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Effetto della Cannabidivarina, componente non psicoattiva della marijuana, sulla proliferazione, migrazione e invasione di una linea di glioma U87

I gliomi sono i più comuni tumori primari che interessano il cervello e sono classificati in quattro gradi clinicamente distinti che vanno da basso (grado I) ad elevato (grado IV). Tra questi il più maligno è il glioblastoma, tumore infiltrativo, multifocale, ad alta attività proliferativa ed elevata eterogeneità. L’aggressività e la prognosi negativa del glioblastoma dipendono in larga parte all’alto tasso di recidiva che rende gli approcci terapeutici standard, quali la radioterapia e la chemioterapia, del tutto insoddisfacenti.
Poiché negli ultimi anni molte scoperte in campo oncologico hanno permesso di meglio comprendere gli aspetti molecolari e cellulari alla base dello sviluppo tumorale, è possibile oggi prospettare nuove strategie per il controllo della loro crescita.
A questo proposito, recenti studi suggeriscono un’azione antitumorale dei derivati della Marijuana in modelli sperimentali sia in vitro sia in vivo. È stato dimostrato che il 9-tetraidrocannabinolo (THC), principale componente psicoattivo presente nella Cannabis sativa, è in grado di esercitare un buon effetto antiproliferativo in diverse linee tumorali, inclusi i gliomi. L’applicazione terapeutica del THC è però limitata dalle ben note proprietà psicotrope che questo composto esercita, specialmente a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Il nostro gruppo di lavoro ha evidenziato che il CBD, un fitocannabinoide non psicoattivo, possiede un’attività antiproliferativa su cellule di glioma, sia in vitro sia in vivo, non mediata dai recettori per i cannabinoidi. Inoltre, tale composto ha mostrato proprietà antimigratorie su cellule di glioma umano U87, che coinvolgono la modulazione delle metalloproteasi.
Sulla base di questi risultati, nella presente tesi abbiamo voluto: saggiare l’effetto di un altro cannabinoide non psicoattivo, la Cannabidivarina (CBDV), sulla proliferazione di cellule di glioma umano U87, attraverso la stima del metabolismo ossidativo mitocondriale (MTT test), approfondendo il coinvolgimento dei recettori cannabici CB1 e CB2 e del recettore vanilloide TRPV1 nel suo meccanismo farmacologico. Si è dimostrato così che la CBDV induce una significativa riduzione concentrazione-dipendente della vitalità cellulare di cellule U87 e che tale effetto antiproliferativo non è mediato né dai recettori cannabici CB1 e CB2 né dal recettore vanilloide TRPV1. E inoltre saggiare l’effetto della CBDV sulla capacità migratoria e invasiva di cellule di glioma umano U87 attraverso la Camera di Boyden. Si è così dimostrato che la CBDV sembra inibire non solo la capacità delle cellule tumorali di migrare, ma anche la loro capacità invasiva.
Questi dati preliminari sembrano indicare che, per lo meno nella linea di glioma umano U87, anche il cannabinoide non psicoattivo CBDV possiede un significativo effetto antiproliferativo, antimigratorio e antinvasivo, non mediato né dai recettori cannabici CB1 e CB2 né dal recettore vanilloide TRPV1.
La presente tesi incoraggia ulteriori approfondimenti per chiarire le possibili applicazioni di tale molecola quale agente antineoplastico.

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5 1. RIASSUNTO

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Biotecnologiche

Autore: Alessandra Falconi Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.