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Integrazione dei minori stranieri nelle scuole milanesi: il progetto Start

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Cassetta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Linguaggi dei Media
  Relatore: Marco Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

La documentazione che esplora l’insediamento e la presenza dei minori stranieri in Italia mostra come il nostro paese sia entrato nella seconda fase del ciclo migratorio, quella che vede sia la presenza di immigrati singoli, sia quelli di interi nuclei familiari. I dati dell’Istat più recenti, relativi al 1° gennaio 2010, stimano 4.279.000 di stranieri in Italia, circa il 7,1% dell’intera popolazione, irregolari esclusi, di cui minori 862.000, mentre gli stranieri nati in Italia sono ormai 519.000, cioè il 13,3% del totale degli stranieri. Analizzando le zone di provenienza, si nota come negli ultimi anni ci sia stato un deciso incremento dei flussi provenienti dall’Europa orientale, che hanno superato quelli relativi ai paesi del Nordafrica, molto forti fino agli anni novanta. In questo contesto, l’arrivo dei figli dal paese d’origine, attraverso le procedure di ricongiungimento familiare, o la loro nascita in Italia, ha contribuito in modo significativo alla ridefinizione delle priorità all’interno dei progetti volti ad integrare i minori stranieri negli istituti scolastici di Milano, ormai metropoli multietnica, al fine di concedere a tutti indistintamente il diritto all’istruzione.
Notevoli sono le problematiche legate all’integrazione dei minori poiché ognuno di essi ha un mondo alle spalle, fatto di vari tipi di percorsi migratori, a volte vissuti in prima persona, altre semplicemente fonte di racconti da parte della famiglia, ma comunque insiti nella loro storia e radicati nella loro identità tanto da rendere necessari nuovi percorsi e ambienti didattici in cui il minore possa sentirsi uguale a tutti i suoi compagni anche se culturalmente diverso. Rendere la diversità fonte di curiosità, accrescimento sociale e culturale è il più importante degli obiettivi che il Progetto Start si è prefissato di raggiungere. Tahar Ben Jelloun chiama i minori immigrati “generation involontaire” (generazione involontaria): “una generazione destinata ad incassare i colpi; questi giovani non sono immigrati nella società, lo sono nella vita… Essi sono lì senza averlo voluto, senza aver nulla deciso e devono adattarsi alla situazione in cui i genitori sono logorati dal lavoro e dall’esilio, così come devono strappare i giorni a un avvenire indefinito, obbligati ad inventarselo invece che viverlo”.
La mia analisi si propone di indagare le modalità di intervento che vari enti in associazione con il Comune di Milano hanno attuato per favorire e migliorare l’integrazione dei minori all’interno dei nostri istituti statali, elaborando il Progetto Start, Strutture Territoriali di Accoglienza in Rete per l’Integrazione. Nella prima parte approfondirò tutto ciò che concerne il fenomeno migratorio in Italia, con particolare attenzione al caso di Milano, esaminando in base ai dati statistici l’incremento di quest’ultimo e le ripercussioni a livello locale per quanto inerisce la riorganizzazione territoriale al fine di rilevare le varie problematicità. Una breve analisi della legislazione attualmente vigente nel nostro Paese in materia di immigrazione farà da sfondo alla difficoltà di non rientrare nell’illegalità da parte di moltissimi immigrati soggetti, inoltre, ad una crescente e pericolosa intolleranza legata al pregiudizio, da parte dei milanesi.
Nella seconda parte, quella centrale, la mia attenzione sarà rivolta alle diversità legate alla religione, che condizionano tutto un plesso di valori culturali che, nella stragrande maggioranza dei casi, trovano pochi spazi per una convivenza con i valori dominanti del nostro paese; in particolare mi occuperò della difficile questione relativa al dialogo tra le due religioni più diffuse in Italia, la nostra, il Cristianesimo e quella della maggioranza degli stranieri, l’Islamismo, da secoli religioni vicine e simili, in quanto monoteistiche e rivelate e, al contempo, lontane per usi e costumi e per un’assurda lotta alla supremazia ad oggi irrisolta e irrisolvibile, legata all’ignoranza e al poco rispetto della fede altrui.

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3 INTRODUZIONE La documentazione che esplora l’insediamento e la presenza dei minori stranieri in Italia mostra come il nostro paese sia entrato nella seconda fase del ciclo migratorio, quella che vede sia la presenza di immigrati singoli, sia quelli di interi nuclei familiari. I dati dell’Istat più recenti, relativi al 1° gennaio 2010, stimano 4.279.000 di stranieri in Italia, circa il 7,1% dell’intera popolazione, irregolari esclusi, di cui minori 862.000, mentre gli stranieri nati in Italia sono ormai 519.000, cioè il 13,3% del totale degli stranieri. Analizzando le zone di provenienza, si nota come negli ultimi anni ci sia stato un deciso incremento dei flussi provenienti dall’Europa orientale, che hanno superato quelli relativi ai paesi del Nordafrica, molto forti fino agli anni novanta. In questo contesto, l’arrivo dei figli dal paese d’origine, attraverso le procedure di ricongiungimento familiare, o la loro nascita in Italia, ha contribuito in modo significativo alla ridefinizione delle priorità all’interno dei progetti volti ad integrare i minori stranieri negli istituti scolastici di Milano, ormai metropoli multietnica, al fine di concedere a tutti indistintamente il diritto all’istruzione. Notevoli sono le problematiche legate all’integrazione dei minori poiché ognuno di essi ha un mondo alle spalle, fatto di vari tipi di percorsi migratori, a volte vissuti in prima persona, altre semplicemente fonte di racconti da parte della famiglia, ma comunque insiti nella loro storia e radicati nella loro identità tanto da rendere necessari nuovi percorsi e ambienti didattici in cui il minore possa sentirsi uguale a tutti i suoi compagni anche se culturalmente diverso. Rendere la diversità fonte di curiosità, accrescimento sociale e culturale è il più importante degli obiettivi che il Progetto Start si è prefissato di raggiungere. Tahar Ben Jelloun chiama i minori immigrati “generation involontaire” (generazione involontaria): “una generazione destinata ad incassare i colpi; questi giovani non sono immigrati nella società, lo sono nella vita…

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