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Jules et Jim attraverso gli occhi della critica

Questa Tesi, è bene sottolineare, è incentrata sulla critica cinematografica e, in particolare, su come la critica - giornalistica e teorica, specialistica e generalista – si sia espressa, in un arco di tempo di circa quarant’anni, nei riguardi del film Jules et Jim diretto da François Truffaut.
Al pari di quello del critico e del montatore cinematografico, il mio è stato un lavoro di scomposizione e ricomposizione di un testo, in questo caso più testi di critica.
Un lavoro di taglio e cucito su reperti bibliografici, frutto di una ricerca accurata e capillare.
È stato necessario smembrare le analisi per individuare punti in comuni, contraddizioni, segni di continuità nel tempo, conflitti di opinioni, convergenze e conformismi. Successivamente ho proceduto a riorganizzarle e strutturarle in un discorso che si dipana per nodi tematici e chiavi di lettura.
Un discorso che ha l’ambizione, ma non la presunzione, di cogliere o almeno trattenere quel significato che sfugge alla singola interpretazione di un critico, alle intenzioni dell’autore e a quelle del testo stesso.

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3 INTRODUZIONE Introdurre una Tesi di Laurea è, forse, la parte più complessa del lavoro di stesura. Evitando inutili e fuorvianti divagazioni, mi preme fissare i due punti cardini: l‟inizio e la fine. Le motivazioni che sottendono la scelta dell‟argomento e l‟esito che questo elaborato si è proposto di raggiungere. Innanzitutto questa Tesi, è bene sottolineare, è incentrata sulla critica cinematografica e, in particolare, su come la critica - giornalistica e teorica, specialistica e generalista – si sia espressa, in un arco di tempo di circa quarant‟anni, nei riguardi del film Jules et Jim diretto da François Truffaut. È giusto e doveroso, nei confronti del lettore, chiarire il perché delle mie scelte. Perché una tesi sulla critica cinematografica? Perché una tesi su François Truffaut? Perché una tesi su Jules et Jim? La critica possiede due poteri che, spesso, non vanno a braccetto: un potere economico e uno culturale. In quello economico rientra la capacità di costituirsi come parte determinante, seppur in misura relativa, del successo commerciale di una pellicola. Un potere che il tempo fa spesso oscillare e che è direttamente legato alla natura dell‟opera in oggetto (si veda, a tal proposito, l‟articolo di Truffaut 1 ). Ma è il potere che rientra della sfera culturale che mi interessa maggiormente ai fini della stesura di questo elaborato. Il lavoro dei critici è un lavoro, a volte, sottovalutato. A loro è attribuibile il grande merito di portare a galla e rivelare significati latenti dell‟opera. Spesso sfuggenti, spesso ben nascosti. I critici scovano particolarità e caratteristiche, individuano stili sul nascere, affibbiano nomi, organizzano concetti e, a volte, fraintendono le opere e gli autori in maniera eclatante. Ma è grazie alle loro parole e, soprattutto, al confronto fra di esse che è possibile rintracciare parte di quel surplus di senso che eccede dal film, che straripa dal testo stesso. 1 François Truffaut, “I sette peccati capitali della critica”, in Il piacere degli occhi, Roma, Minimum Fax, 2006, (Le plasir des yeux, Paris, Cahiers du Cinema, 1987)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Artemide Alfieri Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 816 click dal 22/06/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.