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Il sistema della natura nel rapporto fra Leopardi e Rousseau

La tesi è analisi dei due diversi modi di rapportarsi alla natura, l'uno, quello filosofico-pessimista di Leopardi, l'altro, quello pedagogico e morale di Rousseau.

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I INTRODUZIONE: Se è lecito parlare di un “sistema della natura” in Leopardi, questo sembra avere un indiscutibile punto d’avvio nell’impianto filosofico di Jean-Jacques Rousseau, il quale, com’è noto, esaltava la natura come unica fonte di verità e di bene, ad essa riconducendo tutto il positivo della vita umana, individuale e sociale, e rilevando nell’esasperazione di ragione e civiltà tutto il senso della corruzione dei tempi. Innegabile pare, pertanto, che Leopardi, soprattutto quello della giovinezza, abbia trovato un’eco piena e immediata a queste idee rousseauiane di base, almeno nella sua iniziale impostazione del concetto di natura. Alle origini di questo comune sistema di natura, natura e ragione si trovano in un rapporto di netta antinomia e di perenne conflittualità, laddove per Leopardi “la natura è grande” e “la ragione è piccola” 1 , e per Rousseau la natura ha voluto salvaguardare gli uomini e i popoli dalla scienza e dalle pretese smodate di conoscenza da parte della ragione, proprio “come una madre strappa un’arma pericolosa dalle mani del suo bambino”. 2 Dunque, la natura è bene e la ragione è male. Questo primo nucleo di riflessioni, che introduce in entrambi già in modo quasi sistematico il tema del rapporto fra natura e ragione, contiene in sé gran parte degli argomenti che formeranno il supporto ideologico del problema di un “sistema di natura”. Nello stesso pensiero citato, in cui Leopardi illustra la distanza insormontabile tra una “natura grande” e una “ragione piccola”, leggiamo in conclusione: “Altra prova che la ragione è spesso nemica della natura, si cava(…) dalla ripugnanza della natura a cento altre cose o necessarie o utilissime e però consigliate dalla ragione, e per lo contrario dall’inclinazione della natura a moltissime altre o dannose o inutili o proibite, illecite, e condannate dalla ragione: e la natura tende spesso con questi appetiti a danneggiare e a distruggere se stessa.” 3 1 G. Leopardi, Zibaldone, ed. integrale a cura di L. Felici, Newton Compton, Roma 1997, 14, p.16 2 J.-J. Rousseau, Discorso sulle scienze e le arti, in Scritti politici, a cura di M. Garin Laterza, Bari 1971, p.14 3 Zibaldone, op. cit., 15, pp.16-17

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luna Musci Contatta »

Composta da 329 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.