Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Rappresentazione visiva per la pianificazione e il controllo dell'azione

La visione binoculare fornisce importanti vantaggi per la pianificazione e il controllo di movimenti per il raggiungimento di oggetti (reach-to-grasp). Nel presente lavoro si mettono a confronto due tipi di modelli preminenti per questo tipo di azioni guidate visivamente: modelli metrici (Ernst et al., 2002; Landy et al., 1995; Milner, 1992) e modelli non-metrici (Thaler et al., 2010; Domini et al., 2003; Bingham et al., 2000; Tittle et al., 1995). In base al primo approccio teorico, l'esecuzione dei movimenti di prensione e puntamento richiede la ricostruzione dello spazio metrico e il successo del compito dipenderebbe dalla minimizzazione della distanza tra l'effettore e il target. In base al secondo approccio, invece, la ricostruzione dello spazio metrico 3D non è necessaria per una efficace esecuzione dei compiti motori nello spazio prossimale.
Il confronto tra i due modelli è stato effettuato misurando l'accuratezza e la variabilità dei movimenti di puntamento in due esperimenti, nei quali non si è usato alcun feedback aptico. Il compito è stato effettuato in condizioni di visione binoculare e monoculare. Mentre per i modelli metrici l'assenza di informazioni binoculari a pochi millimetri dal raggiungimento del target non dovrebbe comportare grossi costi computazionali, dato che pur essendoci una componente di controllo visivo on-line del movimento l'informazione a priori sarebbe preminente, nei modelli non-metrici la componente di controllo on-line, basata sul monitoraggio della disparità relativa tra effettore e target, risulterebbe prevalente.
Nel primo esperimento, i partecipanti effettuavano un compito di puntamento di un target con posizioni spaziali casuali (nelle diverse prove) o fisse. Tale spostamento del target avveniva nel momento in cui la distanza tra effettore e target era inferiore a 1 cm. In tutte le condizioni visive testate, si è osservata una sovrastima statisticamente significativa della distanza del target. In aggiunta, tale sovrastima è stata inoltre osservata sia nelle condizioni in cui le posizioni del target erano fisse sia in quelle in cui le posizioni erano random. Analogamente a quanto osservato nel precedente esperimento, la sovrastima era inoltre presente in un secondo esperimento, effettuato in condizioni di buio totale.
I risultati degli esperimenti del presente studio dimostrano che le informazioni sulla disparità tra effettore e target nell'ultima fase del movimento sono cruciali per la correttezza del gesto. Tale risultato è stato interpretato quale conferma della bontà dei modelli non-metrici.

Mostra/Nascondi contenuto.
Prefazione L’oggetto di questa tesi è lo studio dello spazio della percezione e dell'azione ossia lo spazio in cui il nostro sistema visivo e aptico collaborano insieme al fine di poter raggiungere oggetti e di conseguenza interagire e manipolarli. Conoscere i meccanismi di percezione visiva e aptica è utile per poter capire da un lato, in che modo il nostro sistema cognitivo riesca a ricostruire il mondo che ci circonda in un percetto visivo unico e ad interpretarlo e dall'altro in che modo il sistema motorio venga eventualmente controllato nell'eseguire un compito diretto a uno scopo nel modo più corretto possibile secondo la ricostruzione visiva operata. Al di là della dissociazione necessaria fra questi due processi il mio lavoro si è concentrato su una loro possibile integrazione. Alla base di questo lavoro potremmo parlare della possibilità da parte del sistema visivo di ricostruire un oggetto tridimensionale. Come avviene la ricostruzione retinica di un oggetto tridimensionale? A questa domanda numerosi ricercatori hanno dato il loro contributo e sostanzialmente il dibattito in letteratura si è concentrato su due impostazioni principali totalmente opposte : da un lato chi suggerisce che sia possibile ricostruire l'esatta conformazione metrica di un oggetto tridimensionale e chi sostiene che sia improbabile farlo data la grande quantità di errori sistematici nei giudizi percettivi trovati sperimentalmente. Il mio lavoro si soffermerà su una parte ristretta relativa a questo campo d'indagine : dato che evidenze sperimentali recenti mostrano che non sia possibile ricostruire

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Azzurra Amadei Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 424 click dal 17/05/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.