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Il coordinatore infermieristico e la gestione della conoscenza: progetto di Knowledge Management in Area Vasta in Area Vasta Centro

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Paoletti
  Tipo: Tesi di Master
Master in I Liv. in Management per le funzioni di coordinamento nell’area infermieristica, ostetrica e pediatrica
Anno: 2007
Docente/Relatore: Lucia Salvadori
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

Abstract
Il Knowledge Management rappresenta uno strumento importante nel processo di crescita delle conoscenze degli infermieri.
In questo progetto viene sviluppato un percorso al fine di rendere le conoscenze derivate dall’ultime evidenze, best practice, linee guida e quant’altro disponibile a tutti i professionisti di area vasta prima e successivamente a livello nazionale.
Il coordinatore infermieristico si pone come innovatore, che stimolando il gruppo infermieristico alla ricerca da il via al processo di crescita culturale che s’inserisce inizialmente in una rete aziendale e poi di area vasta.
La learning organization diventa parte importante di questo progetto e ne rappresenta il punto di partenza per la crescita culturale all’interno del gruppo dei professionisti.
Il progetto permette di dare visibilità a tutti i professionisti indifferentemente all’area di appartenenza, mettendo in evidenza l’eccellenze dei luoghi di cura, anche di minor visibilità, creando cosi una sorta di democratizzazione del sapere.

Varie fonti hanno messo in evidenza l’importanza della diffusione delle nuove tecnologie al fine di aumentare il sapere collettivo.

Problema
Spesso ancora oggi i saperi che derivano dal nostro background culturale, dalla formazione post Laurea e dall’esperienza professionale, rimangono come imprigionati all’interno di ognuno di noi.
Tutto questo appare strano specialmente in una professione come la nostra, visto che lavoriamo con persone per le persone.
La conoscenza quando si parla di assistenza non dovrebbe essere celata o tenuta segretamente custodita solo per apparire i più bravi in un determinato lavoro o in un determinato campo.
Pertanto aprire nuovi orizzonti ai professionisti mettendo a disposizione le nuove tecnologie per diffondere le loro esperienze e metterle in discussione con gli altri è uno strumento che non solo arricchisce il professionista, ma crea una comunity di conoscenze sempre pronta all’evoluzione e stimolante che può dare risposte di qualità ai cittadini rifacendosi a quelle che sono l’evidenze scientifiche e i bisogni prioritari di salute della comunità.

Soluzione
La creazione di una comunità che utilizza il knowledge management come elemento principe di condivisione della conoscenza è la via principale che può portare alla qualità totale l’assistenza infermieristica.
Infatti tutto ciò che verrà immesso in questa rete si rifarà a tutte quelle che sono le linee guida, l’evidenze scientifiche e le raccomandazioni in capo internazionale.
Tutto ciò appare utopico, e sinceramente crea un po’ di disagio anche perché se non mettiamo in discussione il nostro pensiero ritorniamo al punto di partenza, ossia alla staticità di pensiero.D’altra parte è stato proprio Socrate ad affermare di “saper di non sapere”, in quanto solo così si poteva avere la consapevolezza che la conoscenza è un processo in continua evoluzione e non si esaurisce mai.
L’analisi di questo progetto ha la coscienza del “saper di non sapere”, in quanto tutto il sistema è progettato per un’evoluzione continua e incessante.

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Il Coordinatore Infermieristico e la gestione delle conoscenze: progetto di Knowledge Management in Area Vasta Centro 4 Premessa Talvolta chiudendo gli occhi ripenso a quando ancora studente svolgevo il mio tirocinio in un reparto di medicina. Con la mente rivedo ancora distintamente l’armadietto a vetri, rigorosamente chiuso a chiave, che si trovava all’interno della stanza della caposala illuminata dai neon. Dentro vi erano libri, riviste, documenti che parlavano di nursing e medicina. La domanda mi sorgeva spontanea, ossia ...perchè mai quei libri, riviste o documenti si trovano chiusi, e il loro accesso avviene solo in presenza della caposala, ed è riservato solamente a pochi eletti?”... Tutto questo mi sembrava un pò strano visto che lavoriamo con persone per le persone. La conoscenza quando si parla di assistenza non dovrebbe essere celata o tenuta segretamente custodita solo per poter apparire come il più bravo in un determinato campo. Purtroppo l’essere umano spesso si pone in una posizione scomoda, fatta di muri di incomunicabilità che evitano il confonto con gli altri. Ma una cosa è certa, dal confronto nasce l’idea, e da essa l’evoluzione del pensiero che è il punto di partenza della creatività. “Il movimento è la fonte di ogni vita” Leonardo da Vinci Durante questo percorso formativo “essere creativi” è stata una frase che ricorreva spesso durante le lezioni . Come se la creatività avesse qualcosa in comune con il budget, i bilanci, l’analisi organizzativa e i progetti di miglioramento. Il mio concetto di creatività era per lo più relegato al mondo del Rock, come Space Oddity di David Bowie del 1969, alle opere di Andy Warhol per quanto concerne l’arti figurative, ad Hansel Adams per la fotografia, a Wim Wenders e Stanley Kubrick per il cinema e così via. Quindi, spesso mi soffermavo a pensare...”ma cosa c’entra essere creativi con il manager?”

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