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Ciclo festivo e Comunità Ebraiche

Il momento festivo svolge un ruolo centrale nella vita di ognuno di noi; per alcuni significa poter fare tutto quello che si desidera, per altri, in particolare per i più religiosi, costituisce un momento nel quale emerge il bisogno e la volontà di recuperare l'elemento religioso, ed è in tale contesto che la festa assume di per sé dei significati profondi.
Oltre al significato religioso, il momento festivo assume anche un significato storico, agropastorale e sociale, ed in quanto tale, esso svolge un importante funzione: quella di raccontare i cambiamenti epocali e culturali delle civiltà.
Fin dall’antichità, tra i popoli che hanno associato al momento festivo un grande significato religioso e per il quale la festa ha svolto un importante funzione narrativa della società e dei suoi mutamenti, emerge il popolo ebraico.
La festa nella cultura ebraica viene celebrata in modi diversi, i quali di per sé danno vita a feste diverse. Esse sono descritte nelle Sacre Scritture e sono tutte ispirate ai grandi eventi storici del popolo ebraico, mettendo in evidenza la santificazione del tempo lungo l’intero corso dell’anno. Inoltre, come molti apparati festivi le feste ebraiche si svolgono al ritmo delle stagioni, in particolar modo in primavera ed in autunno; esse rappresentano passaggi importanti nella vita individuale e comunitaria soprattutto nel rapporto con la divinità. La loro caratteristica è quella di essere spesso accompagnate da musica, danze e cibo, senza escludere l’aspetto religioso.

La mia ricerca sul ciclo festivo effettuata presso la comunità ebraica romana ha confermato tutto questo, evidenziando il forte legame tra la realtà sociale, quotidiana e il mondo religioso, dove il calendario ebraico lunare non è solo una suddivisione cronologica del tempo, ma è l’organizzazione del ciclo festivo che caratterizza la vita comunitaria e quella individuale.
Per la comunità, le feste sono occasioni per ricordare le origini e la storia del popolo ebraico, opportunità per stare con la famiglia, con gli amici e consolidare relazioni con l’intera comunità e soprattutto sentirsi più in contatto con la divinità. Ogni persona religiosa si prepara per il momento festivo in modo cosciente e scrupoloso, dai più piccoli ai più grandi, ciascuno secondo il proprio ruolo.
Tutto questo viene realizzato per il fine di trasmettere alle future generazioni valori e tradizioni del proprio popolo e contestualmente, le feste vengono rivitalizzate e valorizzate nel momento in cui si svolgono, diventando beni immateriali culturali, i quali esprimono l’identità di uno dei popoli più antichi della storia dell’umanità.
In conclusione, nonostante le numerose difficoltà che la comunità ebraica romana ha dovuto affrontare nel corso dei secoli per avere la propria indipendenza e il rispetto altrui, essa è riuscita a far sentire la propria voce nell’ambito della cittadina romana, attraverso i suoi servizi al pubblico e una forte attività culturale, che viene realizzata anche attraverso gli eventi festivi, svolta grazie alla collaborazione di enti nazionali e locali, rimanendo ferma nei propri principi e valori che sono gli stessi da sempre.

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6 Capitolo 1 L’origine delle tradizioni 1.1 Origini Le tradizioni non sono per scontata definizione antiche, possono avere un‟origine piuttosto recente e talvolta costituiscono il risultato di invenzioni create su scarsi fondamenti, poco sostenibili. Con il termine „tradizione inventata‟ si intendono sia tradizioni effettivamente inventate, sia tradizioni che pur costituendosi su basi scarsamente documentate nell‟arco di un breve periodo di tempo, si sono imposte con grande rapidità. Per definizione, <<“la tradizione inventata” è costituita da un insieme di pratiche, in genere regolate da norme apertamente o tacitamente accettate e dotate di una natura rituale o simbolica, che si propongono di inculcare determinati valori e norme di comportamento ripetitive, nelle quali emerge l'elemento caratterizzante costituito dalla continuità con il passato, che non per forza deve essere lontano>> (Hobsbawn,1983, p.3). La tradizione intesa in questo senso va distinta dalla consuetudine che regge le società „tradizionali‟, ossia le società composte da popolazioni fortemente legate ad usi e costumi tradizionali che per la loro unicità sviluppano un profondo senso d‟identità che tende a non conformarsi con i valori della cultura dominante. La consuetudine nelle società „tradizionali‟ svolge la duplice funzione di innovazione e cambiamento e di garantire la continuità sociale. Hobsbawn sostiene che la tradizione e la consuetudine sono intrecciate; se la consuetudine declina comportando

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Rosa Genovese Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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