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Eminegligenza spaziale ed estinzione attraverso le modalità sensoriali

L’attenzione ci permette di percepire e di rispondere agli oggetti rilevanti presenti nello spazio visivo, ignorando gli oggetti irrilevanti. Pazienti con danni unilaterali al cervello, in particolare al lobo parietale destro, possono non riuscire a prestare attenzione e ad orientarsi verso lo spazio controlaterale, e presentare quindi quella che viene definita sindrome di eminegligenza (Mesulam, 1985; Heilman et al., 1993; Rafal, 1994).
Qui di seguito esporrò una breve trattazione di quelli che sono i più salienti aspetti clinici inerenti la sindrome di eminegligenza; ed elencherò le tre classi di teorie proposte da vari autori per l’interpretazione della complessa sindrome.
Inoltre dedicherò un secondo capitolo al fenomeno dell’estinzione, particolare deficit attenzionale che il più delle volte può concorrere con la sindrome in questione.

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Capitolo primo L’eminegligenza spaziale 1.1 Aspetti clinici della sindrome La sindrome definita eminegligenza (sinonimo di eminattenzione), (Kerkhoff, 2000), consiste in un disturbo caratterizzato dalla difficoltà del paziente a percepire e concepire l’esistenza dello spazio, corporeo ed extracorporeo opposto alla sede lesionale cerebrale. In alcuni casi si ha addirittura difficoltà a elaborare immagini mentali dal lato opposto alla lesione cerebrale (negligenza rappresentazionale). Chiamata neglect dal termine inglese, l’eminegligenza spaziale si riscontra molto più frequentemente in pazienti con danno all’emisfero destro, sebbene sia rilevabile anche in pazienti con lesioni all’emisfero sinistro. La letteratura accumulata sino ad oggi conferma, nel suo insieme, l’opinione clinica che nell’uomo la negligenza spaziale unilaterale (NSU) sia in genere associata a un danno della regione parietale (più precisamente, a un danno del lobulo parietale inferiore). Sono tuttavia ben noti casi in cui la lesione è apparentemente circoscritta ad altri distretti, come il lobo frontale e strutture sottocorticali: talamo e gangli della base. D’altro canto, sono stati osservati casi di estesa lesione parietale in cui mancavano evidenti manifestazioni di NSU. Più frequente è il riscontro di lesioni negative per lesioni del lobo frontale (Bisiach, 1996). La lesione può essere causata da un ictus che interessi l’arteria cerebrale media, da un tumore o da traumi (Vallar, 1993). Recenti studi hanno inoltre riportato casi di neglect in pazienti negli stadi avanzati della malattia di Alzheimer, nel contesto di una degenerazione cerebrale diffusa (Bonato, 2003). 3

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Annalisa Ricciardelli Contatta »

Composta da 23 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.