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La rinascita di Babele - Il cinema come ultima arte e linguaggio primordiale dell'umanità

Informazioni tesi

  Autore: Davide Latocca
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Ambrogio Artoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

Questa tesi non vuol dimostrare quale dei metodi di traduzione sia meglio applicabile al mondo del cinema, ma si appresta a studiare le motivazioni che hanno portato i vari Paesi europei a preferire doppiaggio, sottotitoli o lettore. Questa analisi deduttiva attuerà un percorso storico, antropologico e filosofico che non s'illuderà di svelare nessuna verità storica o tanto meno religiosa, ma stuzzicare quella curiosità che nell'uomo ha sempre stimolato la voglia di evolversi e progredire verso un futuro di risposte e di nuove domande.
Attraverso tre capitoli si proverà a scalare la Torre di Babele, ovvero l'illusione di rivelarsi chiari al mondo con un unico strumento, concludendo con riflessioni umane che lasciano aperta ogni questione riguardo alla migliore tecnica di traduzione, ma al tempo stesso il bisogno di espressarsi, liberi da ogni dogma o principio morale o politico.

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INTRODUZIONE Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. 1 Uno degli episodi più emozionanti che si narrano nella Bibbia è quello in cui l'umanità, un'umanità straordinariamente unita dalla stessa lingua, erige uno strumento che la innalzi all'inarrivabile e “onniassente” Dio, il quale, forse annoiato dalla sua vita claustrale, decide di stravolgere i piani di ricongiungimento con l'uomo per colpire la superbia della sua azione. Come? Federalizza il mondo, alza le barriere del linguaggio in modo tale che la gente improvvisamente non riesca più a comunicare, distanziando persone vicine e impedendo che la Torre si costruisca per le incomprensioni che inevitabilmente sorgono. Il genere umano si disperde e i popoli nascono, e con loro germogliano culture e idiomi popolari che sfoceranno in lingue nazionali, segni identificativi di uno Stato. La paresse est rien de plus que l'habitude de se reposer avant d'être fatigué. 2 Cosa sarebbe successo, invece, se l'uomo avesse accettato la sfida divina, riunendo ogni lingua diversa in un assolo del pensiero umano, senza rifugiarsi nell'accidia che provoca arretratezza mentale e diaspore di genti simili portatrici di idee originali? Scommetto che queste persone non tentarono nemmeno di restare fratelli tra loro, riponendo la figura di Dio dove piace a tutti, su quell'inavvicinabile altare che libera l'uomo dal confronto con la sua creazione, o viceversa, allontanandosi sempre di più dalla verità. Nonostante ciò, la mente umana ha continuato a distendere le sue potenzialità tramite diverse arti che hanno elevato l'intelletto a una posizione sublime bardata di tecnica e passione, recepita dal sentimento e dall'istinto di ogni individuo libero di pensare. L'importanza dell'arte ha innescato, dunque, la 1 Bibbia, Genesi 11: 1-9 2 Jules Renard, “Journal 1887-1910”, Gallimard, Parigi, 1960 (p.1053)

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