Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Tracciabilità alimentare: il rapporto tra isotopi stabili come indicatore di provenienza geografica

Scandali alimentari e crescente preoccupazione da parte dei consumatori riguardo alle tematiche relative all'alimentazione hanno riportato alla ribalta i temi della tracciabilità alimentare e della provenienza geografica.
L'uso degli isotopi stabili come indicatori di provenienza geografica si è rivelato estremamente utile. Scopo di questo lavoro è stato studiare l’impiego degli isotopi stabili come indicatori di origine geografica degli alimenti. Particolare attenzione è stata portata all’utilizzo del rapporto tra gli isotopi stabili dello Stronzio (87Sr/86Sr). Sono stati analizzati nel dettaglio due esempi applicativi di tale rapporto per la definizione dell’origine geografica di vino e asparago.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 1. INTRODUZIONE I mercati sempre più globalizzati hanno reso lo scambio di merci più facile con il rischio consequenziale di aumento di frodi e scandali alimentari. Numerose sono state negli ultimi anni le questioni legate alla sicurezza alimentare che hanno evidenziato la necessità di una corretta tracciabilità alimentare. Svariati scandali hanno interessato le cronache recenti, come ad esempio il caso della diossina in polli, uova e suini in Belgio (da Repubblica del 23 luglio 1999), la mucca pazza (Encefalopatia spongiforme bovina), l‟influenza aviaria [HPAI A(H5N1)] e i numerosi batteri patogeni come la salmonella nei prodotti di origine animale. In tutti questi casi le conseguenze potevano essere contenute se adeguati sistemi di tracciabilità fossero stati adottati rendendo possibile l‟isolamento dei lotti contaminati ed evitando che anche alcune aziende “innocenti” fossero coinvolte negli scandali. Tali accadimenti hanno indotto un aumento dell‟interesse da parte dei consumatori nei confronti dell‟esatta origine degli alimenti. Sempre più spesso, il consumatore ritiene di tutelarsi scegliendo prodotti di una determinata area geografica, ritenendo che all‟origine si associno qualità, superiorità organolettica e sicurezza alimentare.Lo stesso produttore del resto può utilizzare a suo favore questo campanilismo alimentare utilizzando come strategia di marketing l‟unicità e/o la vera o presunta maggiore qualità del suo prodotto. A confermare questa tendenza il regolamento EU n.2081/92, recentemente aggiornato nel regolamento EU n.510/2006, ha adottato un quadro giuridico relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli, tutelando consumatori e produttori. Con il fine di verificare la provenienza degli alimenti e smascherare eventuali frodi, la tracciabilità alimentare è diventata materia di studio e di ricerca. A tale proposito ricordiamo il progetto TRACE, patrocinato dalla Commissione Europea nell‟ambito del sesto Programma quadro (EU-FP6), della durata di 5 anni, che si proponeva di “accrescere la fiducia dei consumatori nella genuinità degli alimenti, e di migliorare la salute e il benessere dei cittadini europei attraverso la completa tracciabilità lungo tutta la filiera alimentare”. Il progetto completato nel 2010 ha sviluppato metodi di analisi

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Linda Carrino Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1632 click dal 09/05/2011.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.