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La traduzione di un'opera inedita in Italia: ''The Translator'' di Leila Aboulela

È impossibile presumere di tradurre un romanzo in maniera esclusivamente letterale e source-oriented, così come sarebbe inadeguato approssimarsi totalmente al pubblico d’arrivo a discapito del testo originale. Per tale ragione, il criterio che ho fatto mio nel portare avanti questo progetto è stato quello di adattare di volta in volta la mia strategia alla situazione, evitando di sciogliere la dicotomia da sempre presente tra adeguatezza ed accettabilità, tra strategie di domestication e foreignising, ovvero tra protensione al proto-testo o al meta-testo.
Ho tentato, inoltre, di ricorrere all’esplicitazione solo quando lo ritenevo assolutamente necessario ed imprescindibile ai fini della comprensione del testo, evitando di svelare tutti i possibili significati di quest’ultimo, lasciando che fosse il lettore a decifrarne i messaggi impliciti e ad interpretarlo secondo la sua sensibilità, “to preserve, as far as possible, the range of possible responses; in other words, not to reduce the dynamic role of the reader” . Per dirla con Morillas e Arias, “la tarea del traductor es (…) intentar captar el espíritu y el perfume de la otra lengua y de lo que representa” [“il compito del traduttore è (…) cercare di captare lo spirito ed il profumo dell’altra lingua e di ciò che rappresenta”, mia traduzione], ricreandone, nei limiti del possibile, l’atmosfera nel pubblico d’arrivo.
In questo caso, siamo di fronte ad un romanzo che ha origine e trae spunto da due culture, peraltro molto distanti tra loro, quella occidentale e quella mediorientale, nello specifico quella anglosassone e quella sudanese, e attraverso questa collocazione di in-between è evidente che l’opera contiene molti riferimenti a entrambe le civiltà e le tradizioni. Il lettore del testo fonte se non altro dovrebbe riuscire a cogliere le allusioni al mondo scozzese, mentre al lettore meta è richiesta una doppia capacità interpretativa in quanto sono due i mondi protagonisti ed implicati nell’opera di Aboulela ed esemplificati dalla doppia identità della protagonista del romanzo, Sammar.
Il presente elaborato si apre con un breve capitolo di introduzione sulla vita dell’autrice, nata in Egitto e cresciuta tra Sudan e Scozia, e sulla trama di The Translator, che è il suo primo romanzo, pubblicato nel 1999.
Il secondo capitolo è costituito dalla traduzione integrale dell’opera ed il terzo consiste nel commento alle mie scelte traduttive. In quest’ultimo mi propongo di giustificare alcune mie scelte e commentare alcuni passaggi del testo che ho ritenuto significativi dal punto di vista della traduzione. Per fare ciò, dopo un iniziale preambolo sul titolo del romanzo, ho deciso di dividere il commento per tematiche: culture-bound terms e riferimenti extra-testuali; idioms, similitudini e metafore; strutture sintattiche ed uso del gerundio; concordanza. Queste sono le quattro tematiche alle quali ho ricondotto gli aspetti più connotati e peculiari del testo.
La prima di esse, quella relativa ai riferimenti extra-testuali, si suddivide ulteriormente in altre sottotematiche: l’aspetto religioso; l’aspetto topografico; l’elemento gastronomico ed, infine, gli accenni alla contemporaneità ed al mondo esterno.
Il secondo aspetto che ho ritenuto interessante trattare è quello relativo agli idioms. In esso ho analizzato i sei esempi di metafore e similitudini presenti nel romanzo e ho spiegato il procedimento attraverso il quale sono giunta alla traduzione che ne ho fornito.
La terza questione rilevante è quella che riguarda l’uso del gerundio e peculiari strutture sintattiche. In questo paragrafo ho sottolineato l’evidente stile concitato di Aboulela e gli usi del gerundio, che in inglese ha una gamma di significati molto più vasta che in italiano e che, pertanto, non sempre è stato possibile rendere con altri gerundi in traduzione.
L’ultima sottotematica che ho analizzato concerne l’aspetto della concordanza all’interno del testo, che a volte ho rispettato e altre volte sono stata costretta a modificare per esigenze di correttezza nella lingua d’arrivo.
Sono stati questi gli aspetti maggiormente presenti e più ricchi di spunto se analizzati dal punto di vista della traduzione, non solo da lingua a lingua, ma innanzitutto da cultura a cultura.

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5 INTRODUZIONE Il concetto del tradurre è senz’altro uno dei più dibattuti di ogni epoca, poiché l’attività del traduttore è antica quanto è antica la nostra civiltà, in quanto insita nell’uomo e necessaria ai fini della comunicazione. Tradurre non significa soltanto passare da una lingua all’altra, ma “ricreare, rimodellare, reinventare (…), tenendo presente, ovviamente, che si tradisce soltanto per essere fedeli” 1 . Sarebbe irreale voler pretendere, infatti, di ricreare il testo nella lingua d’arrivo senza apportare le modifiche necessarie affinché la lingua meta sia corretta, scorrevole e soprattutto non tradisca il senso dell’originale. L’equivalenza fedeltà- correttezza non è sempre esatta in termini di traduzione e “non sempre e non necessariamente il canone normativo della LP o il modello formale proposto dall’autore sono applicabili nella LA 2 . Nell’accingermi a tradurre The Translator di Leila Aboulela, opera inedita in ambito italiano, è proprio da questi presupposti che ho voluto partire ed ai quali ho voluto mirare. È impossibile presumere di tradurre un romanzo in maniera esclusivamente letterale e source-oriented, così come sarebbe inadeguato approssimarsi totalmente al pubblico d’arrivo a discapito del testo originale. Per tale ragione, il criterio che ho fatto mio è stato quello di adattare di volta in volta la mia strategia alla situazione, evitando di sciogliere la dicotomia da sempre presente tra adeguatezza ed accettabilità, tra strategie di domestication e foreignising, ovvero tra protensione al proto-testo o al meta-testo. Ho tentato, inoltre, di ricorrere all’esplicitazione solo quando lo ritenevo assolutamente necessario ed imprescindibile ai fini della comprensione del testo, evitando di svelare tutti i possibili significati di quest’ultimo, lasciando che fosse il lettore a decifrarne i messaggi impliciti e ad interpretarlo secondo la sua sensibilità, “to preserve, as far as possible, the range of possible responses; in other words, not to reduce the 1 Zacchi, Romana; Morini, Massimiliano (a cura di), Manuale di traduzioni dall’inglese, Milano: Bruno Mondadori Editore, 2002, p. 89. 2 Faini, Paola, Tradurre, Roma: Carocci, 2007, p. 46.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Gessica Lomonte Contatta »

Composta da 215 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1720 click dal 26/05/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.