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Federalismo fiscale e Mezzogiorno

Informazioni tesi

  Autore: Carmine Graziano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Tullio Jappelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

La cosiddetta Questione Meridionale che vede da tempo il Mezzogiorno “povero ed inefficiente” rispetto alle Regioni centro-settentrionali – complice una realtà sociale difficile in cui gli insediamenti malavitosi hanno radici profonde soprattutto a livello amministrativo – è stata oggetto di molte critiche e pubblicazioni indirizzate soprattutto alla determinazione delle cause e delle possibilità di sviluppo. Alla radice dei problemi del Sud stanno la carenza di fiducia tra cittadini e tra cittadini e istituzioni, la scarsa attenzione prestata al rispetto delle norme, l’insufficiente controllo esercitato dagli elettori nei confronti degli amministratori eletti, il debole spirito di cooperazione: è carente quello che viene definito “capitale sociale” . A tal proposito viene presentata un’analisi relativa all’attuazione del Federalismo fiscale, inteso come riforma utile per lo scopo prima illustrato o, come molti sostengono, come ulteriore aggravante per il Mezzogiorno che non farà altro che inasprire il divario.

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3 Introduzione Il presente lavoro si propone di valutare la possibilità di risoluzione del dualismo territoriale che da molti anni caratterizza il nostro Paese, attraverso l’attuazione del Federalismo fiscale. La cosiddetta Questione Meridionale che vede da tempo il Mezzogiorno ―povero ed inefficiente‖ rispetto alle Regioni centro-settentrionali – complice una realtà sociale difficile in cui gli insediamenti malavitosi hanno radici profonde soprattutto a livello amministrativo – è stata oggetto di molte critiche e pubblicazioni indirizzate soprattutto alla determinazione delle cause e delle possibilità di sviluppo. Alla radice dei problemi del Sud stanno la carenza di fiducia tra cittadini e tra cittadini e istituzioni, la scarsa attenzione prestata al rispetto delle norme, l’insufficiente controllo esercitato dagli elettori nei confronti degli amministratori eletti, il debole spirito di cooperazione: è carente quello che viene definito “capitale sociale” 1 . A tal proposito viene presentata un’analisi relativa all’attuazione del Federalismo fiscale, inteso come riforma utile per lo scopo prima illustrato o, come molti sostengono, come ulteriore aggravante per il Mezzogiorno che non farà altro che inasprire il divario. Il lavoro è strutturato in due capitoli; nel primo vengono riproposti i dati forniti da Banca d’Italia nel ―Supplementi al Bollettino statistico n. 56‖(2010) e nel Quaderno ―Economie regionali n. 85‖(2010) attraverso i quali è stata realizzata un’analisi congiunturale confrontando i dati relativi alla ricchezza delle Regioni italiane prima della crisi economica, con quelli attuali. Si passa in rassegna il settore del lavoro e la ricchezza delle famiglie, paragonando i livelli di spesa al Centro-Nord e al Mezzogiorno, per poi focalizzare l’attenzione sulla spesa delle Amministrazioni locali che, come si vedrà, è stata notevolmente ridotta nel 2009 rispetto alla spesa dell’Amministrazione centrale, soprattutto grazie ai ―Piani di rientro‖. I divari territoriali verranno analizzati sotto diversi 1 Fonte: Draghi M. (2010). Intervento d’apertura del Governatore della Banca d’Italia, in ―Il Mezzogiorno e la politica economica dell’Italia‖, n. 4, Banca d’Italia, pp. VII-X.

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