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Progetto di una diga a gravità massiccia sul fiume Tevere

La presente tesi di laurea sviluppa il progetto di un invaso artificiale lungo il medio corso del fiume Tevere, realizzato per mezzo di una diga a gravità massiccia, destinato alla regolazione idrologica del corso d’acqua al fine di utilizzarne la portata da esso derivata per la produzione di energia idroelettrica.
Il lavoro inizia dall’inquadramento del sito scelto per la realizzazione del lago, studiando la possibilità di regolazione del corso d’acqua determinando: la curva caratteristica dell'invaso, la curva integrale dei deflussi, l'evaporazione, il deflusso minimo vitale e la curva integrale degli accumuli ai fini della scelta della legge di erogazione.
Successivamente è stato sviluppato il progetto della diga, attraverso le fasi di dimensionamento e verifica della sezione di massima altezza. Sono state perciò analizzate le azioni agenti sulla diga ed è stato effettuato il dimensionamento del triangolo fondamentale, del franco e del franco netto e poi le verifiche di stabilità allo scorrimento e di resistenza.
In seguito è stata determinata la portata di piena che può interessare il corso d’acqua alla sezione di sbarramento, assumendo un tempo di ritorno di 1.000 anni, attraverso alcune formule empiriche ed i metodi della portata indice e della regressione dei quantili.
In ultimo, sulla base di questa portata, sono state progettate le opere di scarico delle piene: lo sfioratore superficiale, il canale di gronda, il canale fugatore (o scivolo) e la vasca di dissipazione.

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Capitolo 1: Introduzione 5 Capitolo 1 INTRODUZIONE Generalità La costruzione di dighe è uno dei più antichi e importanti problemi concernenti l’ingegneria civile. Tutte le maggiori civiltà del passato hanno affrontato il problema della costruzione di riserve d’acqua, inizialmente per soddisfare la domanda irrigua dovuta allo sviluppo dell’agricoltura, e le civiltà che riuscirono a raggiungere buoni livelli di ingegneria idraulica ottennero un superiore potere economico. Con il progresso le riserve d’acqua furono necessarie non solo per lo scopo irriguo, ma anche per l’approvvigionamento idrico di città di dimensioni sempre maggiori, per la costruzione di vie d’acqua navigabili, per l’uso industriale ed infine per la produzione di energia elettrica. La prosperità, la salute ed il progresso delle civiltà divennero sempre più strettamente legati alla capacità di immagazzinare e governare le risorse idriche; in effetti la costruzione di invasi artificiali rappresenta uno dei maggiori investimenti in infrastrutture in ogni nazione. Le dighe si possono dividere per tipologia in dighe di materiali sciolti e in dighe murarie, le prime numericamente prevalenti sulle seconde, per ragioni tecniche ed economiche, essendo accreditate di costituire l’85-90% di tutte le dighe costruite nel mondo. La diga più alta è attualmente la diga di Rogun in Tagikistan, in terra e pietrame, con un altezza di 335 m, l’invaso artificiale di maggiore capacità è quello di Kakhovskaya in Ucraina, il cui sbarramento è realizzato in parte in terra ed in parte in calcestruzzo, con una capacità di 182 km³, mentre la diga che produce annualmente più energia idroelettrica è la diga di Itaipù tra Brasile e Paraguay, in parte in terra ed in parte in calcestruzzo, con i suoi 91,6 TWh prodotti nel 2009.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Ingegneria

Autore: Andrea Bettin Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2486 click dal 03/06/2011.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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