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La gestione dei servizi bancari tra efficienza e territorialità

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Franchini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Andrea Vinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 207

La presente Tesi si propone di individuare ed indagare la validità di un modello bancario che possa affrontare con successo le problematiche messe in evidenza dalla recente crisi finanziaria; in particolare il superamento del trade-off tra efficienza e territorialità, che, soprattutto nel caso italiano, risulta di fondamentale importanza per lo sviluppo economico del paese.
Il lavoro si articola in una prima parte introduttiva di carattere storico, che inquadra la particolare situazione italiana, dove la tendenza all’aggregazione bancaria degli ultimi anni si contrappone ad un tessuto imprenditoriale diffuso e radicato nel territorio.
Viene poi trattato il tema delle banche locali; se ne descrivono gli assetti giuridici e le loro peculiarità, nell’ottica di individuare quale forma proprietaria risulti la più indicata per l’evoluzione futuro.
Nel successivo capitolo vengono presentate diverse metodologie per la valutazione dell’efficienza bancaria; viene inoltre proposto uno studio effettuato sul caso italiano, che mostra l’efficienza degli istituti di credito in funzione della dimensione e degli assetti proprietari.
Successivamente vengono studiati i diversi modelli organizzativi adottati dagli intermediari bancari e le nuove tendenze per il futuro, al fine di identificare una struttura che permetta di perseguire gli obiettivi in termini di efficienza senza perdere il vantaggio competitivo derivante dal radicamento territoriale; vengono inoltre analizzati i ruoli che il corporate center e le funzioni di staff sono chiamati a ricoprire all’interno del modello sviluppato.
Un ultima parte viene dedicata alle modalità di gestione operativa (operations), quali driver per consentire la crescita sostenibile grazie ad un recupero di efficienza; viene presentata la tecnica del Lean Banking quale proposta applicativa per il miglioramento della gestione interna.
Infine viene proposto il caso del Banco Popolare quale esempio di banca che, grazie al particolare modello di business implementato, e grazie all’evoluzione di questi ultimi anni, si pone proprio nell’ottica del superamento del trade-off tra efficienza e territorialità.

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Introduzione    5      Introduzione  La  recente  crisi  finanziaria  ha  posto  in  evidenza  molteplici  problematiche  riguardanti il rapporto tra gli intermediari bancari ed il territorio; nel caso italiano, in  particolare, la questione assume una rilevanza maggiore, in quanto, ad un tessuto  aziendale diffuso e fortemente radicato nel territorio, si contrappone un sistema  bancario che tende alla concentrazione e alla crescita.   Soprattutto in questi ultimi anni, vi sono stati numerosi tentativi, sia da parte  di banche operanti su scala nazionale (global‐player) che da parte di banche locali,  di colmare il gap che si è venuto a creare; con la presente tesi si vuole andare a  ricercare un modello che tenti di rispondere al trade‐off (efficienza – territorialità)  nelle diverse accezioni nelle quali si è manifestato.  Il punto di partenza è il presupposto che il localismo rappresenti un valore ai  fini dello sviluppo economico del paese, proprio per la particolare caratterizzazione  industriale italiana; la banca locale, grazie al suo radicamento territoriale, dispone  delle conoscenze specifiche legate a contatti personali (soft information), che le  permettono sia di selezionare (screening) che di monitorare (monitoring) in modo  più efficace la clientela, favorendo una migliore allocazione delle risorse.  A questo proposito, si è aperto un dibattito sulla validità di un’analisi del  merito creditizio basata sulla soft information; infatti, il Comitato di Basilea per la  Supervisione Bancaria (con il Nuovo Accordo sul Capitale – Basilea II), ha ritenuto  non sufficiente un’analisi di questo tipo, ed ha definito parametri valutativi più  stringenti, attribuendo un’importanza maggiore alla loro obiettività e misurabilità, e  rendendo in tal modo difficile ed oneroso l’accesso al credito per le piccole e medie  imprese. 

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