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La riqualificazione energetica degli edifici: un'analisi costi benefici

Questo elaborato si ripropone, di analizzare l’attuale normativa in materia di efficienza energetica in edilizia e passare in rassegna gli strumenti market based forniti dallo Stato e dalla Regione Toscana per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, individuando le barriere, non solo economiche, alla diffusione di pratiche sostenibili per l’utilizzo dell’energia nel settore abitativo. Si passa poi ad analizzare la convenienza degli interventi di riqualificazione energetica, con particolare attenzione alla produzione di energia da fonte solare, ricorrendo al metodo dell’analisi costi- benefici, del quale vengono esposti i principali aspetti teorici, in modo da valutare non solo gli effetti in termini di rendimento finanziario del progetto ma includendo anche le esternalità connesse all’efficiente utilizzo dell’energia in termini di emissioni nocive evitate. Si intende così verificare l’effettiva convenienza, in termini economici ed energetici, derivante dall’impiego, in edilizia, delle tecnologie a disposizione per il risparmio energetico e la produzione di energia da FER ed in particolare la validità dei meccanismi di incentivo economico messi a disposizione dei cittadini.

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4 INTRODUZIONE “Sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro”. Così la commissione ONU per l’Ambiente e lo Sviluppo definì nel 1987 il concetto, ormai noto, di Sviluppo Sostenibile. Da allora fiumi di parole sono state pronunciate sul tema ma pochi sono stati i risultati effettivamente raggiunti per invertire quel processo di degrado ambientale, e conseguentemente sociale, che l’uomo ha innescato. Solo dagli anni settanta si è cominciato ad affrontare criticamente la questione dello sviluppo che fino ad allora non aveva preso in considerazione il fattore ambiente, visto solamente come un corollario alla crescita economica, una dimensione latente ed esterna, che non costituiva certo un limite all’espansione del’economia industriale 1 ma piuttosto un’opportunità di sviluppo. La consapevolezza che il sistema si sta incrinando affiora solo quando si avvertono, profondi, i primi segni di cedimento: il petrolio scarseggia e conseguentemente i prezzi aumentano, l’inquinamento inizia ad essere palese e preoccupante. La scoperta dei limiti naturali dello sviluppo viene affrontata per la prima volta a livello internazionale alla Conferenza di Stoccolma, organizzata dalle Nazioni Unite nel 1972, con l’obiettivo di risolvere i problemi connessi allo crescita dei paesi occidentali industrialmente avanzati. Da allora si sono susseguite negli anni numerose iniziative, a livello nazionale ed internazionale, sulle tematiche legate allo sviluppo sostenibile. 2 Tra i punti di forza delle politiche attuate a riguardo troviamo il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, sempre invocate nei documenti di politica energetica ma che trovano con difficoltà uno spazio rilevante nei piani di investimento delle grandi aziende nel campo dell’energia 3 . Diverse la criticità da analizzare. Di fatto tra le difficoltà che incontra la diffusione dell’impiego di fonti energetiche rinnovabili, oltre ai costi effettivamente elevati a causa della ristrettezza del mercato e delle tecnologie 1 Gisfredi, 2002. 2 Settembre 1987 protocollo di Montreal; giugno 1992, conferenza ONU sullo stato dell’ambiente a Rio de Janeiro; maggio 1994, conferenza europea sulle città sostenibili ad Aalborg; dicembre 1997, conferenza ONU sui cambiamenti climatici a Kyoto; agosto 2002, conferenza ONU sullo stato dell’ambiente a Johannesburg. 3 ENEA, 2005.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Serena Ceccarelli Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.