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Gli emigranti salentini nella provincia di Buenos Aires: storie di vita e generazioni a confronto.

Per la presente ricerca di tesi l'oggetto di studio è costituito da alcune famiglie provenienti dalla penisola salentina, ed emigrate in Argentina nel secondo dopoguerra. Attraverso le loro storie di vita e con il supporto di altro materiale bibliografico è stata possibile una ricostruzione storica del fenomeno migratorio italiano in Argentina testimoniando contemporaneamente l’esistenza di una comunità salentina sullo stesso territorio. Sono state messe in luce sensazioni, emozioni e immaginari dei suoi componenti, dalle motivazioni della partenza, al viaggio iniziatico oltreoceano e all’accoglienza riservata loro dalla terra ospitante. Successivamente l’attenzione è stata puntata verso le nuove generazioni nel tentativo di verificare sia la conoscenza del patrimonio folklorico della terra d’origine che il loro sentimento d’appartenenza nei confronti della stessa.
Infine è stata sottolineata la necessità di portare avanti politiche di promozione territoriale, atte ad una più profonda e pratica conoscenza delle tradizioni e della cultura salentina, le quali potrebbero costituire una risposta tangibile al recupero e rivitalizzazione di patrimonio culturale oltreoceano. Anche la conoscenza di questa comunità nella terra d’origine, è risultata fondamentale per la promozione di dialoghi interculturali, cooperazioni e scambi socio-economici tra i due territori, le loro popolazioni e le istituzioni. Per questo sono state menzionate alcune attività già realizzate, e proposte delle altre che mirano al coinvolgimento delle nuove generazioni. Tali attività culturali, oltre a contribuire alla conservazione, recupero e rivitalizzazione delle tradizioni salentine in Argentina, potrebbero costituire un valido strumento per favorire quell’auspicato e dibattuto processo di internazionalizzazione del "prodotto turistico Salento".

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1 PREMESSA Mi piace considerarla una parentesi del mio percorso biografico o molto spesso mi è capitato di definirlo come “un sogno”, perché non si possono contare le volte in cui quello che stavo vivendo pensavo non potesse appartenere alla realtà. Tutto è cominciato lo scorso aprile 2010, quando dalla stessa Università di “Tor Vergata”, mi è stata assegnata una borsa di studio per trascorrere un semestre presso la ”Universidas de Buenos Aires”. L’Argentina fino a quel momento era una terra a me sconosciuta, e l’idea che avevo di essa si basava sui classici stereotipi del tango, Maradona, le struggenti telenovelas di rete 4, e lo storico programma televisivo di Raffaella Carrà, che ricongiungeva gli emigrati in Sudamenrica con i propri familiari residenti in Italia. Partita da Lecce, per un interminabile viaggio di circa trentasei ore, atterrai a Buenos Aires in una gelida giornata di fine luglio. Il primo gesto istintivo è stato quello di guardare il cielo, mi avevano detto che in Argentina i suoi toni sono unici, effettivamente il cielo era di un azzurro quasi fluorescente, e splendeva sulle case colorate del mio adorato quartiere di San Telmo. Così come era accaduto agli emigranti salentini, ai miei occhi Buenos Aires appariva immensa: i suoi enormi viali pieni di luci, gli imponenti palazzi, e il traffico, la gente per strada, tutto era “più grande”. Arte, artisti, musica, teatro, danza, lotta politica, melting pot, fermento culturale, colori e rumori...Sono le parole che associo a questo luogo del quale riuscì ad innamorarmi perdutamente in soli pochi giorni. “L’Argentina per me era il paradiso!” hanno affermato alcune delle intervistate. Forse oggi non è il modo migliore per definire questo Paese, le cui profonde crisi sociali, economiche e politiche continuano a segnare in modo indelebile il territorio e la sua gente. Quello che si può avvertire però è uno spirito di rinascita e di rinnovamento che parte dal basso, dal popolo e soprattutto dai quei giovani che credono ancora di poter cambiare il mondo con la forza dei propri ideali. Scavando più a fondo però, nel suo essere così diversa da una qualsiasi città europea, è impossibile non provare quella sensazione confusa del “trovarsi

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marina Gabrieli Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1244 click dal 03/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.