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L’IFRS per le PMI: fondamenti teorici e profili operativi

Informazioni tesi

  Autore: Luca Tacchini
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Internazionalizzazione delle piccole e medie imprese
Anno: 2011
Docente/Relatore: Cavazzoni Gianfranco
Correlatore: StefanoMarascaJean-DavidAvenel
Istituito da: Università degli Studi di Perugia
Dipartimento: Discipline Giuridiche ed Aziendali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

Nella prefazione si riepilogano, sommariamente, gli obiettivi della ricerca che si esplicita nella volontà e necessità di analizzare il nuovo principio contabile per le piccole e medie imprese (di seguito IFRS per le PMI), pubblicato nella sua versione definitiva il 9 luglio 2009 dallo IASB.

In particolare, necessita verificare se, così com’è formulato, il nuovo principio contabile per le piccole e medie imprese, possa essere un valido strumento di rappresentazione omogenea della performance aziendale tramite il bilancio di esercizio, soprattutto, per quelle imprese che si sono internazionalizzate o desiderano farlo.
Lo scopo da raggiungere è una rappresentazione del bilancio universalmente accettata, in modo da poter accedere alle opportunità di espansione sia produttive, sia commerciali, che sono il motore di sviluppo dell’impresa, e ciò indipendentemente da dove le imprese siano ubicate o più semplicemente, in quale area geografica intrattengano rapporti commerciali.
In particolare, quindi, ci si propone di analizzare il nuovo principio contabile nel suo storico divenire, per capirne il senso giuridico nella sua attuale formulazione e di affrontare il problema della “nebulosità” della definizione di “piccola e media impresa” e individuare, se possibile, a “quale impresa” il principio si riferisce, il tutto, nella necessità e nella difficoltà di raccordare il nuovo principio contabile, con le attuali regole contabili nazionali.
Infine, si vuole valutare se il principio contabile ha raggiunto lo scopo prefissato di armonizzare le variegate modalità di rappresentazione del bilancio.

Nel primo capitolo si analizza il ruolo della comunicazione economico-finanziaria delle imprese (bilancio) e quindi l’informativa che l’impresa è tenuta a dare: sia agli stakeholder interni, (il management) sia a quelli esterni.
Il bilancio, dovendo quindi rispondere e contemperare le esigenze di tutte le categorie di stakeholders, si configura, come uno strumento d’informazione minima, ma attendibile e utile a tutte le categorie di soggetti interessati, ovunque essi operino o risiedano.
A oggi la globalizzazione dei Mercati Finanziari, l’innovazione finanziaria, ha determinato il rapido superamento delle direttive comunitarie, facendo avvertire in modo sempre più pressante la necessità di adottare un nuovo insieme dei principi contabili.
La scelta del nuovo corpo di principi contabili fu fatta fra i due soli sistemi contabili riconosciuti a livello internazionale: i principi IAS emanati dallo IASC (oggi IASB) e gli US GAAP emanati dal FASB.
Con la Comunicazione n. 508/95/CEE, la Commissione Europea scelse gli IAS quale corpo di principi contabili di riferimento.
Il progetto d’introdurre principi contabili internazionali ad hoc per le piccole e medie imprese fu intrapreso dallo IASB nel luglio 2003, quando il Board decise le linee guida di quello che sarebbe divenuto il progetto IAS for SME’s, culminato con la pubblicazione del principio definitivo nel Luglio 2009.
In particolare si è analizzato il corpo normativo, l’iter formativo e il processo di stesura che ha portato alla pubblicazione del principio definitivo del luglio 2009.

Nel secondo capitolo, si analizza in dettaglio, il bilancio delle pmi secondo l’IFRS per le PMI, iniziando dai caratteri distintivi della PMI, utili a individuare i soggetti destinatari del principio contabile, per poi analizzare Il bilancio come mezzo di comunicazione esterna, il confronto tra il modello di Bilancio Nazionale e il modello IASB..
Si è effettuato un confronto tra i principi di redazione di cui all’art.lo 2423 del c.c., il modello contabile IASB, e i principi di redazione del modello contabile “IASB per le PMI".
Inoltre, abbiamo analizzato i prospetti del bilancio di esercizio delle pmi, secondo il nuovo standard internazionale.

Nel terzo capitolo si affrontano i criteri di valutazione delle principali poste patrimoniali e la conversione, a titolo di esempio, di un bilancio di una PMI.
Più in dettaglio, si evidenziano le modalità di valutazione delle principali poste patrimoniali, così come previsto dall’ifrs per le pmi.
Abbiamo quindi analizzato la rilevazione e la valutazione degli strumenti finanziari, delle immobilizzazioni materiali ed immateriali e delle rimanenze di magazzino, effettuano un confronto con i full ifrs.
Infine abbiamo proposto un esempio di IAS conversion del bilancio di una PMI.

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Prefazione Questa ricerca, nasce dalla volontà e necessità di analizzare il nuovo principio contabile per le piccole e medie imprese (di seguito IFRS per le PMI), pubblicato nella sua versione definitiva il 9 luglio 2009 dallo IASB. In particolare, la necessità di verificare se, così com’è formulato, il nuovo principio contabile per le piccole e medie imprese, può rappresentare un valido strumento di comparabilità ed omogeneità nei bilanci per le piccole e medie imprese che si sono internazionalizzate o desiderano farlo. E così, grazie ad una rappresentazione del bilancio universalmente accettata, poter accedere a tutti quei beni, servizi e opportunità, che sono il motore di sviluppo dell’impresa, indipendentemente da ove esse siano ubicate o più semplicemente ove esse intrattengano rapporti commerciali. Il nuovo principio, a più di un anno dalla sua emanazione, resta ancora ad oggi ai blocchi di partenza in sede UE e sempre più acceso è il dibattito relativo ad una sua possibile applicazione nel contesto europeo. Punto cruciale è la definizione stessa di PMI, in verità assai generica ed applicabile ad un contesto forse troppo variegato di realtà aziendali. Il principio, individua le piccole e medie imprese nelle entità che: “(a) non rappresentano un interesse diffuso, (b) pubblicano bilanci redatti per uso pubblico, per utilizzatori esterni” (Sezione 1.2). Il riferimento generico a delle “entità”, non contribuisce a fare chiarezza e a discernere tra le varie tipologie di realtà, includendo casistiche tra loro molto distanti, sia dal punto di vista giuridico che operativo/dimensionale, come le società di persone e di capitali non quotate. Dubbi, inoltre, sorgono sullo strumento da utilizzare per l’introduzione del principio contabile, ossia se utilizzare le Direttive contabili, concedendo ai vari Paesi membri opzioni di applicazione (così come è stato fatto in occasione ad esempio della IV direttiva) oppure procedere tramite Regolamento Comunitario immediatamente applicabile. 3

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