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Il Medio Oriente: quadro macroeconomico e il caso Dubai

Informazioni tesi

  Autore: Simone Giovanni Algisi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Commercio estero
  Relatore: Anna Maria Falzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Il Medio Oriente è considerato, fin dall’antichità, una terra ricca di risorse e di conseguenza teatro di conflitti internazionali, ma anche di lotte interne. L’area è caratterizzata da una vasta gamma di eterogeneità, che la contraddistinguono dalle altre aree del Mondo.
Tutta la zona ha vissuto importanti cambiamenti nell’ultimo secolo, a partire dalla sempre maggiore importanza a livello globale del petrolio, principale fonte di ricchezza della maggioranza delle nazioni mediorientali e dal processo di globalizzazione, che si è assistito in tutto il globo.
L’interesse delle potenze mondiali, si è concretizzato con l’incremento degli investimenti nella zona, soprattutto nel campo dell’estrazione petrolifera, anche se molto spesso questo intervento, che a volte è stato anche a livello di controllo politico, ha rallentato la formazione di governi locali efficienti, favorendo in diversi casi la nascita di regimi.
Questa tesi si propone lo studio dell’evoluzione economica dell’ultimo decennio dell’area, partendo dall’analisi delle caratteristiche geografiche e della struttura economica, fino ad arrivare all’analisi del commercio internazionale e degli IDE.
La crisi globale ha evidenziato le peculiarità delle economie dei principali paesi del Medio Oriente. Solitamente, i sistemi economici di queste nazioni, si basano sull’estrazione petrolifera, mentre gli altri settori sono poco sfruttati e molto arretrati. Questo sottopone la maggior parte delle nazioni analizzate a continui shock, dovuti alle fluttuazioni del prezzo del petrolio. Per evitare il ripetersi degli errori del passato, la parola chiave per il futuro di questi paesi, sarà la diversificazione del proprio sistema economico e l’apertura al commercio internazionale.
Solamente tramite queste precauzioni, la crescita potrà durare ancora a lungo e garantire nel medio lungo periodo, anche una maggiore stabilità economica.
Come modello di stato che si è mosso in questa direzione, si è scelto Dubai. L’emirato ha fatto del turismo e del settore immobiliare i suoi nuovi punti di forza, a differenza degli anni passati, quando, la sua economia, era caratterizzata soprattutto dal settore petrolifero. Dopo una crescita ininterrotta, durata sei anni, a partire dal 2000, Dubai, ha subito un brusco arresto; la crisi mondiale e successivamente, a fine 2009, lo scoppio della bolla immobiliare,hanno messo a dura prova l’economia dell’emirato. In futuro, Dubai, dovrà essere più accorto nelle scelte di investimento, per evitare il ripetersi delle speculazioni che hanno portato al recente crack finanziario.

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1 INTRODUZIONE 1.1 Origine e obiettivi della tesi  Il Medio Oriente è considerato, fin dall’antichità, una terra ricca di risorse e di conse- guenza teatro di conflitti internazionali ma anche di lotte interne. L’area è caratterizzata da una vasta gamma di eterogeneità che la contraddistinguono dalle altre aree del Mon- do. In questa zona possiamo trovare nazioni molto ricche, come ad esempio l’Arabia Saudita, ed altre economie tipicamente molto povere come lo Yemen. Tutta la zona ha vissuto importanti cambiamenti nell’ultimo secolo, a partire dalla sem- pre maggiore importanza a livello globale del petrolio, principale fonte di ricchezza del- la maggioranza delle nazioni mediorientali, e dal processo di globalizzazione, che si è assistito in tutto il globo. La maggior parte dei paesi del Medio Oriente sono entrati a far parte dell’OMC (Organizzazione Mondiale per il Commercio), ma nonostante questo molti di essi sono ancora sostanzialmente chiusi al commercio internazionale. Spesso si è assistito a politiche di sostituzione delle importazioni o all’applicazione di dazi eleva- ti. Nel caso della prima soluzione, molte volte si è poi riscontrata anche una riduzione delle esportazioni e di conseguenza ad un peggioramento del saldo commerciale. I benefici della globalizzazione vengono spiegati con la visione liberista delle teorie del commercio internazionale fondata sui vantaggi derivanti dal libero scambio. L’interesse delle potenze mondiali, si è concretizzato con l’incremento degli investimenti nella zo- na, soprattutto nel campo dell’estrazione petrolifera, anche se molto spesso questo in- tervento, che a volte è stato anche a livello di controllo politico, ha rallentato la forma- zione di governi locali efficienti favorendo in diversi casi la nascita di regimi. Questa tesi si propone lo studio dell’evoluzione economica dell’ultimo decennio dell’area, partendo dall’analisi delle caratteristiche geografiche e della struttura econo- mica, fino ad arrivare all’analisi del commercio internazionale e degli IDE. Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da periodi di crescita continua (fino al 2007) e poi da un brusco rallentamento dovuto alla crisi globale, seguito da una leggera ripresa. È inte- ressante andare ad analizzare come i paesi mediorientali abbiano reagito alla crisi; alcu- ni, grazie alle vaste riserve accumulate con i ricavi provenienti dal petrolio, sono riusciti ad uscirne quasi indenni, altri invece, nonostante non possedessero vaste risorse mone-

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