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Le Regioni e il patrimonio culturale nel diritto internazionale, europeo e nazionale. Casi di studio e comparazione tra Italia, Francia e Spagna

Informazioni tesi

  Autore: Candida Bertoli
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in istituzioni, Amministrazioni Politiche Regionali
Anno: 2011
Docente/Relatore: Jacques Ziller
Istituito da: Università degli Studi di Pavia
Dipartimento: Economia, Statistica e Diritto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 365

Studio del sistema giuridico e del ruolo dei diversi attori, con particolare attenzione alle Regioni, nel campo del diritto del patrimonio culturale architettonico, sul piano internazionale, comunitario e nazionale e con momenti di raffronto tra il sistema italiano, quello francese e spagnolo.

Il lavoro è diviso in tre parti: la prima è dedicata alla ricerca delle radici storiche della disciplina, della sua evoluzione nel tempo, dei possibili nuovi spazi regionali nei diversi livelli considerati.

Nella seconda si esaminano tre casi recenti di conflitto tra l'Unesco ed i governi nazionali e locali, al fine di illustrarne i poteri e le reciproche possibilità d'intervento. Si analizzano tre vicende che hanno avuto come centro d'interesse alcuni beni iscritti nella Lista del patrimonio culturale e naturale dell'Umanità. Per i casi di studio sono stati scelti tre Stati (Italia, Francia e Spagna) le cui Regioni hanno competenze e campi d'azione quantitativamente e qualitativamente diversi. In particolare, le Regioni studiate sono la Sicilia (Regione autonoma con poteri legislativi ed amministrativi ampi), la Regione Aquitania (priva di competenze legislative) e la Comunità Autonoma di Catalunya (dotata di poteri pressoché assoluti).

Nella terza parte lo studio si sposta all’analisi delle relative politiche pubbliche e di alcuni dati economici nazionali e regionali e si conclude considerando che il patrimonio culturale, racchiudendo in sé sia aspetti di respiro universale sia elementi che contribuiscono alla piena maturazione di valori individuali, presuppone l'intervento di tutte le Istituzioni, ad ogni livello. Una Società improntata ad un multiculturalismo sempre più accentuato postula la compresenza di più centri di potere, che si muovano in modo integrato, assicurando livelli partecipativi di ogni livello di governo. Soltanto in questo modo si otterrà la protezione del patrimonio dell'intera Società, formata da molteplici istanze culturali.

Rispettare le diverse culture presenti in una Società, garantirne i valori ed i simboli, diventa uno strumento di pace e di democrazia in cui il ruolo delle Regioni è fondamentale per assicurare la crescita e l'evoluzione della Comunità e la presa in carico di elementi che contribuiscono alla realizzazione di una società aperta ed armoniosa.

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2 Abstract: Studio del sistema giuridico e del ruolo dei diversi attori, con particolare attenzione alle Regioni, nel campo del diritto del patrimonio culturale architettonico, sul piano internazionale, comunitario e nazionale e con momenti di raffronto tra il sistema italiano, quello francese e spagnolo. Il lavoro è diviso in tre parti: la prima è dedicata alla ricerca delle radici storiche della disciplina, della sua evoluzione nel tempo, dei possibili nuovi spazi regionali nei diversi livelli considerati. Nella seconda si esaminano tre casi recenti di conflitto tra l'Unesco ed i Governi nazionali e locali, al fine di illustrarne i poteri e le reciproche possibilità d'intervento. Si analizzano tre vicende che hanno avuto come centro d'interesse alcuni beni iscritti nella Lista del patrimonio culturale e naturale dell'Umanità. Per i casi di studio sono stati scelti tre Stati (Italia, Francia e Spagna) le cui Regioni hanno competenze e campi d'azione quantitativamente e qualitativamente diversi. In particolare, le Regioni studiate sono la Sicilia (Regione autonoma con poteri legislativi ed amministrativi ampi), la Regione Aquitania (priva di competenze legislative) e la Comunità Autonoma di Catalunya (dotata di poteri pressoché assoluti). Nella terza parte lo studio si sposta all’analisi delle relative politiche pubbliche e di alcuni dati economici nazionali e regionali, concludendosi con alcune riflessioni. Nel campo del patrimonio culturale le Regioni hanno ruoli istituzionalmente riconosciuti sul piano internazionale, sovranazionale e nazionale, giacché esse partecipano, per quanto di competenza, al rispetto degli obblighi internazionali, sono le interlocutrici principali delle politiche europee ed hanno infine competenze amministrative – e frequentemente legislative – nell'ambito nazionale. Il patrimonio culturale, racchiudendo in sé sia aspetti di respiro universale sia elementi che contribuiscono alla piena maturazione di valori individuali, presuppone l'intervento di tutte le Istituzioni, ad ogni livello. A questa premessa corrispondono alcune conseguenze: le Regioni possono rappresentare il livello di governo che raccorda lo Stato con le Collettività locali, non così distante da non percepirne fino in fondo le peculiarità e non così vicino da poter essere coinvolto in dinamiche di potere locale che ne possano compromettere la funzione; nella necessità che si verifichi l'integrazione tra le diverse politiche pubbliche riguardanti il patrimonio, la promozione e lo sviluppo del territorio le Regioni possono rappresentare l'interlocutore principale che concerta gli attori pubblici e privati nella zona di competenza; infine, esse sono senz'altro il soggetto che, meglio conoscendo le culture localizzate, può intervenire nella valorizzazione di particolari elementi culturali d'interesse della Collettività regionale o locale, assicurando il più ampio pluralismo culturale. Una Società improntata ad un multiculturalismo sempre più accentuato postula la compresenza di più centri di potere, che si muovano in modo integrato, assicurando livelli partecipativi di ogni livello di governo. Soltanto in

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