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Kamisama no Pazuru - Traduzione e analisi

Nel 2008, nonostante l’economia giapponese sembrasse essere prostrata, l’industria cinematografica nazionale fioriva. Uscirono infatti in sala 418 film giapponesi che conquistarono il 59,5% della quota di mercato annuale, con sette titoli su dieci campioni d’incassi al botteghino.
Il mercato nazionale era vasto, e il pubblico potenziale abbastanza ricco da potersi permettere biglietti di ingresso piuttosto elevati (fino a 1.800 yen, circa 13 euro), e l’incasso che se ne ricavava, per la maggioranza delle pellicole, superava ampiamente il budget medio investito in questo tipo di film commerciali; quindi, pur tenendo conto dei costi di pubblicità e promozione, gli introiti superavano i costi. La recente crisi mondiale ha scosso non poco l’economia giapponese che basata sull’esportazione, e non ha risparmiato del tutto neanche questo modello orientato verso il mercato interno. Nonostante tutto ciò, i cineasti giapponesi non si limitano ormai a realizzare prodotti stereotipati basati su elementi ben collaudati. Al contrario, sembra che i film giapponesi siano invece oggi più ricchi di elementi avventurosi per quel che riguarda il soggetto, lo stile e il trattamento, di quanto non lo sia la controparte occidentale. Infatti, numerose pellicole giapponesi, dai film diretti per il grande pubblico di Miike Takashi alle commedie a “budget zero” di Kawasaki Minoru, sono considerate anzi anticonvenzionali e bizzarre. Il regista che si è rivelato più prolifico in questo senso e più nel presentare delle alternative è Miike Takashi, regista che ha esordito nei primi anni Novanta realizzando prevalentemente film sugli yakuza per il mercato home video. Uno di questi film, è “Kamisama no Pazuru” (titolo internazionale God’s Puzzle di cui ho realizzato la traduzione dei dialoghi e la sceneggiatura desunta).”Kamisama no Pazuru” è stato realizzato nel 2008: tratto dall’omonimo romanzo best seller di Kimoto Shinji, all’apparenza può sembrare un banale film di fantascienza di serie B, ma a un occhio attento può rivelare ben più profonde tematiche. Scopo di questa tesi, infatti, è quello di dimostrare come anche in un film poco considerato dalla critica, e appartenente a un genere quello fantascientifico, abbastanza diverso da quelli in cui il regista si è tradizionalmente cimentato,sia possibile ritrovare molte delle tematiche care al regista, che si temeva avrebbe ormai trascurato. Il lavoro procederà iniziando da una veloce esplorazione della carriera di Miike Takashi, passando ad analizzare più nel dettaglio le tematiche care al regista, per identificarle infine nel film selezionato per questa tesi.

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null 80 null CAPITOLO 1nullMIIKE TAKASHI “È un canto. Il cinema di Miike Takashi è coerente fin dalla sua prima opera. Egli continua a cantare la medesima canzone” Shiota Tokitoshi 1.1 Miike Takashi Miike Takashi è nato a Osaka nel 1960 nel distretto di Kawachi dove è cresciuto, area abitata prevalentemente dalla classe operaia dell’epoca. La disomogeneità multiculturale di questa classe contrastava nettamente con la tipica immagine che si ha del Giappone come società compatta di salarymen. Suo padre era un saldatore e sua madre una ricamatrice. Quella della carriera di regista non è stata la sua prima scelta nella vita; Miike era un grande appassionato di pachinko, motociclette e musica rock; desiderava diventare un cantante. Dopo il diploma di scuola superiore l’aspirazione di Miike non era certo quella di trovare un lavoro a tempo pieno; così decise che il miglior modo per andarsene di casa senza fare nulla e guadagnare tempo era iscriversi alla Yokohama Eiga Senmon Gakkō (Scuola di Cinema e Televisione di Yokohama) scuola che smise di frequentare dopo il primo anno di lezioni. Un giorno, mentre gli altri studenti erano tutti impegnati nella realizzazione della loro tesi, un dipendente della scuola fu contattato da un ex studente che lavorava come aiuto regista per un film molto impegnativo, chiedendogli se conoscesse qualche studente disposto a dare una mano per una paga minima. Iniziarono così gli anni di apprendistato di Miike Takashi. 1 1 DARIO TOMASI, Anime perdute il cinema di Miike Takashi, il castoro, Torino,2006, p.174

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Elisa Gazzola Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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