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Le politiche strutturali della UE per il turismo

Nel primo capitolo è presente una panoramica dettagliata sulle politiche strutturali principali che l'Unione Europea adotta per ridurre gli squilibri economici all'interno del mercato unico (i fondi dall’Unione e gli obiettivi); le varie fasi di presentazione, valutazione e approvazione di ogni singolo progetto. Gli organi UE interessati e il ruolo dei singoli stati membri (che comprende anche quello degli enti regionali). Insomma, tutti gli aspetti tecnici delle varie fasi, dall'alto verso il basso.

Nel secondo capitolo l'attenzione si sposta sugli strumenti pratici dell'Unione, all'attuazione dell' "Agenda per uno sviluppo sostenibile e competitivo" e quindi sull'azione svolta dalla UE in tema di turismo (che è visto alla stregua di un qualsiasi settore economico). Una parte interessante ci spiega il delicato fattore degli aiuti di Stato a singole imprese, attenzionata dalla commissione perché và ad interferire sulla concorrenza (che in un mercato unico dev’essere controllata). L’ultima parte porta in risalto in progetto EDEN, dedicato a promuovere le destinazioni d’eccellenza ogni anno, che sono riuscite a creare un turismo sano e responsabile seguendo il tema della commissione (candidature a livello nazionale per ogni singolo stato membro).

Nel terzo capitolo largo spazio ad un confronto tra lo sviluppo del turismo in Spagna ed in Italia: su cosa lo stato iberico ha investito negli anni (energia rinnovabile, programmazione, promozione del turismo) e che oggi generano numeri altissimi. I loro punti di forza e i nostri punti deboli: cosa ci manca e dove sbagliamo. Tutto quello che potrebbe essere il nostro turismo e che invece non è perché ancora ancorato al passato.

Le conclusioni finali sono un resoconto di come tutti gli argomenti trattati chiudano un cerchio (politiche UE sui Fondi, turismo sostenibile, rinnovabili, ambiente, programmazione e organizzazione).

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6 INTRODUZIONE I Fondi strutturali, quale strumento operativo per l’attuazione delle politiche di coesione, portano necessariamente alla definizione di obiettivi e strategie comuni e concrete non solo a livello comunitario, ma anche a livello nazionale e regionale, basate essenzialmente sulla capacità di favorire la programmazione e la pianificazione degli interventi sul territorio, nel medio e lungo periodo. L’attuale situazione rappresenta il frutto di relazioni e divergenze che hanno visto impegnati i governi europei nella realizzazione di un progetto di unitarietà le cui fondamenta erano state istituzionalizzate col Trattato di Roma del 25 marzo 1957. Nel corso del primo decennio fu compiuto lo sforzo di realizzare un mercato comune, cioè un’area sottoposta ad un regime di libertà degli scambi di merci, lavoratori e servizi e già nel 1968 la politica agricola e quella commerciale acquistavano una fisionomia comunitaria; a ciò ha fatto seguito un periodo di assestamento in cui, a tratti, è prevalsa in alcuni stati membri la tentazione di frenare il processo di integrazione e comunque di lasciare alle forze nazionali prevalenti il compito di condizionare tempi e modi di realizzazione. Verso la metà degli anni ‘70 si cominciavano a porre le basi per una più accentuata convergenza delle economie, attuata anche attraverso la creazione del sistema monetario europeo, nonché per il rafforzamento dell’impegno in vista di una progressiva riduzione delle disarmonie regionali, che prevedeva la realizzazione di programmi di sostegno in favore delle regioni meno evolute, attuate mediante la creazione di appositi fondi. Ma la svolta vistosa verso il processo di integrazione si registra nella seconda metà degli anni ’80, dopo la pubblicazione del Libro bianco e dell’Atto unico, che hanno impresso entrambi una forte accelerazione, anche sotto l’aspetto psicologico, ad un cammino verso un’Europa fondata sulla coesione economico sociale.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale

Autore: Marco Schittone Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.