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L'Amiata tra '600 e '800 - Una vicenda geostorica

Eventi storici e geografici relativi la popolazione Amiatina tra '600 e '800, rilevati da Funzionari Granducali del tempo, e da me reperiti attraverso scritti originali e inediti depositati presso l'Archivio di Stato di Firenze. Gli argomenti trattati nella tesi potranno forse risultare molto tecnici, e considerata la loro particolarità sono riservati principalmente a persone amanti e studiose di avvenimenti storici: risultano comunque accessibili anche a coloro i quali sono semplicemente interessati a scoprire aspetti di vita relativi la storia Amiatina dei secoli scorsi.

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7 INTRODUZIONE Il Monte Amiata (1738 metri) è situato nella Toscana meridionale. A sud dell‟Arno infatti, tra il mar Tirreno, la Valdichiana, e il Tevere, si trova una serie di rilievi con forme più dolci e meno elevate rispetto ai monti appenninici. “In luogo delle catene regolari ed allineate dell‟Appennino, gruppi montuosi sparsi emergono qua e là su basse colline, raggiungendo solo nell‟isolato Monte Amiata i 1700 metri di altitudine” 1 . “Di paesaggi veramente montani, in questo Antiappennino toscano, non vi è che il vulcanico cono dell‟Amiata, quasi al confine laziale, che domina le valli dell‟Orcia, del Paglia e del Fiora” 2 . L‟Amiata è quindi la „montagna per eccellenza‟ della Toscana meridionale. Formatasi all‟inizio dell‟era quaternaria, si tratta di un “imponente cono trachitico, sorto per violenza vulcanica su di un basamento arenareo e argilloso, castagni e faggi lo rivestono sino alla vetta. Alla base della grande cupola trachitica, permeabilissima, a contatto col piano impermeabile d‟argilla, sgorgano sorgenti, abbondantissime e in gran numero, per tutta la fascia montana. La maggiore, diretta verso mezzogiorno, forma il fiume Fiora; altre, per l‟Orcia, scendono nell‟Ombrone, e, per la Paglia, nel Tevere” 3 . Vicino alla fascia sorgiva, lungo un percorso di circa 50 chilometri, a un‟altitudine variabile dai 600 agli 800 metri, sono collocati gli antichi paesi, i quali hanno appunto sfruttato la ricchezza incomparabile delle sorgenti: Seggiano, Castel del Piano e Arcidosso nel versante ovest, Santa Fiora nel versante sud, Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore nel versante est. Nei monticelli circostanti, “su poggi staccati ma non molto distanti dalla montagna” 4 , si ergono piccoli paesi come Montegiovi, Montelaterone e Monticello. L‟Amiata è ricco di vegetazione: nella parte inferiore della regione amiatina, fino a circa 600 metri, incontriamo la vite, l‟olivo, e qualche seminativo; salendo di altitudine, dai 600 ai 1000 metri, troviamo il bosco di castagno; infine verso i 1000 metri possiamo vedere il faggio, che occupa tutto l‟orizzonte superiore fino alla vetta. Faggete di grande bellezza si trovano specialmente nel versante di tramontana. “Il manto verde dell‟Amiata assicura produzione di ossigeno, acqua potabile, assetto idrogeologico e rappresenta la più importante area forestale dell‟intera Toscana meridionale […]. La successione delle fasce vegetazionali è nota: - le faggete coprono il cono terminale, a partire dai 1000-1100 metri, per occupare tutto l‟orizzonte superiore fino alla vetta; - i castagneti si sviluppano tra i 600 ed i 1000 metri, prevalentemente su rocce vulcaniche, anche se l‟areale naturale è stato spostato dall‟uomo su terreni non vulcanici; - i boschi misti di latifoglie ed i querceti occupano due distinte serie a partire da 900-1000 metri. La prima serie si estende su suoli non vulcanici, grosso modo nella stessa area di espansione altimetrica del castagno, fino a 600 metri, e la sua vegetazione naturale è rappresentata da boschi misti di latifoglie e decidue a soprassuolo legnoso. In passato questi boschi apparivano fortemente degradati dal pascolo, dal legnatico, o dalla utilizzazione per gli impianti minerari; la crisi delle 1 G. BARBIERI, Toscana, Utet, Torino, 1964, pag. 58. 2 Ibidem. 3 Z. CIUFFOLETTI e P. NANNI (a cura di), Ildebrando Imberciadori. Studi su Amiata e Maremma, Accademia dei Georgofili, Firenze, 2002, pag.7. 4 Ibidem.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Facoltà di Scienze della Formazione

Autore: Serena Martinelli Contatta »

Composta da 778 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.