi può essere allora un'autentica sfida anche per il mondo dello sport.

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INTRODUZIONE. Il mito dello sport e la sfida del corpo. Dove corrono i confini del corpo? Dove termina il corpo? M. Heidegger Il fenomeno dello sport ha raggiunto al giorno d’oggi un’estensione incredibile, non solo nella sua pratica, ma anche per le influenze che esso esercita nella cultura, intesa in senso ampio. In questa pervasività esso è soggetto a diventare un mito del nostro tempo 1 ; ma in che senso oggi lo sport assume uno scenario mitico? Non tanto, almeno non primariamente, nel concretarsi di un racconto a tinte sacrali o eroiche, come si è soliti pensare il mito. Lo sport tende ad assumere un connotato mitico in maniera più profonda e radicale: A differenza delle idee che pensiamo, i miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel fondo della nostra anima, dove anche la luce della ragione fatica a far giungere il suo raggio. E questo perché i miti sono idee semplici che noi abbiamo mitizzato perché sono comode, non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano, togliendo ogni dubbio alla nostra visione del mondo che, non più sollecitata dall’inquietudine delle domande, tranquillizza le nostre coscienze beate che, rinunciando al rischio dell’interrogazione, confondono la sincerità dell’adesione con la profondità del sonno 2 . In questo preciso senso anche lo sport moderno può essere considerato un mito: la quotidianizzazione ha prodotto quasi un’assuefazione al fenomeno, che viene vissuto perlopiù in modo banale e scontato; se pensiamo poi che manca una riflessione filosofica di nota sul fenomeno sportivo – una filosofia dello sport non esiste – mentre al contrario sono fiorenti le discipline che si occupano di tale ambito, capiamo come lo sport sia un’idea che rischia di possederci e di nascondere dinamiche profonde che in superficie appaiono tranquille, comode, acquietando la nostra coscienza. Dove si annidano queste tematiche? Qual è il rischio che rischiamo di non vedere? Come si può porre una filosofia dello sport, a partire da quale orizzonte di pensiero? Queste domande hanno una matrice comune che rappresenta l’approccio d’indagine scelto da questo lavoro: e cioè il sospetto e la persuasione che                                                               1 Non è un caso che Barthes, nei Miti d’oggi, accolga anche alcune manifestazioni sportive Cfr. Roland Barthes, Miti d’oggi, Einaudi, Torino, 2005 [ed. or. Mythologies, 1970] e anche Id., Lo sport e gli uomini, Einaudi, Torino, 2007 [ed. or. Le sport et les hommes, 2004]. 2 Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano, 2009, p. 11.

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