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La gestione di un portafoglio azionario: il modello di Markowitz per la selezione di un portafoglio efficiente

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Piva
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Martino Grasselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

L’obiettivo di questa relazione è fornire una soluzione al problema che affligge ogni investitore: dati alcuni titoli rischiosi e non, si tratta di determinare la combinazione ottimale che permette di ottenere rendimenti maggiori.
Se si potesse conoscere con certezza il valore futuro di ogni titolo rischioso, sarebbe sufficiente investire sul titolo che rende di più, come ci suggerisce la teoria dell'utilità attesa. Secondo tale teoria, infatti, ogni individuo è consapevole delle alternative di investimento che ha a disposizione, le valuta, e, in seconda battuta, sceglie quella che gli permette di massimizzare la propria funzione di utilità.
Poiché non è possibile conoscere l’esatto andamento dei titoli nel futuro, la teoria economica a partire dalla metà del secolo scorso ha ambito ad individuare dei modelli previsionali sui rendimenti delle azioni scambiate nei principali mercati borsistici, focalizzando la propria base di partenza su una accurata indagine statistica delle serie storiche. Tuttavia una previsione, per definizione, non può essere perfettamente esatta; da qui la tendenza di una moltitudine di economisti di valutare quanto il valore previsto si discosti dal reale valore assunto dal titolo e, punto ancora più fondamentale, misurare il rischio che un titolo possa subire delle perdite: se un’azione presenta un andamento molto variabile, essa può portare alti guadagni come anche ingenti perdite.
La ricerca accademica di misure quantitative condivise del rischio, e della relazione tra rischio e rendimento, ha portato ad affrontare problematiche di natura strettamente reale-finanziaria e a sviluppare quindi tecniche rigorose. Il risultato di tale indagine è la nascita della Modern Portfolio Theory, un insieme di regole oggi comunemente seguite.

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20 C C a a p p i i t t o o l l o o S S e e c c o o n n d d o o TEORIA DI MARKOWITZ 2.1. Gli elementi di un’attività finanziaria Nel momento in cui un investitore decide di investire in una o più attività finanziarie, titoli rischiosi come le azioni acquistate e vendute ogni giorno nei mercati borsistici, si pone il problema di determinare dei parametri utili ad una corretta valutazione dell’investimento intrapreso ed in linea con il proprio profilo personale di propensione al pericolo di incorrere in perdite, talvolta ingenti. Due sono gli aspetti che permettono all’investitore di inquadrare un titolo in una certa posizione: il rischio e il rendimento. 2.1.1. Rischio e rendimento di un’attività finanziaria Il rendimento misura le aspettative di crescita del prezzo dell’azione da parte dell’acquirente, cioè il rapporto tra il capitale iniziale e gli utili prodotti da operazioni di investimento di compravendita in un periodo di tempo specificato (Brealey, 2003). Esso si compone di due elementi:  rendimento corrente o dividend yield, legato alla remunerazione periodica del capitale;  guadagno in conto capitale o capital gain derivante dall’eventuale differenziale positivo tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Nel caso di un’azione, il rendimento totale ottenibile viene definito come: dove: - è il rendimento totale - è il dividend yield, o tasso di dividendo - è il dividendo pagato dopo un periodo - prezzo dell’azione al tempo t

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