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Differenze individuali in adolescenza: fattori psicolessicali secondo una prospettiva Age-Emic

Tale progetto di tesi intende esaminare l’approccio psicolessicale unitamente alla rappresentazione delle differenze individuali, con un focus particolare al periodo evolutivo dell’adolescenza. Il citato progetto si inserisce in un panorama scientifico che spesso ha privilegiato una prospettiva age-imposed, ovvero un approccio che nello studio della personalità ha adottato categorie descrittive specificate primariamente su soggetti adulti anzichè su adolescenti. Pertanto in questo lavoro si assume e si favorisce una prospettiva age-emic. Lo scopo è quello di esplorare categorie specifiche che caratterizzano l’adolescenza, indagare le principali differenze individuali legate alla personalità dalla prospettiva degli adolescenti e determinare una struttura fattoriale che possa essere maggiormente tipica di questa particolare ecologia di vita e che possa pertanto risultare psicometricamente stabile attraverso sesso ed età. Inoltre, in adolescenza risulterebbero particolarmente salienti alcune categorie che non rientrano nel classico dominio dei Big Five e che risulterebbero specifiche rispetto a quelle relative a target adulti, come ad esempio comportamenti a rischio o aspetti valutativi legati all’apparenza fisica.
Lo strumento madre considerato è il questionario “Psycholexical Research in Adolescence (S Form)”, ma sono anche stati impiegati il “Personality Inventory for Adolescents”, ovvero uno strumento autodescrittivo di personalità, e quindi il questionario “Youth Self Report”, uno strumento di tipo self-report in grado di rilevare problemi emotivi e comportamentali e competenze sociali. Attraverso l’impiego di queste metodologie si è cercato di capire se i fattori psicolessicali emersi si associassero da un lato a rappresentazioni libere di caratteristiche centrali in adolescenza, dall’altro ad aspetti inerenti comportamenti problematici o a rischio che specie a quest’età conoscono un picco particolarmente significativo.
Allo studio hanno partecipato studenti frequentanti diverse scuole superiori. Dopo un trattamento preliminare dei dati, sono stati adottati una serie di criteri quantitativi per giungere all’identificazione di una struttura fattoriale rappresentativa dei dati raccolti. È stata quindi presentata una gerarchia di soluzioni, con lo scopo di considerare le correlazioni presenti tra le componenti delle diverse soluzioni, procedendo con un’interpretazione delle diverse soluzioni ovvero con un esame della componente contenutistica di ogni soluzione estratta. In ultima analisi vengono presentati i Correlati Esterni, in cui sono esaminate potenziali compatibilità tra strumento psicolessicale e gli altri due strumenti prima introdotti, ma anche tra “Psycholexical Research in Adolescence (S Form)” e “International Personality Item Pool Inventory (IPIP)”.
In conclusione, le analisi indicherebbero come le soluzioni a due e a tre fattori sarebbero quelle che, tra tutte le soluzioni considerate, riuscirebbero a preservare una maggiore stabilità psicometrica e sarebbero, pertanto, in grado di catturare le categorie rappresentative delle differenze individuali della personalità in adolescenza. Le successive soluzioni considerate (ovvero a quattro, cinque, sei fattori) manifesterebbero una notevole frammentarietà e instabilità. Non sarebbero emerse categorie salienti il cui contenuto richiamasse il dominio dell’aspetto fisico, ma sembrerebbe esserci una certa sensibilità per categorie che si rifanno all’Integrità dei Valori o alla Conformità (Paunonen e Jackson, 2000). Adottando un approccio emico all’età, ma anche considerando le correlazioni tra strumento psicolessicale e IPIP, sarebbe possibile concludere come i Big Five, in tal sede, non siano stati replicati. Le correlazioni tra “Personality Inventory for Adolescents” e “Psycholexical Research in Adolescence (S Form)” porterebbero a concludere l’esistenza di una qualche similitudine nei contenuti tra strumenti strutturalmente diversi, tenendo fermo che il lavoro, in tal sede, è stato solo esplorativo e necessita di futuri approfondimenti e migliorie metodologiche. In aggiunta le correlazioni evidenziate tra strumento psicolessicale e YSR raggiungerebbero una significatività non trascurabile, indicando anche possibili associazioni con il costrutto del Sensation Seeking. In breve, adottando un approccio age-emic sarebbe possibile rilevare come la struttura di personalità che meglio caratterizza l’adolescenza sarebbe una soluzione a due e a tre fattori, piuttosto che una struttura a cinque componenti come diverse evidenze sperimentali che adottano una prospettiva age-imposed rivelerebbero, ed infine come gli adolescenti manifesterebbero una certa sensibilità a categorie specifiche difficilmente collocabili nel dominio dei Big Five.

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3 INTRODUZIONE Obiettivo di tale progetto di tesi è trattare e considerare l‟approccio psicolessicale, unitamente alla rappresentazione delle differenze individuali con un‟attenzione particolare all‟età dell‟adolescenza, dal momento che essa, tipicamente, rappresenta una fase decisiva e centrale per la costruzione dell‟identità adulta e per il consolidamento della personalità. In particolare ciò che ci si chiede è se partendo da un approccio emico all‟età sia possibile scoprire elementi salienti e particolarmente evidenti, ovvero giungere alla definizione di categorie tipiche e rappresentative della personalità in adolescenza (categorie age- emic). La tesi è suddivisa in tre sezioni. La prima parte dell‟elaborato considera la letteratura relativa l‟approccio psicolessicale, dove l‟intento è chiarire in che cosa consista tale approccio, illustrandone premesse teoriche e descrivendone brevemente origine e excursus storico. Vengono presentate evidenze sperimentali che sostengono con entusiasmo la possibilità che i Big Five possano rappresentare quella tassonomia della personalità in grado di render conto, in senso universale, delle principali differenze interindividuali rispetto alla personalità, ma sono anche considerati ulteriori studi che adottano una visione critica rispetto ai cinque grandi fattori. Ciò significa che seppur i Big Five possano costituirsi come una mappa convenzionale con cui leggere e interpretare le dimensioni della personalità, in realtà essi mostrerebbero una importante fragilità transculturale e non riuscirebbero a rappresentare categorie salienti per la comprensione della condotta umana, ovvero categorie che non trovano né raggiungono una piena corrispondenza nei confini in cui rientrano i cinque grandi fattori ortogonali. Assumendo sempre una prospettiva psicolessicale il focus è stato quindi rivolto all‟adolescenza, periodo evolutivo in cui emergerebbe come i ragazzi manifesterebbero una certa sensibilità a categorie specifiche che non rientrano nel perimetro tracciato dai Big Five. In tal senso si segnala

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Beatrice Severini Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 502 click dal 08/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.