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Studio di Pattern Comportamentali Tramite Sensori Fisici su Devices Android

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Riggi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica
  Relatore: Giorgio grasso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

Studio di Pattern comportamentali al fine di capire tramite l'accelerometro di uno smartphone il comportamento del possessore del telefono, con lo scopo finale di fornire un sistema per automatizzare azioni di diverso tipo, non obbligatoriamente connesse ad un uso tradizionale del telefono cellulare. Nel corso di questo lavoro si sono catturati i dati dell'accelerometro di un telefono Android e essi sono stati passati ad una FFT (Fast Fourier Trasformation) per analizzarne il contenuto nel dominio delle frequenze, si è trovato poi un metodo per confrontare i risultati con un database di pattern al fine di individuare il comportamento dell'utente, ad esempio se cammina, se corre, se è in auto, etc...
L’obiettivo che ci si è posti è stato quello di realizzare un sistema in grado di interpretare il comportamento dell’utente che porta con se un terminale telefonico, al fine di poter attivare in determinate condizioni dei servizi di utilità. Un esempio potrebbe essere, che il lettore mp3 venga avviato in automatico se la persona comincia a correre con gli auricolari inseriti, oppure l’implementazione di un servizio di tipo “uomo a terra”, dove se la persona cade a terra e ci resta per un determinato periodo, magari perché è svenuto, il telefono possa chiamare in automatico i soccorsi!L’obiettivo di cui sopra non è di implementare tutte quelle utilità che potrebbero essere automatizzate, le quali tra l’altro potrebbero essere tantissime (a fantasia di chi le implementa), ma di realizzare un sistema in grado di fornire le variabili che potrebbero far partire questi sevizi! Ad esempio, riconoscere se la persona è ferma, se si trova sul tram, se sta correndo o passeggiando, se si trova in auto e così via. Con un software del genere, abbinato magari ai sistemi già esistenti, come la lettura degli access-point wi-fi e della posizione GPS, si avrebbero abbastanza variabili da combinare assieme per capire con buona precisione il servizio da attivare in automatico: silenziare il telefono, chiamare i soccorsi, attivare il vivavoce, il media player, la vibrazione e quant’altro ci si possa inventare.

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1 Capitolo 1 – Mobile Devices 1.1 – Primi Modelli di Smartphone Oggi abbiamo tutti uno smartphone, spesso anche più di uno. I primi telefoni portatili risalgono agli anni 90. A quei tempi erano decisamente troppo grandi per essere portati in tasca e decisamente meno diffusi. Non esistevano le schede ricaricabili e le chiamate venivano fatte a contratto, con costi molto maggiori di quelli del contratto di casa. Per i prezzi di questi telefoni oltre che per i costi telefonici, questi modelli venivano acquistati solo da coloro che avevano la capacità economica necessaria e per lo più per esigenze lavorative. La batteria di questi primi modelli era 2, anche 3 volte quella di un attuale notebook, durava poco e pesava molto. Per di più essendo batterie Ni-Mh erano soggette a effetto memoria. Il display, in genere di un verde brillante, mostrava poco più che i numeri. L’antenna era esterna ma In compenso talvolta prendeva anche in galleria. In oltre le funzioni erano limitate a quella di telefono, senza rubrica né sms o altre comodità moderne. 1.2 – Centralizzazione delle Risorse (Telefoni Moderni) Con il tempo i telefoni portatili si sono rimpiccioliti, il peso è andato diminuendo, e le funzionalità sono aumentando. Sms, Batterie agli ioni di Litio, display a colori, mms, funzionalità GPS, sensori di luce per gestire l’illuminazione dei tasti e del display, touchscreen, sensori di movimento, ecc… Si è partiti da una tecnologia avente la sola funzione di telefono, che con il tempo, come è successo in tutti i settori elettronici e informatici, si è “centralizzata” con altre tecnologie cresciute più o meno parallelamente, in particolare con le agende elettroniche e i palmari! La chiave del discorso è appunto la centralizzazione delle risorse. Oggi si può avere un unico oggetto che riunisce le funzionalità di tanti altri. Infatti, ci si sta abituando a usare il telefono in sostituzione di altri strumenti in svariate occasioni. Ad esempio in auto non abbiamo bisogno di un secondo strumento che ci faccia da navigatore, o ancora se abbiamo urgenza di inviare una mail con un allegato importante ma non ci troviamo in casa, abbiamo la possibilità di connetterci ad internet ad accedere alla nostra casella e-mail. Allo stesso modo può valere se

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