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Casistica degli spiaggiamenti di cetacei nel Mar Adriatico centro-settentrionale dal 1990 al 2004

Informazioni tesi

  Autore: Marzia Righetti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Medicina Veterinaria
  Corso: Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali
  Relatore: Maria Letizia Fioravanti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

I mammiferi marini presentano adattamenti, ecologia, comportamenti e patologie peculiari per il lungo processo evolutivo che li ha portati a colonizzare quasi tutti gli ecosistemi marini superficiali e talvolta anche profondi. Nel Mediterraneo i Mammiferi marini appartengono a due gruppi: i Pinnipedi a cui appartiene la Foca monaca (Monachus monachus), e i Cetacei. Delle 78 specie di Cetacei conosciute, 19 sono state osservate in Mediterraneo e di queste, solo otto possono considerarsi regolari. La composizione della cetofauna mediterranea sembra essere determinata dall’insieme delle condizioni ambientali caratteristiche di questo mare (per esempio la notevole escursione termica stagionale delle sue acque superficiali, la sua modesta e assai localizzata produttività primaria, la consistenza dei popolamenti ittici. Le otto specie regolari, dal punto di vista delle loro preferenze di habitat, possono essere suddivise in tre gruppi principali: pelagiche (a profondità medie superiori ai 2000 m), di scarpata profonda (tra i 1000 e i 1500 m) e costiere (a profondità inferiori ai 500 m). Alle specie pelagiche appartengono la Balenottera comune, lo Zifio, il Globicefalo e la Stenella striata. Il Capodoglio e il Grampo preferiscono mantenersi nella zona esterna della scarpata continentale. Al terzo gruppo appartengono il Delfino comune e il Tursiope. Il Mar Ligure e il Mar di Corsica sono in assoluto le regioni dove i Cetacei sono più abbondanti: qui si possono trovare le Stenelle striate, le Balenottere comuni (solo nella stagione estiva), il Capodoglio, il Grampo, il Globicefalo e il Delfino comune.
L’Adriatico possiede una discreta diversità di specie nella sua porzione meridionale, con abbondanti Stenelle striate e Tursiopi, e il Grampo non è raro. Procedendo verso nord tale diversità decresce fino a ridursi al solo Tursiope nella parte settentrionale del bacino.
Le informazioni sui Cetacei sono raccolti da vari centri di ricerca e divulgazione sparsi sul territorio nazionale. Nel lavoro sono state rielaborate le informazioni (cause di morte e le analisi condotte su cetacei spiaggiati morti e vivi) presenti negli archivi della Fondazione Cetacea di Riccione.
La Fondazione Cetacea ONLUS è un'organizzazione senza scopo di lucro, ufficialmente riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna e individuata quale Centro di Educazione Ambientale. Essa opera per lo studio e la sal¬vaguardia dei Cetacei e degli altri Vertebrati marini e, più in ge¬nerale, per la tutela del mare e delle sue risorse. Sin dal 1988 è attivamente impegnata nei settori della ricerca, della conservazione e dell'educazione ambientale grazie al contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. Inoltre la Fondazione è impegnata in iniziative per i1soccorso, la cura e la riabilitazione di animali marini in difficoltà.

I cetacei hanno sviluppato particolari adattamenti fisiologici per vivere in mare: quando qualcuno di questi cessa di funzionare in maniera corretta, l'intero equilibrio è disturbato e può insorgere uno stato patologico. Questi “malfunzionamenti” possono essere causati da fattori naturali o determinati da attività umane, anche se, nei mammiferi marini, è spesso difficile isolare la causa delle malattie. Oltre ad essere state riconosciute spesso come importante causa di spiaggiamento, le patologie vengono ormai considerate un fattore modulante i fenomeni di mortalità naturale dei mammiferi marini.
Le patologie dei cetacei possono essere raggruppate in quattro grandi categorie eziologiche:
• presenza di fattori ambientali abiotici “critici” (soprattutto impatto antropico, alterazioni degli ecosistemi marini ed oceanici, sostanze inquinanti);
• presenza di fattori biotici dannosi (alghe tossiche, microrganismi patogeni, parassiti, maggiore virulenza di organismi patogeni o adattamento di patogeni di altri mammiferi in seguito ad alterazioni ambientali ed evoluzione );
• danni fisici (lesioni traumatiche per aumento della circolazione dei natanti, danni al sistema auditivo e di ecolocazione a causa di sonar);
• fattori intrinseci all’individuo (stati di immunosoppressione in cattività o in natura).
Le patologie che possono colpire i cetacei sono di origine virale, batterica, parassitaria e micotica (Fioravanti, 2005).

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3 2. IL BACINO ADRIATICO 2.1 Geomorfologia del Mare Adriatico Il mare Adriatico è un bacino semichiuso di forma allungata che si estende fra i 46°N ed i 40°N. Presenta l'asse maggiore, in direzione nord-ovest sud-est, lungo circa 800 km. Il tratto più breve da una costa all'altra (dalla foce del Po al capo di Fasana in Istria) misura 102 Km. Il punto più largo, 355 Km, va dalla cittadina di Vasto al porto di Bar. La larghezza media è di 248,3 Km. Le coste sviluppano una lunghezza di 3341 Km. L'Adriatico copre un'area di 138.595 Km 2 ; si trova al centro del mare Mediterraneo tra la penisola italiana ed i Balcani ed è quasi interamente circondato da montagne: gli Appennini ad ovest, le Alpi a nord e le Alpi Dinariche ad est. Queste determinano un forte controllo del vento, soprattutto nella parte nord del bacino, dove si presenta episodicamente un vento proveniente da nord-est che si incanala nell'apertura tra le Alpi e le Alpi Dinariche durante l'inverno: questo vento è indicato come "Bora". Un altro vento che influenza la circolazione generale del bacino soprattutto in primavera e autunno, è il cosiddetto "Scirocco", un vento che proviene da sud-est, e che segue la direzione dell'asse maggiore del bacino tra gli Appennini e le Alpi Dinariche (Zavatarelli et al., 2002). La costa orientale si presenta generalmente alta, rocciosa ed irregolare, con molte isole e promontori che si innalzano dalle profonde acque costiere, mentre la costa occidentale appare bassa, principalmente sabbiosa e regolare, con le isobate parallele alla linea di costa e la profondità che aumenta in modo uniforme verso il largo (fig. 1).

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cetacei
fondazione cetacea
mar adriatico
spiaggiamenti

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