Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Studio della biodiversità: il caso delle alghe rilevate dalla struttura oceanogra ca Daphne.

In generale, la diversità biologica indica la variabilità tra gli organismi viventi presenti in sistemi terrestri,marini ed acquatici e i complessi ecologici di cui questi fanno parte; comprende la diversità esistente all'interno della specie, tra le specie e degli ecosistemi.
L’obiettivo di questo studio è analizzare la biodiversità di una comunità marina, consistente in diverse specie di alghe nel mare Adriatico, analizza tramite dati raccolti durante diverse rilevazioni nel mare Adriatico, da parte della struttura oceanografica Daphne, nel periodo che va dal 1998 al 2009.
I dati sono complessi molto numerosi, in quanto riferiti a 11 siti (7 posti a 500 metri dalla costa e 4 a 3km) e da trattano due principali aspetti: dati specifici di conteggi per ogni specie di alga individuata (classificate in ultima istanza nelle più generali classi: Dinoflagellate, Diatomee ed Altre) e dati riferiti a caratteristiche fisico-chimiche delle acque analizzate.
Il nostro lavoro ha riguardato inizialmente il primo tipo di informazione e quindi l’analisi della biodiversità del sistema. A tale scopo
Per questo sono state utilizzate misure, in altre parole indici, della diversità ecologica statistiche calcolate a aprtire dal vettore delle abbondanze, proposte nella letteratura biologica e statistica (Magurran, Frosini).
In esse, la diversità è riferita sia al numero di specie (ricchezza specifica) sia alla loro ripartizione all’interno della comunità (evenness); per questo motivo una “batteria” di indici può fornire idee più chiare sulla reale biodiversità di un sistema.
L’indice più semplice, il conteggio della ricchezza della specie,può essere anche utilizzato per studiarne la dipendenza in funzione di alcune caratteristiche chimico- fisiche del sistema analizzato.
Per approfondire questo aspetto vengono proposti e utilizzati alcuni modelli della famiglia GAM, basati su una estensione della modellistica GLM. In particolare la relazione che viene postulata è di tipo non parametrico (attraverso spline).
Abbiamo sperimentato alcini modelli additivi generalizzati (GAM) per la ricchezza di specie, per via della loro forte adattabilità a modelli ecologici. Questi modelli sono una estensione semi-parametrica dei modelli di regressione e dei modelli lineari generalizzati (GLM) e differiscono da questi ultimi principalmente per il fatto che al posto del predittore lineare viene utilizzato un predittore additivo.
Nei modelli che abbiamo proposto è stata analizzata l’influenza di alcune variabili ambientali sull’indice di ricchezza specifica.
Sono stati infatti sviluppati diversi modelli, con lo scopo di ottenere un unico modello finale che contenesse le variabili importanti per caratterizzare l’indice di ricchezza specifica.
Attraverso la proposta di GAM abbiamo notato come la tecnica di smoothing utilizzata abbia dimostrato miglioramenti rispetto alla tecnica utilizzata nei classici modelli di regressione. La costruzione di questi modelli è stata realizzata grazie all’utilizzo del software R, utilizzando la funzione gam() della libreria mgcv.
Tramite la procedura di selezione backward si è identificato il miglior modello contenente le variabili rilevanti.
La ricerca del modello col migliore adattamento è stata dunque svolta attraverso una procedura backward.

Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo 1 Denizione e misura della biodiversit a 1.1 Inquadramento teorico Il termine \biodiversity" e stato coniato nel 1985 da W.G. Rosen durante la pianicazione del National Forum on Biological Diversity organizzato dal Na- tional Research Council (NRC) nel 1986. Esso e un concetto ampio e multidimensionale e per questo risulta dicile da racchiudere in una denizione formale (Pereira & Cooper 2006, Noss 1990). Come denizione uciale enunciamo quella data nel \mit della Terra" del 1992 e scritta nel Programma Ambientale delle Nazioni Unite sottoscritto da 156 nazioni(United Nations Environment Programme 1992). La \Diversit a biologica" indica la variabilit a tra gli organismi viventi presenti in sistemi terrestri,marini ed acquatici e i complessi ecologici di cui questi fanno parte; comprende la diversit a esistente all’interno della specie, tra le specie e degli ecosistemi. Essenzialmente questo concetto e legato alla ricchezza di specie presenti in una determinata area. Il conteggio della ricchezza della specie costituisce il modo pi u semplice di mis- urare la biodiversit a di un territorio e consiste nel contare le specie(naturalmente, con riferimento ad una classicazione condivisa). La ricchezza di specie rappresenta, per o, soltanto un aspetto del concetto gen- erale di biodiversit a, che si suddivide in pi u strati. Esso contiene al suo interno una serie di concetti multipli che nel loro insieme esprimono la misura e il signicato della variet a biologica a diversi livelli di in- tegrazione,dall’individuo alla specie alla popolazione no a giungere all’intero ecosistema (Bianchi, 2002). Introduciamo quindi le categorie in cui viene generalemnte connotata la biodi- versit a: Diversit a genetica (intesa come numero e frequenze genetiche all’interno di una specie); 7

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Vito Ettorre Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 945 click dal 01/06/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.