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Le forme di femminismo nell'Egitto del XX secolo

Informazioni tesi

  Autore: Stefania Lobascio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione Interculturale
  Relatore: Paola Sacchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

La presente tesi è volta a descrivere e spiegare il fenomeno del femminismo in Egitto e, in particolare, delle forme e delle prospettive che ha assunto nel corso del XX secolo. Il Novecento, infatti, ha visto la nascita in tutto il Medio Oriente di movimenti di donne, decise a rivendicare maggiori diritti e ruoli per se stesse e in ciò l’Egitto ha avuto il ruolo di pioniere. Lì, infatti, prima che altrove nel mondo arabo, i processi di modernizzazione e secolarizzazione e i contatti sempre più frequenti con i paesi occidentali crearono nel corso dell’Ottocento condizioni favorevoli per l’insorgenza di un discorso pubblico sulla donna e, conseguentemente, per la nascita di un vero e proprio movimento femminista.

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1 INTRODUZIONE La presente tesi è volta a descrivere e spiegare il fenomeno del femminismo in Egitto e, in particolare, delle forme e delle prospettive che ha assunto nel corso del XX secolo. Il Novecento, infatti, ha visto la nascita in tutto il Medio Oriente di movimenti di donne, decise a rivendicare maggiori diritti e ruoli per se stesse e in ciò l‟Egitto ha avuto il ruolo di pioniere. Lì, infatti, prima che altrove nel mondo arabo, i processi di modernizzazione e secolarizzazione e i contatti sempre più frequenti con i paesi occidentali crearono nel corso dell‟Ottocento condizioni favorevoli per l‟insorgenza di un discorso pubblico sulla donna e, conseguentemente, per la nascita di un vero e proprio movimento femminista. Se già verso la fine dell‟Ottocento esistevano testimonianze di una certa sensibilità femminista, specie fra le egiziane di ceto medio- alto, da un punto di vista linguistico il fenomeno nacque nel 1909 grazie ad una raccolta di articoli e saggi della scrittrice Malak Hifni Nassef che, sotto lo pseudonimo di Bahithat al-Badiya, denunciò la necessità di migliorare le condizioni delle donne, attraverso nuove opportunità di studio e lavoro e il recupero delle libertà garantite dal Corano. Il titolo di quest‟opera era Al-Nisaiyat, la cui radice (nisai) rimandava a qualcosa prodotto dalle o relativo alle donne. I contenuti del testo chiarivano la posizione della scrittrice e lo stampo femminista del suo messaggio. 1 Occorre considerare che, nel corso del presente lavoro, ho utilizzato il termine “femminismo” in duplice maniera: da un lato, in senso letterale, in riferimento ai movimenti e iniziative intrapresi dalle donne in favore delle donne; talvolta sono state le egiziane stesse a usare il termine “femminista” per descrivere il proprio approccio e i propri propositi, talaltra sono state le teoriche e le studiose del femminismo egiziano a definire in quei termini l‟operato di quelle donne. Dall‟altro lato, ho utilizzato la parola in senso metaforico e quindi in riferimento a tutte le realtà satellite che hanno giocato un ruolo importante durante l‟esperienza femminista, come quelle che analizzerò in seguito. Da un punto di vista storico, la nascita di un vero e proprio femminismo, visibile e organizzato, coincise con l‟istituzione dell‟Egyptian Feminist Union (EFU) nel 1923. Attraverso questa associazione, le egiziane intrapresero una strenua lotta contro quelle disparità in ambito pubblico e privato che le ponevano in condizioni 1 Margot Badran e Miriam Cooke (a cura di) Opening the Gates:a Century of Arab Feminist Writing, Bloomington, Indiana University Press, 1990, pp.XVII- XVIII.

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