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Il teatro di Julien Green

Julien Green è ricordato oggi soprattutto per i suoi romanzi e per la copiosa produzione autobiografica; tuttavia una parte importante del lavoro dello scrittore francese è dedicata al teatro. Green è infatti autore di sette pièces, di cui due pubblicate postume. Pochi studiosi si sono occupati di uno studio organico della sua produzione teatrale, in particolare per quanto riguarda le due opere pubblicate dopo la morte dell’autore.
Ad una prima lettura le pièces greeniane sembrerebbero riconducibili ad un teatro apparentemente tradizionale; tuttavia ad un’analisi attenta emerge come questi testi nascondano sotto la superficie degli aspetti tutt’altro che tradizionali. Questo tanto a livello tematico che a livello di struttura. Fra gli argomenti che vengono toccati nel teatro di Green si trovano l’omosessualità, la pedofilia, l’odio fra consanguinei, il suicidio, il tutto sullo sfondo di una perenne angoscia esistenziale.
A livello della struttura del testo colpisce la presenza di reticenze e ambiguità, segnalate dalla ricorrente dicitura in didascalia dell’indicazione “silenzio”; l’incontro tra i personaggi viene continuamente minato dalla presenza di pulsioni oscure, al di sotto di una superficie solo apparentemente comunicativa; il linguaggio è svuotato del suo elemento referenziale e mette a nudo una situazione di crisi della società.
Sin dalle prime opere teatrali si evidenzia l’importanza dell’irrompere nella quotidianità di un elemento “perturbante” che distrugge ogni equilibrio stabilito. Nei testi più recenti questa tendenza si rafforza, con l’aggiunta di elementi di un comico grottesco affatto nuovi.
Al termine del lavoro non si può fare a meno di considerare la produzione teatrale greeniana come un insieme di testi decisamente peculiari e dotati di un interesse proprio, che li differenziano dal resto della produzione dello stesso autore, ma anche dal teatro a lui contemporaneo.

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9 PREMESSA Il teatro di Julien Green è decisamente poco studiato, soprattutto rispetto alla sua copiosa produzione narrativa e autobiografica, che si compone d‟altronde di 17 romanzi, 5 raccolte di racconti, 17 volumi di diario e 4 di autobiografia. Non stupisce quindi che gran parte della critica si sia concentrata sulla parte più imponente della sua opera. Uno dei più importanti studiosi di Green, Jacques Petit, in un suo saggio considera le sue pièce (solo le prime tre: il saggio è del 1969) come il risultato di una fase di passaggio, tra la scrittura romanzesca e quella autobiografica, inaugurando una serie di interpretazioni del teatro greeniano come luogo che apre la strada alla confessione dell‟autore. Sembra che certa parte della critica greeniana sia più interessata all‟uomo Green che non alla sua opera, influenzata in questo certamente dall‟imponente produzione autobiografica (preziosa fonte di informazione sull‟origine di molti testi). Ciò è forse legato anche ad un malinteso, che deriva dalle parole dello stesso autore; si veda infatti quanto egli afferma: J‟ai dit autrefois que la véritable autobiographie se trouvait dans les romans. Je voulais dire : “La vérité psychologique se trouve dans les romans”. Cette vérité psychologique que l‟auteur ne peut pas atteindre dans un journal. Un romancier descend à des plus grandes profondeurs. Un journal reste à la surface. Le journal est tout ce dont on a conscience. Dans le roman, c‟est l‟inconscient qui est à l‟œuvre. L‟inconscient, le romancier ne le commande pas et il fait son travail à l‟insu du romancier. 1 Nella sua opera letteraria si troverebbe quindi una “verità psicologica”, piuttosto che l‟ “autentica biografia” dell‟autore. Ma vedremo in conclusione di questa tesi cosa l‟autore voleva probabilmente intendere con queste parole. 1 Green, J. : Œuvres complètes, vol. III - cit., p.1525

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere

Autore: Enrico Guerini Contatta »

Composta da 330 pagine.

 

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