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Crisi economica e andamento dei mercati finanziari: una verifica empirica

L’argomento trattato inizia esaminando le cause e i problemi alla base dell’odierna crisi finanziaria. In particolar modo, è stato dato risalto al fenomeno della cartolarizzazione come fattore centrale di instabilità all’interno del sistema finanziario. Successivamente, ne sono stati analizzati gli effetti sull’economia reale, e le lezioni che l’attuale mondo finanziario dovrà saper trarre per il futuro.

Nucleo centrale del lavoro sono però i possibili scenari che si prospettano nei prossimi anni. In tal senso, due sono state le ipotesi analizzate:

• uno scenario inflazionistico, dovuto in particolar modo alle politiche ultra-espansive adottate dalle principali banche centrali di tutto il mondo, come il recente “quantitative easing II” della FED;
• uno scenario deflazionistico, che si potrebbe verificare qualora la ripresa economica stentasse a riprendere.

Le verifiche empiriche svolte hanno quindi analizzato le perfomance dei principali mercati finanziari occidentali (G-6), grazie ad un’analisi descrittiva di serie storiche di indici azionari a partire dal 1970 e dal 1992 di indici obbligazionari governativi.

Nell’analisi, si è cercato di evidenziare sia i rendimenti nominali che reali di ogni indice per ogni sottoperiodo ritenuto significativo, al fine di studiare la dinamica dell’inflazione e come essa abbia esercitato influenza sui vari comparti in passato.
Inoltre, come ulteriori verifiche empiriche, sono state realizzate delle regressioni lineari dimostrando che spesso l’alta volatilità dei mercati azionari in passato, in qualche caso (Francia e Gran Bretagna), è stata in parte spiegata anche grazie ad un alto tasso di variazione del CPI su base annua.
Per lo scenario deflazionistico, si è studiato il suddetto fenomeno verificatosi in Giappone negli ultimi 20 anni, e come la Bank of Japan ha cercato di stimolare la ripresa economica, anche grazie politiche monetarie espansive che in parte ricalcano quelle usate in questi anni da Fed e Bank of England a fronte della crisi dei sub-prime. Anche in questo caso poi, sono state analizzate le varie perfomance di indici azionari ed obbligazionari in un contesto deflazionistico profondo come quello giapponese.
Infine, attraverso un’analisi mediante finestre di investimento svolta su DAX e sull’MSCI USA, si è dimostrato come, ad oggi, le possibilità di guadagno investendo in borsa siano notevolmente elevate per ogni risparmiatore.

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8 CAPITOLO I LA CRISI FINANZIARIA DEL 2007 1.1 Gli anni ’90 in America Gli anni precedenti l‟odierna crisi finanziaria sono stati caratterizzati da una sostenuta espansione delle economie mondiali: dopo il rallentamento del 2001, infatti, si è registrata una crescita assai elevata nel triennio 2004-06. Fu questo il cosiddetto periodo della «Great Moderation», in virtù della modesta entità delle fasi recessive 1 . In USA, a capo della FED si trovava Alan Greenspan, che rivestì la carica di presidente dal maggio 1987 al gennaio 2006. Egli governò la Federal Reserve in un periodo di andamento generalmente positivo dell‟economia. Se infatti gli anni Settanta e Ottanta furono caratterizzati da gravi shock (i tassi di inflazione e di disoccupazione raggiunsero addirittura la doppia cifra) dagli anni Novanta in poi la situazione economica mondiale migliorò decisamente. Figura 1: Tasso di disoccupazione USA e recessioni (1969-2009) 1 Stefano Mieli, La crisi finanziaria internazionale e le banche italiane, Roma (4 Marzo 2009)

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Massimo Berni Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.