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Il piacere e la critica della società in Marcuse

La possibilità di massimizzare il piacere dell’individuo nel contesto di una società tecnologica avanzata è il dilemma centrale dell’opera di Marcuse Eros e civiltà (1955): il sistema sociale contemporaneo, fondato sul principio di prestazione, impedisce all’uomo di condurre la propria vita in conformità al principio di piacere. Tuttavia, attraverso l'arte e il miglioramento tecnologico, Marcuse intravede la possibilità di realizzare una società in cui le pulsioni fondamentali umane possano venire appagate pienamente.
La tesi cerca di valutare quali possano essere gli aspetti ancora attuali della posizione marcusiana, mettendone in luce pregi e difetti. Inoltre vengono individuate alcune suggestioni in grado di mettere in contatto, per certi aspetti, la filosofia di Marcuse con quella di Schopenhauer.

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4 Introduzione La possibilità di massimizzare il piacere dell’individuo nel contesto di una società tecnologica avanzata è il dilemma centrale dell’opera di Marcuse Eros e civiltà (1955): il sistema sociale contemporaneo, fondato sul principio di prestazione, impedisce all’uomo di condurre la propria vita in conformità al principio di piacere. Come noto, all'interno della teoria critica della Scuola di Francoforte, l'apporto di Marcuse si è caratterizzato per una specifica attenzione rivolta alla problematica della soddisfazione dei bisogni istintuali nella società capitalistica avanzata, una soddisfazione impedita dal dominio onnipervasivo che la produzione esercita sugli uomini. Il tema era già presente in Horkheimer, ma si deve a Marcuse un'analisi più articolata e più chiara nelle sue varie implicazioni. La riflessione di Marcuse si caratterizza per l’aspirazione a costruire una società che abbia a proprio fondamento la razionalità: attraverso di essa è possibile pianificare la nascita di una civiltà il cui obiettivo sia la soddisfazione delle pulsioni istintuali umane. In questo senso gli studiosi, mi riferisco in particolare a S. Petrucciani, hanno riconosciuto a Marcuse il merito di aver offerto un contributo essenziale per quella che è stata definita una rifilosofizzazione 1 della teoria critica: si tratta di una integrazione teorica che ha consentito di superare, o quanto meno di arricchire, la prospettiva di ricerca per lo più storico- sociologica della Scuola così come era stata impostata proprio da Horkheimer. Se la ragione deve essere lo strumento per la realizzazione di una nuova società in grado di liberare finalmente gli uomini dall’ingiustizia e dalla miseria, la complessa strategia per arrivare a questo risultato deve passare da una maggiore attenzione posta alla psicologia individuale 1 S. PETRUCCIANI, Felicità e ragione. Il contributo di Marcuse all’idea di teoria critica, in L. CASINI (a cura di), Eros, Utopia e Rivolta. Il pensiero e l’opera di Herbert Marcuse, Franco Angeli, Milano 2004, p. 144.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessio Dossi Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

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