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Il sistema produttivo italiano e il rapporto banca-impresa durante la crisi

Questa analisi si concentra sulle cause scatenanti lo scoppio della crisi negli Stati Uniti, sulle fasi della sua evoluzione e sugli effetti che si sono presentati in Europa e di conseguenza in Italia.
L’Italia è stato uno dei paesi che ha dovuto affrontare le maggiori difficoltà, nonostante un mercato creditizio abbastanza solido abbia contenuto gli effetti della crisi.
Il lavoro analizza altresì gli elementi che hanno modificato la struttura delle imprese italiane ed estere nei primi anni del Duemila, in particolare la globalizzazione, l’integrazione europea e la rivoluzione tecnologica. Queste condizioni, sono state di cruciale importanza per la trasmissione della crisi, in quanto i sistemi economici sono inseriti in mercati sempre più intrecciati tra loro a livello globale, spianando la strada a shock reali e finanziari.
Le banche, che occupano un ruolo centrale nel finanziamento dell’economia italiana, hanno accusato gli effetti della crisi soprattutto per quanto riguarda la contrazione della domanda di credito, sia da parte delle imprese che dalle famiglie.
Per quanto riguarda il rapporto banca-impresa, che rappresenta uno dei principali aspetti su cui il lavoro incentra l’attenzione, è stato possibile osservare come esso risulti essere costruito fondamentalmente su di un’elevata asimmetria informativa, la quale ha pregiudicato in modo rilevante gli effetti positivi che ne sarebbero conseguiti in presenza di una relazione stabile e duratura.
L’attenzione sarà in particolar modo incentrata sulle Piccole e Medie Imprese, le quali hanno incontrato numerose difficoltà nello sviluppare relazioni solide con gli istituti di credito, trattandosi, nella maggior parte dei casi, di imprese a conduzione familiare, e quindi poco propense a introdurre nuovi capitali dall’esterno.

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3 INTRODUZIONE La crisi economica e finanziaria che ha colpito l’economia mondiale a partire dalla seconda metà del 2007, a seguito del crollo del mercato borsistico e finanziario americano, si è diffusa rapidamente a livello internazionale, coinvolgendo banche, imprese e famiglie di tutto il mondo, compromettendo i rapporti tra le istituzioni e l’economia reale. Tale fenomeno è stato di straordinaria entità, rapidità e diffusione, causando numerose conseguenze che ancora oggi creano diverse preoccupazioni riguardo alle possibilità di una significativa ripresa. A differenza delle recessioni verificatesi negli anni precedenti, si è riscontrata una pronta risposta delle politiche economiche con interventi di singolare natura e ampiezza, in particolar modo, grazie al grado di coordinamento internazionale velocemente raggiunto nelle fasi più acute della crisi. Questa analisi si concentra sulle cause scatenanti lo scoppio della crisi negli Stati Uniti, sulle fasi della sua evoluzione e sugli effetti che si sono presentati in Europa e di conseguenza in Italia. In particolare nel primo capitolo si analizza come la recessione si è articolata in diversi periodi temporali, acutizzandosi a seguito del fallimento della nota banca d’investimento americana Lehman Brothers nel 2008, provocando un senso di sfiducia in tutte le economie mondiali. Le cause principali delle difficoltà di importanti istituti finanziari statunitensi sono state individuate nell’elevata concessione di prestiti rischiosi, i cosiddetti mutui subprime e nell’eccessivo aumento del valore immobiliare noto come bolla immobiliare. La veloce trasmissione degli effetti della crisi al di fuori degli USA, in particolare in Europa, può essere attribuita innanzitutto alle sostanziali perdite delle banche che hanno investito nei mercati americani e all’elevato numero di scambi commerciali tra i due continenti che ha raggiunto cifre senza precedenti.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Mauro Urban Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3960 click dal 14/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.