Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

“African American Vernacular English” Analisi linguistica di file audio e testimonianze ‘real talk’ di una varietà sovraregionale

Questo lavoro di tesi nasce dalla curiosità verso una cultura spesso sminuita che ha creato stili musicali di grande portata come il Jazz e l’Hiphop ma anche mode linguistiche che si sono enormemente propagate tra i giovani della working class americana. L’African American Vernacular English, argomento della mia tesi, rappresenta la voce di un popolo ed il suo percorso storico. Tra i linguistici c’è chi come Rickford la definisce linguaggio dell’anima ‘spoken soul’ perché porta con se anche il credo religioso di un popolo che ha lottato per la libertà e che non ha mai smesso di credere ed avere speranza in un futuro migliore.
Questo elaborato è costruito su 3 sezioni: la prima parte presenta una panoramica sulle tematiche legate alla sociolinguistica e comprende le definizioni di speech community, standard nazionali, dialetti, slang e varietà sopraregionali, riportate da importanti sociolinguisti sia anglosassoni che americani. Si parla, quindi, di fenomeni linguistici della collettività e relative particolarità culturali, di convalida sociale e di livello relazionale individuale. Nel secondo capitolo viene esposto l’argomento un caso di varietà linguistica: l’African American Vernacular English (AAVE) . Questa varietà linguistica sovraregionele chiamata anche Black English (BE), Black Idiom e in maniera più informale Ebonics (Ebony-phonics) è collegata al panorama linguistico americano e alla cultura africana. Ne saranno spiegate le origini, l’evoluzione e le peculiarità grammaticali, fonologiche, morfologiche e lessicali, con un breve riferimento al dibattito ancora attuale che riguarda la questione di definizione di questa forma di comunicazione. Nell’ultimo capitolo si svolgerà l’analisi linguistica. Questa verrà ricavata dallo studio di materiale audiovisivo in cui sono riportati dei dialoghi effettuati tra parlanti afroamericani. In prima istanza saranno fornite le informazioni generali riguardanti le fonti utilizzate per l’analisi.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 1.1 Speech community e social factors La Sociolinguistica è definita da Aitchison (1995: 450-454) come lo studio del linguaggio e della società. Questa scienza unisce i fondamenti della linguistica ai fattori sociali che danno vita a variazioni e differenze comunicazionali nell‟ambito di una stessa lingua. La prima questione da affrontare è sicuramente quella di definizione di lingua. La spiegazione meno equivoca ed universalmente accettata è quella che descrive la lingua come il mezzo di comunicazione di una comunità che ne condivide le norme e l‟uso. Per comunità linguistica si intende il complesso delle persone che hanno in comune una lingua materna e cioè un determinato sistema linguistico nelle sue diverse varietà dialettali e che sono unite da una qualche forma di aggregazione politico-sociale. In senso più ampio ci si riferisce ad un gruppo di persone unite da vincoli linguistici che nelle loro interazioni fanno uso di un medesimo repertorio linguistico. Ciò che è interessante notare è che nell‟ambito di uno stesso linguaggio esistono dei fattori che favoriscono delle variazioni nella maniera in cui si comunica. Questi fattori riguardano principalmente la posizione geografica, l‟occupazione, lo stato sociale, l‟etnia ed il sesso del parlante Si parla quindi di variazione linguistica stratificata in maniera diastatica, diatopica, diafasica, diacronica e diamesica. La diastratia riguarda lo strato sociale del parlante ed è valutata secondo vari parametri: censo, istruzione, attività lavorativa intellettuale o manuale. La diatopia considera la variazione della lingua rispetto al luogo in cui è parlata. In questo caso si prendono in considerazione soprattutto i dialetti e le varianti linguistiche esistenti in un territorio. La varietà diafasica si riferisce alla situazione comunicativa: distingue registro aulico, colloquiale e dimesso che variano a seconda della situazione o dell‟interlocutore o dell‟argomento. La diacronia considera l‟evoluzione fonologica, morfologica e sintattica di una lingua nel tempo. Infine la variazione diamesica si riferisce ai cambiamenti linguistici che dipendono dal mezzo usato per l‟atto comunicativo (telefono, e-mail, parlato, scritto etc)(Graffi, 2002: 210-215). Fattori sociali, come l‟età, il sesso, la stratificazione sociale e il livello di istruzione sono altrettanto rilevanti per la differenziazione linguistica e fanno si che il linguaggio vari da persona a persona (idioletto) e da

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Alessandra Micco Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6379 click dal 13/05/2011.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.