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Ottimizzazione della mobilità in reti IPv4/IPv6

Un ambito di discussione estremamente attivo, e che cerca risposte di concreta applicabilità ai problemi attuali, è quello della convivenza di reti IPv4 e reti IPv6 e della gestione della mobilità in tali scenari. Per ora, non è stata definita una soluzione univocamente accettata, per quanto la recente evoluzione abbia registrato notevoli passi avanti verso un accordo, ma esistono molte ed interessanti proposte.

È infatti di un certo interesse cercare una soluzione che permetta, in scenari eterogenei IPv4/IPv6, lo scambio diretto di traffico fra un terminale mobile e un qualsiasi altro nodo. In combinazione e coerentemente con gli standard attuali, si è perciò definito e valutato, da un punto di vista teorico, un possibile approccio.

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2.1. Presentazione 9 1. Introduzione Da ormai alcuni anni a questa parte, l’uso di molte e svariate tipologie di terminali mobili è soggetta a una considerevole espansione: a titolo di esempio, si parla di telefoni cellulari di terza e quarta generazione, smartphone, computer portatili, e ancora PDA e palmtop. Di pari passo, vanno diffondendosi sempre più le aree di accesso wireless che permettono l’uso di tali terminali, da quelle metropolitane, agli hot-spot pubblici, alle reti universitarie e perfino casalinghe. Benché le classiche reti cablate abbiano tuttora prestazioni notevolmente superiori, l’evoluzione attuale delle tecnologie wireless permette già la fruizione di un’amplissima gamma di servizi, anche a larga banda, di livello compatibile con pressoché tutte le comuni esigenze dell’utente finale, comprese quelle di multimedialità. Anche le realtà aziendali, che hanno tipicamente necessità più stringenti, non sono comunque immuni da questa rivoluzione. Le tecniche e i protocolli di accesso variano notevolmente a seconda dello scenario e del livello fisico di interesse, dei servizi da fornire e delle caratteristiche (energetiche, di potenza di calcolo, ...) del terminale. Tuttavia, a valle di ciò, è chiara la tendenza (o “convergenza”, usando la parola chiave della filosofia oggi proposta dagli operatori del settore) verso un comune denominatore: IP (“Internet Protocol”). IP, ufficialmente, non è che uno dei possibili protocolli afferenti al livello 3 ISO/OSI 1 , ma in realtà è lo standard de facto della comunicazione a pacchetti. Perfino le prime reti cellulari, concepite come mero strumento di trasmissione vocale, sono in fase di conversione e già 1 storicamente, la definizione dei livelli ISO/OSI è posteriore a quella di IP che, pur essendo ragionevolmente posto a livello 3, possiede infatti funzionalità pertinenti a livelli inferiori o superiori (come il controllo degli errori e la segmentazione di pacchetti troppo lunghi).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Carlo Bellettini Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 262 click dal 13/05/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.