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Studio della risposta immunologica indotta dalla somministrazione sublinguale dell'antigene in presenza di adiuvanti mucosali

Molti agenti patogeni infettano il nostro organismo attraverso le mucose. Lo sviluppo di vaccini somministrati per via mucosale comporta una serie di vantaggi pratici, tra cui la modalità di somministrazione non invasiva e la possibilità di indurre una risposta immunologica sia a livello mucosale che sistemico, in grado di bloccare l’entrata del patogeno nel sito di infezione e la sua diffusione nell’organismo. Le vie di immunizzazione mucosale finora studiate per l’applicazione nell’uomo sono numerose (orale, intranasale, vaginale, intrarettale) sebbene non tutte abbiano gli stessi requisiti di efficacia e sicurezza.
In questo lavoro abbiamo valutato la risposta immunologica indotta dall’immunizzazione attraverso la mucosa sublinguale in un modello animale. Topi Balb/c sono stati immunizzati per via sublinguale con il tossoide tetanico (TT) utilizzato come antigene modello, in presenza di due adiuvanti mucosali: la tossina batterica LT (tossina termolabile di E. coli) e un suo derivato non tossico, il mutante LTK63 che manca dell’attività enzimatica ADP-ribosiltransferasica.
Lo studio della risposta antigene specifica è stato condotto a livello anticorpale e cellulare a diversi tempi dall’ultima immunizzazione, con i seguenti risultati:
- riscontro di IgA anti-TT nelle secrezioni mucosali prossimali (saliva) e distali (secrezioni vaginali) rispetto al sito di immunizzazione e di IgG anti-TT nel siero, valutati mediante saggi ELISA;
- presenza nel midollo osseo di plasmacellule secernenti anticorpi diretti contro l’antigene, valutata mediante ELISPOT;
- riscontro di linfociti T CD4+ e CD8+ antigene-specifici nei linfonodi submandibolari (drenanti il sito di immunizzazione), iliaci (drenanti il tratto genitale) e nella milza, rivelati con test di proliferazione cellulare in presenza di TT.
Pertanto nel nostro sistema sperimentale l’immunizzazione sublinguale si è rivelata efficace nell’indurre una risposta antigene specifica sia mucosale che sistemica, ma anche prolungata nel tempo; tali conclusioni supportano l’utilizzo di questa via di immunizzazione come alternativa alle vie mucosali finora studiate.

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4 1. INTRODUZIONE Il sistema immunitario è un complesso sistema cellulare di difesa basato sul riconoscimento di molecole estranee medianti interazioni cellulari e molecolari. Esso si è evoluto per proteggere l’organismo dall’invasione di batteri, virus e parassiti. Inoltre, il sistema immunitario è deputato a mantenere l’omeostasi nell’organismo attraverso l’eliminazione di cellule apoptotiche o morte, attraverso l’identificazione e la distruzione di cellule tumorali o mediante il controllo di reazioni infiammatorie o autoimmuni. Nei Mammiferi questa funzione viene svolta da cellule e molecole specializzate che nel complesso costituiscono il sistema immunitario innato e il sistema immunitario adattativo. Gli agenti patogeni che penetrano nei tessuti e nel sangue sono attaccati, rispettivamente, dalle cellule fagocitiche e dal sistema del complemento che, insieme alle cellule NK (natural killer), appartengono al sistema immunitario innato. Le cellule fagocitiche (neutrofili, macrofagi e cellule dendritiche) esprimono una famiglia di recettori, i PRRs (Pattern recognition receptors), che si legano a molecole caratteristiche dei microorganismi, come il lipopolisaccaride dei batteri Gram-negativi o l’RNA a doppia elica dei genomi virali. Questa interazione determina la fagocitosi dei patogeni e la produzione di numerose citochine e chemochine che inducono e sostengono il processo infiammatorio. Nel corso dell’infiammazione, le cellule dendritiche e i macrofagi interagiscono con le cellule del sistema immunitario adattativo, i linfociti B e T. I linfociti esprimono dei recettori altamente diversificati con i quali possono riconoscere in modo specifico un insieme molto vasto di antigeni, anche di natura non microbica. I linfociti B riconoscono antigeni in forma di proteine, lipidi e polisaccaridi, mentre i linfociti T riconoscono epitopi di antigeni proteici che formano un complesso con molecole

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Alessandra Rossi Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.