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Fondamento Democratico della Commissione Europea

Il controllo del Parlamento Europeo sulla Commissione e vari casi di frode comunitarie.
Nel secolo scorso l’Europa è stata oggetto di devastanti guerre intestine, che hanno indebolito mortalmente i singoli Stati relegandoli in secondo piano, rispetto a nuove entità politiche più forti e più grandi. Il Vecchio Continente, confinato ai margini del mondo, è stato capace di mettersi di nuovo al centro di esso creando una grande aggregazione di Stati; uniti non dalla forza militare di uno Stato predominante, ma dalla volontà comune.
E’ lecito perciò chiedersi perché, di fronte a una creazione così nuova e originale, innovativa per la sua essenza e genesi nel campo della politica e del diritto, il cittadino medio europeo oggi non si senta partecipe ma, bensì scettico e disincantato indebolendo così la parvenza democratica di questa realtà sovranazionale.
Il motivo più profondo del distacco del cittadino europeo verso l’Unione europea è da ricercarsi nelle origini della nuova creazione politica che ne hanno determinato a lungo e, ancora oggi, fanno sentire le loro decisive conseguenze. In effetti alla formazione dei Trattati istituenti l’EURATOM, la CECA e la CEE, successivamente modificati nelle varie tappe descritte in questa tesi, concorsero, ognuna in modo diverso ed originale, tre correnti di pensiero. La corrente federalista fautrice dell’ideale di una Federazione Europea che esercitasse poteri sopranazionali a lei delegati dagli Stati membri per effetto di una rinuncia volontaria in varie sfere di competenze della loro sovranità nazionale. La corrente confederalista, al contrario, fu condivisa soprattutto dai vertici di quegli Stati europei che avevano avuto (e pensavano ancora di potere avere) un ruolo autorevole nella politica mondiale; essa si proponeva, di dare vita a una Confederazione Europea retta dal diritto internazionale, senza rinunciare ad alcuna quota di sovranità nazionale. Fu però la terza corrente, quella funzionalista, che ebbe la maggior importanza pratica e ad ispirare la creazione delle Comunità Europee. Essa, infatti, pur condividendo l’obiettivo del superamento della sovranità assoluta (proprio della corrente federalista), per vincere le inevitabili resistenze nazionali, scelse la via della cooperazione in settori limitati in modo da svuotare in modo progressivo e indolore le assolute sovranità nazionali.

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5 Introduzione Nel secolo scorso l’Europa è stata oggetto di devastanti guerre intestine, che hanno indebolito mortalmente i singoli Stati relegandoli in secondo piano, rispetto a nuove entità politiche più forti e più grandi. Il Vecchio Continente, confinato ai margini del mondo, è stato capace di mettersi di nuovo al centro di esso creando una grande aggregazione di Stati; uniti non dalla forza militare di uno Stato predominante, ma dalla volontà comune. E’ lecito perciò chiedersi perché, di fronte a una creazione così nuova e originale, innovativa per la sua essenza e genesi nel campo della politica e del diritto, il cittadino medio europeo oggi non si senta partecipe ma, bensì scettico e disincantato indebolendo così la parvenza democratica di questa realtà sovranazionale. Il motivo più profondo del distacco del cittadino europeo verso l’Unione europea è da ricercarsi nelle origini della nuova creazione politica che ne hanno determinato a lungo e, ancora oggi, fanno sentire le loro decisive conseguenze. In effetti alla formazione dei Trattati istituenti l’EURATOM, la CECA e la CEE, successivamente modificati nelle varie tappe descritte in questa tesi, concorsero, ognuna in modo diverso ed originale, tre correnti di pensiero. La corrente federalista fautrice dell’ideale di una Federazione

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Panico Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.