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La battaglia di Montecassino nel cinema

Gli studi specifici sul rapporto tra cinema e storia, che risalgono agli anni Sessanta, hanno dato un contributo fondamentale allo studio del cinema e soprattutto alla comprensione di quanto il film può essere utile nello studio della storia.
Per quanto riguarda la Seconda Guerra mondiale, la cinematografia di tutto il mondo ha prodotto una quantità immensa di pellicole, che hanno più o meno affrontato tutti gli episodi del conflitto, dal 1939 al 1945. Alcuni fatti sono trattati in numerosi film, come per esempio lo sbarco in Normandia, altri invece sono stati trascurati per vari motivi, come la battaglia di Montecassino.
La battaglia di Montecassino fu un fatto tragico della Seconda Guerra Mondiale in Italia.
Si svolse tra il gennaio e il maggio del 1944 e faceva parte di una serie di combattimenti su quella che veniva definita la Linea Gustav, il fronte più lungo della guerra in Italia, dove furono impegnati eserciti delle più svariate nazionalità: Indiani, Nepalesi, Neozelandesi, Polacchi, Nordafricani, Canadesi,…
La lotta fu influenzata da diversi fattori, come il territorio montagnoso, il maltempo, la preparazione dei soldati tedeschi, ma alla fine divenne l’anticamera della liberazione di Roma da parte degli Alleati anglo – americani.
E’ da sottolineare il fatto che questa battaglia fu caratterizzata da un episodio drammatico che ebbe rilevanza internazionale: il bombardamento dell’abbazia di Montecassino, fondata nel 529 d.C. da San Benedetto da Norcia. Era in questo luogo che il Santo aveva creato la Regola Monachorum, fondamento di tutto il monachesimo occidentale.
Essendo il monachesimo benedettino diffuso in ogni angolo del pianeta, il bombardamento ebbe una eco enorme, perché con lui se ne andava un monumento di inestimabile valore storico, artistico e morale.
Nonostante l’importanza che ebbe la battaglia di Montecassino dal punto di vista storico, il cinema è stato avaro di pellicole sulle sue vicende.
Esistono in tutto tre film che parlano diffusamente della battaglia e la cosa più interessante è che fanno parte di tre cinematografie differenti. Il più vicino agli eventi, cronologicamente parlando, è The story of G.I. Joe, girato a Hollywood da William Wellman nel 1945, quindi a meno di un anno di distanza dai fatti narrati; seguono Montecassino di Arturo Gemmiti del 1946, sempre molto vicino all’episodio, e ,infine, Die gruenen Teufel von Monte Cassino, film tedesco del 1958 girato da Harald Reinl.
In realtà la prima pellicola non tratta interamante della battaglia in questione, ma parte dalla guerra in Africa per arrivare alla campagna d’Italia e, in particolare, alla battaglia di Cassino.
Ogni film affronterà quindi la storia dal suo punto di vista, poiché diverse sono le loro nazionalità e il contesto storico in cui sono stati realizzati.
Per gli Americani il fatto fu un errore di calcolo quando presero la decisione di bombardare il monastero, un fatto increscioso che, insieme alla lungaggine dei combattimenti e alle tante vittime, probabilmente contribuì a far sì che la battaglia non venisse più affrontata in altri film.
Per gli Italiani fu una perdita enorme nel patrimonio nazionale e una tragedia che costò la vita a migliaia di persone rifugiate nel monastero.
Per i Tedeschi uno degli episodi più felici di tutta la guerra, poiché il patrimonio artistico di Montecassino esiste ancora grazie al loro intervento, e perché sulla linea Gustav diedero filo da torcere all’esercito alleato.
Lo scopo di questo lavoro è di capire in che modo i tre film in questione affrontino la battaglia dal punto di vista storiografico, scoprendo fino a che punto la finzione cinematografica sia influenzata dalla verità storica.
Sarà interessante osservare i punti di vista così differenti delle tre pellicole, i fatti su cui si soffermano di più e quelli, invece, che vengono falsati o modificati, e soprattutto il perché di queste operazioni.
Per fare questo è stato di vitale importanza l’apporto dei diari di guerra dei monaci che hanno vissuto all’interno del monastero fino a dopo il bombardamento e i diari degli ufficiali, sia tedeschi che alleati, che tante pagine hanno scritto su questo periodo.
Allo stesso modo è stata indispensabile la visione dei documentari d’epoca, che mostrano le immagini reali di quegli scontri, e che spesso vengono montate in questi film insieme al girato del regista per la rappresentazione delle scene di guerra vera e propria.

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13 1. IL CINEMA E LA STORIA 1.1. Che cos’è un film storico? Molti studiosi hanno provato a definire il genere cinematografico del film storico, che tanta importanza ha avuto fin dalla nascita del cinema e che continua ad averne ai giorni nostri. Per Pierre Sorlin, importante storico francese che si è dedicato allo studio dei film come documenti, il concetto di film storico, con le sue peculiarità, è un accordo tra chi lo produce e il pubblico che ne fruisce; la caratteristica principale dei film storici ― è che vengono definiti in base a una disciplina del tutto esterna al cinema;infatti non esiste un termine specifico per definirli, e quando ne parliamo ci riferiamo allo stesso tempo al cinema e alla storia‖ 1 .Il passato nel film deve essere storico,non vago, riconoscibile, dal pubblico che lo guarda , che, appartenendo alla stessa società, ha in comune una cultura e un patrimonio storico. Guido Fink, storico del cinema che ha preso parte al dibattito sul rapporto tra cinema e storia , afferma che ― la verità- e non la pedestre rassomiglianza o la prigione avvilente dell‘accaduto – rimane la sola via feconda…Il film storico costituisce un doppio viaggio nel passato- nell‘epoca messa in scena e nell‘epoca nella quale il film fu realizzato‖ 2 . La leggenda cavalca al fianco della storia, nella luce magica e diffusa di un‘aureola; ma la verità segue un sentiero solitario… Quando si voglia portare sullo schermo la storia, occorre seguire il solitario sentiero della verità, che non sempre è comodo… 1 P.Sorlin, La storia nei film.Interpretazioni del passato, p.19 2 Il dibattito tra gli storici francesi è raccolto nel libro Passato ridotto.Gli anni del dibattito su cinema e storia, a cura di G.M.Gori (citazione di Fink p. 121 )

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Bozzi Contatta »

Composta da 364 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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