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American Indian English: storia e caratteristiche

Il seguente elaborato è rivolto allo studio dell’American Indian English, ovvero quella varietà dell’inglese che racchiude al suo interno tutte le lingue parlate dalle comunità indigene americane.
Il lavoro è strutturato in tre capitoli, ciascuno dei quali si occupa di un aspetto diverso, riguardante il mondo degli indiani d’America.
Nel primo capitolo si è affrontato innanzitutto il problema di identità dei popoli indigeni di tutto il mondo, e poi in particolare di quelli americani, che ancora oggi si battono per far valere i propri diritti, chiedendo rispetto per la propria cultura oltre che l’indipendenza linguistica e territoriale.
In seguito si è accennato al lavoro svolto da un importante linguista e antropologo, Franz Boas, che dedicò gran parte della sua carriera alle lingue native americane, impegnandosi affinché i popoli parlanti quelle lingue non fossero posti ai margini della storia, e affinché potessero invece conservare e diffondere le proprie culture.
Altro studioso importante cui si fa riferimento è Joseph Greenberg, il quale, basandosi sul confronto tra idiomi, propose una classificazione delle lingue indiane d’America che fu giudicata irrispettosa e provocatoria; essa prevedeva una suddivisione in tre ceppi linguistici, rappresentanti tre gruppi genetici distinti, che erano stati protagonisti di tre migrazioni differenti.
Nel capitolo si è proposta inoltre una classificazione delle lingue indiane d’America, suddivise in lingue nordamericane, mesoamericane e sudamericane.
L’ultima parte del capitolo è dedicata ai parlanti dell’American Indian English, alcuni dei quali parlano soltanto la propria lingua ancestrale, mentre altri hanno una buona competenza linguistica anche per quanto riguarda l’inglese standard.
Infine si è data una descrizione della situazione attuale degli Indiani, molti dei quali vivono ancora organizzati in tribù. Essi risiedono in territori noti come riserve, le quali sono poste sotto il controllo del Bureau of Indian Affaire, una sorta di governo nel governo.
Il secondo capitolo, il più lungo dei tre, è dedicato alle caratteristiche delle lingue indiane americane, alla loro struttura fonologica, morfologica, sintattica, semantica e pragmatica.
Nel terzo e ultimo capitolo l’attenzione è stata rivolta alle influenze reciproche che si stabiliscono tra lingue che si trovano a contatto, e in particolar modo ci si è soffermati sulla presenza di numerose loan words, ovvero di prestiti.
Infine, si è discusso il problema della difficoltà, da parte dei ricercatori che visitano una tribù indiana, di comunicare con gli abitanti di quest’ultima, e della necessità di servirsi di interpreti per riuscire a raccogliere informazioni riguardanti i numerosi aspetti della vita tribale. La padronanza della lingua è infatti un mezzo fondamentale per raggiungere questi obiettivi e ottenere risultati soddisfacenti.
Si è giunti infine alla conclusione che solo chi possiede una totale conoscenza delle lingue indiane comprenderà fino in fondo le usanze, le credenze, le tradizioni e in generale la totalità della cultura del popolo oggetto del proprio studio.

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SYNOPSIS This is a study of the English of American Indians, the English they use at home, at work, in the classroom, and in other areas of daily experience. The term American Indian English refers to a number of varieties of English that are spoken by indigenous communities throughout North America. Each one is unique in its phonology, morphology, syntax and semantic and pragmatic properties. The work is divided into three chapters; each one of which is about a different aspect of the world of the American Indians. In the first chapter, there is a brief historical description of the peopling of the American continent, with a discussion of the problems which arose after the beginning of colonization. In fact, there was a cruel genocide, an effective physical and cultural destruction. The subject people received a series of epithets. They were called Indians by Christopher Columbus. When he arrived in the New World he described the people he encountered as Indians because he mistakenly believed that he had reached the Indies, the original destination of his voyage. Another theme is that of the origin of these people. According to the New World migration model, a migration of humans from Asia to the Americas took place via Beringia, a land bridge which connected the two continents across what is now the Bering Strait. These early Americans soon spread throughout the continent, diversifying into many hundreds of culturally distinct nations and tribes. Then there is a classification of American Indian languages; they are divided into three groups: North American, Meso-American and South American.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Marano Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1025 click dal 08/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.