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La tutela dei diritti fondamentali in Sudafrica

I diritti umani sono quelle libertà e diritti fondamentali di cui ogni persona – per la semplice motivazione di esistere come essere umano – gode ed il cui godimento non può essere cessato in quanto si tratta di diritti inalienabili.
I diritti naturali in Sudafrica non hanno mai ricevuto protezione prima della transizione democratica del 1994. Un primo riconoscimento ufficiale, oltre alla Freedom Charter dell’ANC, è stato dato dalla Costituzione ad interim al Capitolo III: ad oggi, i diritti sono contenuti in quello che viene indicato come il Bill of Rights sudafricano, il Capitolo II della Costituzione. Si tratta della pietra miliare della democrazia in Sudafrica e ovviamente, trattandosi di una Costituzione rigida, non può essere modificato se non tramite una maggioranza qualificata.

La Corte Costituzionale è il principale strumento per la tutela dei diritti fondamentali; creata nel 1994 con la Costituzione ad interim ha assunto il ruolo di più alta autorità legale nel Paese per le questioni costituzionali. Le sue decisioni non possono in alcun modo essere impugnate.
I compiti della Corte sono stabiliti al capitolo VIII della Costituzione: la sua iurisdictio è limitata, in quanto la Corte si occupa unicamente delle materie costituzionali e della tutela dei diritti fondamentali di tutti gli esseri umani. Inoltre, questa ha in comune con tutte le Corti sudafricane il compito di sviluppare la Common Law per promuovere i diritti umani e controllare affinché le norme a cui è soggetto il Paese siano sempre in accordo con il Bill of Rights.

Le Equality Courts sono state istituite tramite il Promotion of Equality and Prevention of Unfair Discrimination Act allo scopo di tutelare colui il quale ritiene di essere stato vittima di discriminazione. Queste corti servono per facilitare il ricorso alla giustizia: chiunque può presentare un caso alla Corte, anche una persona non direttamente coinvolta dalla discriminazione. La giurisdizione della Corte riguarda discriminazioni ingiuste, discorsi per l’odio (razziale, etnico) e molestie, nate sulla base dei listed ground, ovvero gli elementi, elencati nell’art. 9 della Costituzione, che non possono essere in alcun caso usati come giustificazione per discriminare.

Oltre ovviamente ai diritti sanciti dalla Costituzione a tutela dell’eguaglianza (art.9), la normativa è stata implementata a livello parlamentare. Il Promotion of Equality and Prevention of Unfairs Discrimination Act, del 2000, cerca di affermare l’eguaglianza nella vita pubblica e privata. Fornisce una struttura all’interno della quale affrontare la discriminazione ingiusta, la vessazione e gli hate speech e lavora per la trasformazione della società sudafricana in linea con gli ideali espressi dalla Costituzione. Vieta la discriminazione ingiusta su tutte le basi, incluse le 16 motivazioni espressamente elencate all’art.9 della Costituzione.

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- 4 - Introduzione Sebbene sia salito alla ribalta delle cronache in occasione dei Mondiali di calcio, il Sudafrica è sicuramente un paese che ha molti spunti da offrire per lavori di approfondimento. Certamente la sua storia recente è, a grandi linee, conosciuta, ma sono numerosi gli aspetti che rendono il Paese un caso di studio interessante, anche in materie diverse da quelle giuridiche o politologiche. Personalmente, la scelta di occuparmi del Sudafrica nasce non da una motivazione univoca, ma da una serie di queste. Innanzitutto, si tratta di un paese nuovo, che si è affacciato sullo scenario internazionale nella sua versione democratica solo a partire dalla metà degli anni novanta, nonostante una storia molto più lunga, nata addirittura agli albori dell‟umanità. Sicuramente si tratta di un paese dal potenziale molto elevato e il fatto stesso che sia ormai sempre più spesso presente sullo scenario internazionale è la riconferma della sua importanza. Importanza che si concretizza anche nello studio delle istituzioni e in un‟ipotesi di confronto con la realtà italiana nel modo di tutelare i diritti fondamentali dei cittadini (e non) dei due Paesi. La grande quantità di risorse del sottosuolo, oltre ad una storia coloniale diversa dalle altre realtà africane, hanno permesso al paese di collocarsi al vertice delle economie del continente e di affacciarsi ai mercati occidentali, tanto che il Paese è stato ammesso al G14 in qualità di Paese emergente, insieme a Cina, India, Brasile e Messico. Secondo alcuni, in realtà il Sudafrica è stato ammesso nell‟organizzazione più per motivazioni politiche – era l‟unico paese africano che poteva essere seriamente preso in considerazione – che per la sua reale forza economica. Dai dati del Cia World Factbook, in effetti, il paese risulta posizionato al 26° posto, sebbene sia da notare come la ricchezza sia decisamente male ripartita tra la popolazione, tanto che la popolazione che vive sotto la soglia della povertà è circa il 50%. Un‟altra motivazione che mi ha spinto verso questo Paese è senza dubbio un‟esperienza fatta presso le Nazioni Unite dove mi sono trovata a dover

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Flavia Meconi Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.